Farfara Tussilogo farfara (Linneo); famiglia: Asteracee; genere: Tussilogo; Nomi regionali: tussilaggine, farfaro, farfarella, zampa di mulo. Sinonimi scientifici: Tussilogo ruderalis, T. rupestris, T. vulgaris.
farfaraDescrizione: Pianta erbacea perenne, di aspetto cespitoso, alta da 10 a 30 cm, ha rizoma e fusto sotterraneo da cui si dipartono sia le radici secondarie, sia le foglie basali.
Prima delle foglie emette i capolini floreali. I fiori sono zigomorfi, di colore giallo.
Frutti sono degli acheni cilindrici, terminanti con un pappo setoso.
farfara semi
Gli scapi fioriferi sono ricoperti di squame rossastre e terminano con un unico capolino. Fiorisce da gennaio ad aprile.
Parti utilizzate:Della pianta si utilizzano i fiori, raccolti prima che sboccino, le foglie (raccolte in autunno) ed anche il rizoma.
Usi e curiosità: Il nome scientifico gli viene dall’uso che se ne fa, fin dall’antichità, per combattere le affezioni dell’apparato respiratorio: dalla tosse alle bronchiti fino alla tubercolosi.
Le foglie essiccate e tritate venivano usate per farne delle sigarette balsamiche in tempo di guerra.
Dioscoride, che la conosceva come bechion, da cui deriva l’aggettivo bechico, ne consigliava le fumigazioni di foglie, fiori e rizoma, tritate e gettate sulla brace per curare le affezioni catarrali.
Plinio ci ricorda che i romani tenevano in gran conto questa pianta.
La farfara contiene olio essenziale, glucoside, mucillagini, tannini, inulina, Sali minerali (nitrato di potassio, ferro e zinco), acido malico, peptina, acido acetico, acido gallico.
Ha le seguenti proprietà: combatte la tosse e l’asma (bechica, azione calmante della tosse, espettorante); antinfiammatoria, decongestionante, antinevralgica, emolliente.
Nell’antichità era considerato rimedio specifico contro la tubercolosi e l’asma.
Per facilitare l’espettorato, quando il catarro è abbondante, si consiglia l’Infuso:
2 cucchiai di foglie fresche o gr 5 di foglie e fiori secchi n una tazza d’acqua bollente; far freddare un pochino, filtrare addolcire con zucchero o miele ed assumere calda.
Sciroppo: In 500 gr di acqua far bollire per 10 minuti 10 gr di fiori secchi oppure 20 gr di fiori e foglie secche; dopo si filtra e si aggiungono gr 300 di miele o zucchero e si continua a scaldare fin quando non assume la consistenza dello sciroppo.
Si conserva in bottiglia in frigo e all’occorrenza se ne assume caldo a tazzine.
Come antinfiammatorio si utilizzano le foglie , di cui se ne fanno cataplasmi.
ATTENZIONE!!! Gli usi e le applicazioni sono indicati solo a mero scopo informativo, per cui si declinano tutte le responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico, alimentare, per i cui usi bisogna sempre richiedere il consiglio del medico farmacologo.
.
Visite: 2754