A FRANCO GASDIA ( amico ed esperta guida del Matese)
Spiando dietro i vetri
di questo triste inverno
rivedo la montagna
che scalai più volte
negli anni per me verdi.
Allora mi torni in mente
e vorrei star con te
che amore pe ‘l Matese
infondesti pure a me.
Con te su quell’incanto
osservare dell’aquila i voli,
udire tra i sentieri
brusii di orchi e fate.
Arrampicarmi ancora
con lena su la pietraia
raggiungere la vetta
ove la Croce svetta.
Oh, che incanto!
Da lì spaziare nell’infinito mondo
da Foggia fino a Napoli,
Poi andando verso la Rocca,
sul paradisiaco prato ,
a contatto stretto,mi pareva star
a tu per tu con l’Eterno Dio.
Poi giù verso valle
regno di briganti un tempo,
ove sono le grotte del Fumo
e della Ciavola, ove
l’acqua è più dolce del liquore,
rimasta tale nel mio cuore.
A sera attorno al fuoco del Rifugio
amico, con un bicchier di rosso
polenta ai funghi ed altro,
intonando canti alpini,
con pugliesi e con trentini,
fu tutto un sol coro.
Ora tu amico caro
riposi in pace e son certo
che il Signore a te ha destinato
il Paradiso sulla montagna
che tu hai amato tanto,
lassù, perla del tuo Molise caro.
CB 12/12/2022 (U D’U)
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