ACQUAVIVA COLLECROCE m 421 s.l.m.
Pop.: 625 nel 2019; Superficie Kmq 28,60; Dens.22. Patrono:S. Michele.
Popolazione negli anni: fuochi: 40 nel 1532; 39 nel 1545; 58 nel 1551; 60 nel 1595; 53 nel 1648; 60 nel 1669;abitanti 1380 nel 1780; 1400 nel 1795; 1870 nel 1835 ; 1763 nel 1861; 1837 nel 1881; 2212 nel 1901; 2243 nel 1911;2058 nel 1931; 2122 nel 1936;2550 nel 1951; 800 nel 2011; 614 nel 2018.
: Origine del nome: Il nome trae origine da due piccoli insediamenti rurali , Acquaviva e Colle Croce popolate da alcuni profughi croati, insediatisi fin dal XV sec., che si sono riuniti in una sola località, per l’appunto Acquaviva e per distinguersi da altri paesi aventi lo stesso nome hanno aggiunto Collecroce . Fino al XVI sec. Il nome ufficiale è stato S. Angelo in Palazzo ed anche Acquachiara.
La popolazione mantiene gelosamente le tradizioni originali della cultura slava, trattenendo buone relazioni con la madrepatria, il cui ambasciatore spesso si reca in visita alla cittadina molisana.
Notizie storiche: Nel XII sec. Nell’ambito di Acquaviva troviamo un convento dal titolo di S.Angelo in Palazzo tenuto in Commenda dal Monastero di San Primiano di Larino.
Intorno al 1295 i monaci di San Primiano fecero donazione dei loro beni ai Cavalieri Gerosolimitani ( detti di Rodi ) (confermata come da Bolla di Bonifacio VIII del 1297).
Dal XV secolo Acquaviva passò a diversi baroni fino al 1785, quando abolita la legge delle Commende fu devoluta al Demanio, nel quale rimase fino al 1808. Giuseppe Bonaparte con R.D. 24 febbraio 1808 istituiva il Real Ordine delle Due Sicilie con 500 Cavalieri dotandoli dei beni appartenuti all’Ordine di Malta e Costantinopoli..
Notizie ecclesiastiche:Acquaviva Collecroce dalle origini e fino al 1818 appartenne alla Diocesi di Guardialfiera, poi è passato alla Diocesi di Termoli-Larino. Ha una sola parrochia intitolata a Santa Maria Ester.
La Chiesa di santa Maria Ester fu edificata nel 1715; è a tre navate alte 12 metri, quella centrale è lunga 21 metri. All’interno si possono ammirare tele di pregio raffiguranti l’Addolorata e San Michele Arcangelo e due statue lignee del campobassano Saverio Di Zinno e la statua di S. Biase, in cartapeste e legno, di Gabriele Falcucci, scultore sordomuto di Atessa, eseguita nel 1886..
Cittadini che si sono distinti nella storia. Nicola NERI, la cui biografia si può attingere nello stesso sito www.ugodugo.it in Scritti in lingua/ Personaggi Intestatari di OO.PP. nella città di Campobasso.
Luigi Vetta (1805-1873) sacerdote, docente di storia e filosofia a Napoli, chiamato a Termoli da Mons.De Robertis tenne la cattedra di Filosofia e Teologia; sovrintese alla costruzione dell’Episcopio e del Seminario termolese. Nominato vescovo di Nardò, dopo il 1860 abbandonò Nardò e si ritirò a Lecce nel Convento dei benedettini fuori le mura, dove rimase fino al 1866, anno in cui il governo italiano, temendo una attività sovversiva da parte degli ecclesiastici che non accettarono il nuovo regime, confinò il Nostro ed altri prelati a Saluzzo dove rimase fino al gennaio del 1867, anno in cui, terminate le ostilità con l’Austria, rientrò a reggere la Diocesi di Nardò, accolto con grande simpatia ed ospitalità.. Qui morì il 13 febbraio del 1873.
Giovanni De Rubertis, nato ad Acquaviva C. il 25 luglio 1813 figlio di genitori patrioti che avevano sofferto molte pene nel 1799, catturati dalle bande albanesi della Santa Fede, fu cultore appassionato di lettere e delle memorie storiche locali. Nel 1856 pubblicò a Zara un saggio Delle colonie slave nel Regno di Napoli e molte poesie di carattere patriottico. Tradusse in versi liberi le Poesie del poeta serbo Medo Pacic. Morì ad Acquaviva il 20 aprile 1889.
Tradizioni: Festa del Maja, il primo di Maggio, detto anche della Pagliara Maje maje. Rito propiziatorio che si celebra per le strade del paese con canti e folklore.
Gastronomia: Il Varas lessata di grano molo gustosa;, lasagne imbottite in brodo; il Buck shkavun ( pane raffermo condito con vino cotto, miele, mandorle tritate e noci), ed altre specialità dolciarie locali.
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