Bernardino MUSENGA
Sulla località e data di nascita non si hanno notizie precise, dall’ atto di morte si legge nato a Campobasso, ma pare che Lui dicesse essere nato a Napoli e, contando indietro gli anni dalla data di morte si desume essere nato nel 1774 (o 1773, se nato dopo il mese di ottobre); comunque è errato quanto riportato in appendice a ( Longano viaggio in Molise” pag 210) che indica la data del 1776, ciò poiché non corrisponderebbe all’età precisa, dichiarata con l’atto di morte; quindi nasce da Nicola, architetto e da Margherita Tivelli.
Dopo gli studi superiori si reca a Napoli per iscriversi e frequentare i corsi del Corpo degli Ingegneri, istituzione prestigiosa del Regno di Napoli, che lo laurea e abilita alla professione di Ingegnere.
Durante il periodo napoletano egli non si limita a seguire gli studi scientifici, ma segue con interesse anche gli studi letterari e filosofici, influenzato, forse, dalla vicinanza dello zio Filippo Musenga, sacerdote e abate di S. Maria alla Sanità.
Intanto il suo animo sensibile lo porta a scrivere versi, dei quali si ricorda l’Inno a Cerere, che leggerà in lingua latina, come riferisce il Longano, nel giorno dell’inaugurazione della Società di agricoltura..
Segue con grande interesse le teorie illuministe e frequenta gli intellettuali molisani che all’epoca frequentavano gli studi presso l’ateneo napoletano, stringendo amicizia anche con Nazario Colaneri, nipote di Gabriele Pepe, con il quale in seguito fonderà la prima Loggia Massonica Molisana (Ulisse Bacci "Il Massone Italiano" Roma 1923; vedi pure su questo sito "Gabiele Pepe").
Nel 1799 , avendo aderito al partito giacobino o repubblicano, il 12 febbraio sfuggì ad una serie di arresti eseguiti dai realisti campobassani. Tornò da Napoli a Campobaso il 5 marzo successivo insieme con il Mazzarotta e ad Andrea Valiante, di cui fu grande amico.
Infatti fu lui, Bernardino Musenga, a progettare per il padre di Andrea il palazzo con grande scuderia dei Valiante di Jelsi.
Intanto egli, già giovanissimo, è nominato Consigliere della Provincia di Campobasso e riconfermato in seguito, dove lo ritroviamo anche nel 1816, amministratata dall’Intendente del Molise Biase Zurlo, fratello del più noto Giuseppe Zurlo, coi quali entra in rapporti di fraterna amicizia, tanto da meritare da questi, l’incarico di progettare la Chiesa Madre di Baranello, proprio accanto al Palazzo dei Zurlo.
Nominato Presidente della Società economica nel 1817 e presidente del Consiglio distrettuale di Campobasso nel 1819.
Presso lo studio del padre, già noto architetto, egli apprende i primi segreti professionali che faranno di lui uno dei più ricercati ingegneri del tempo disponibili nel Molise, che all’epoca si estendeva fino a gran parte della vicina attuale provincia di Benevento e di Caserta.
Sposa Agnese Colucci, figlia di un ricco Speziale ( Farmacista) di Campobasso e va ad abitare in Via Annunziata n° 13 (oggi Via G. Mazzini).
Intanto la sua fama di ingegnere andava via via crescendo, specie dopo il tragico terremoto del 1805 e, avendo la città di Campobasso, necessità di espandersi oltre le mura, egli fu incaricato di progettare l’espansione urbanistica fuori dal centro storico e, tra i tanti progetti, fu scelto proprio il suo.
Il Musenga, nel suo progetto, ha previsto una espansione a schemi ortogonali tra strade principali e traverse, da svilupparsi intorno a quello che fu l’orto botanico( in parte ieri denominata villa dei cannoni, oggi Villa Musenga).
La città, così, si abbellì di bei palazzi, delle piazze e dei giardini, della monumentale Chiesa della Trinità in stile neoclassico, meritando il nome di “ città giardino”.
Fu anche progettista delle carceri nuove di Via Cavour, allora ritenute le più moderne, anche se fossero anche le più sicure, con fossato invalicabile e ponte levatoio, oggi scomparso e curò pure la restaurazione o adattamento dell'edificio del Regio Collegio sannita, in modo che fosse adattato a tale uso..
Il suo nome si lega anche alla città d’Isernia, dove suo fu il progetto di restauro della Chiesa cattedrale, monumento nazionale di gran pregio regionale.
In questi anni dal suo studio escono una quantità di progetti di palazzi, strade, ponti e acquedotti che verranno realizzati in città e nei paesi della provincia di Molise, che ricordiamo abbracciava gran parte del beneventano, da Sassinoro fino ai confini di Caserta, essendo all’epoca Benevento appartenente allo Stato Ponfificio.
Bernardino Musenga, come definito dal Biscardi, negli annali cuochiani, fu “ architetto con l’animo d’artista e cuore sensibile cultore dell’euritmia e sperimentatore delle teorie illuministe “ si spense in Campobasso il 24 ottobre 1823, a soli 49 anni.
A Lui, recentemente la città di Campobasso ha intitolato la ex Villa dei Cannoni, tra il Palazzo Municipale e l’ex Distretto Militare, al centro della città.
Visite: 1187