BONEFRO (CB) m 520 s.l.m.

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Pop. 1316 nel 2019; Sup. Kmq 31,28; Dens. 42. Patrono:S. Nicola di Bari.
Popolazione negli anni: fuochi: 167 nel 1532; 247 nel 1545;; 304 nel 1561; 361 nel 1595; 200 nel 1648; 144 nel 1669; abitanti:3300 nel 11797; 3961 nel 1835;4394 nel 1861; 4813 nel 1881; 5256 nel 1901; 5395 nel 1911;4707 nel 1931; 4870 nel 1936;5041nel 1951;4223 nel 1961;2759 nel 1971; 2642 nel 1981; 2166 nel 1991; 1873 nel 2001; 1528 nel 2011; 1297 nel 2018.
Origine e storia: La tradizione vuole che,tra l’XI e il XII sec,alcuni cittadini di Venafro, di ritorno dal pellegrinaggio al Santuario di S. Michele nel Gargano, passando per Binifri venissero aggrediti dagli abitanti di un castello ivi esistente, i quali rapirono le donne, per cui alcuni venafrani si stabilirono in quel luogo. Leggenda o no, gli abitanti dei due paesi, Venafro e Bonefro, hanno molti nomi in comune e, una volta, anche i loro costumi erano somiglianti. La cosa ci fu trasmessa dal Magliano che ci ha lasciato pure una compendiosa storia di Bonefro. Dobbiamo ricordare che pure Venafro in molti documenti antichi è chiamata ad es. Benafrum nel catalogo normanno,Venifrum e ancora Benifro.
La prima menzione del toponimo è del 1049, quando il conte longobardo di Larino, Adelferio, fece una donazione in favore della Badia di Montecassino, donandogli il monastero di S.Eustachio di S. Giuliano di Puglia.
Bonefro durante il periodo longobardo fa parte della contea di Larino. In tempi normanni fa parte della Contea di Loritello e, per la sua piccola dimensione, era una porzione di feudo, che corrispondeva ad un terzo di milite. Il suo utile signore era Atenolfo de Supite, secondo il Catalogo Borrelliano che si riferisce agli anni 1155 e il 1170. La famiglie de Stipite tenne la signoria fino a tutto il periodo svevo e gli inizi del periodo angioino, daata la donazione del 1266 un Atenolfo junior fece una donazione al Monastero di S. Eustachio, riferita dal Gattola a pag 216.
Nel 1405 re Ladislao concesse Bonefro in feudo alla famiglia Boccapianola, di origine normanna.
Di questa famiglia furono titolari per Bonefro:
-Pirro o Piero, che nel 1443 è menzionato nei Quinternioni della tassa imposta per il trionfo di Alfonso I d’Aragona. Ed era figlio secondogenito di Tommaso, signore di Pietracatella.
- Giuliano, succeduto al fratello Piero o Pirro. Giuliano sposò Lucia Caracciolo che gli diede due figli, Francesco e Nicolantonio;
- Francesco, che venne poi privato del feudo nel 1528 per aver parteggiato per i francesi contro l’imperatore Carlo V.
Bonefro fu devoluta al Demanio ed assegnata in feudo a Davide de Guerris. Di questo feudatario non si hanno notizie se non il fatto che alcuni della famiglia ebbero intestati i feudi di Bonefro e Colletorto, nel 1575.
Dopo, Alessandro de Guerris chiamato ad esibire i titoli di possesso dei feudi, essendone sprovvisto, ne fu privato per cui i feudi tornarono al Demanio, che li espose in vendita e la Real Corte dichiarò aggiudicato il feudo di Bonefro a Lucio Boccapianola, il quale ne fece cessione a Pietro de Guevara.
La famiglia de Guevara, nobilissima venuta dalla Spagna al seguito di Alfonso I, fu signora di Vasto.
Pietro de Guevara, marchese di Vasto morì nel 1582 e a lui successe il figlio Diego e siccome i de Guevara avevano acquistato il feudo con danaro datogli da Giambattista Capece Minutolo con patto di poterne disporre a suo piacimento dopo la morte, così egli chiamò i suoi eredi a gestire Bonefro. Questi sentiti i suoi familiari, cedette Bonefro a ad Adriana Carafa, moglie di Francesco di Sangro.
Nel 1597, Ascanio Rosso, procuratore dei coniugi Carafa-Di Sangro, vendette Bonefro a Innigo de Guevara, che già tre anni prima aveva acquistato la portolania per 25 carlini a fuoco.
Innigo de Guevara , era duca di Bovino e Gran Siniscalco del Regno e vendette a sua volta Bonefro a Beatrice Milano.
I Milano d’Alagno erano di origine aragonese ed ebbero anche in feudo Limosano.
Nel 1614, ad istancza dei creditori della Milano, Bonefro venne esposta all’asta e rimasta aggiudicata per 24000 ducati a Luigi Castelletti, marchese di Montorio.
Da qui Bonefro fu dei Castelletti e seguì le sorti di Montorio fino al 1806 anno della eversione della feudalità.
Notizie ecclesiastiche: Bonefro fa parte della diocesi di Larino fin dalle origini ed h una sola parrocchia intitolata a S.Maria delle Rose e il suo protettore è S. Nicola di Bari. Le chiese sono:
S. Maria delle Rose, di architettura romanica, costruita in epoche diverse e più volte ampliata. Nel XVIII secolo, quando vescovo di Larino era Mons. Tria fu restaurata dalle fondamenta. Essa è a tre navate delle quali la centrale misura m 22 di lunghezza e m 8 di larghezza e m 12 di altezza. Nel 1852 furono restaurate le decorazioni all’interno.
Interessante è l’altare maggiore in marmi policromi e bassorilievi ed altorilievi. Nel Coro si notano tre tele raffiguranti La Madonna del Rosario, Cristo Morto,e Madonna con Bambino, di autori anonimi, ma interessanti. Inoltre si possono ammirare una statua di Paolo Saverio Di Zinno raffigurante la Madonna delle Grazie e un ostensorio di artista napoletano del 1740.
S.Nicola,edificata nel XVI secolo, restaurata nel XVIII secolo per merito di Mons Tria, è sede delle Confraternite delle Anime del Purgatorio e della Madonna del Carmine.
Nel 1678 furono aggiunte due navate laterali e nel XVIII secolo fu abbattuta e ricostruita. All’interno si notano quattro altari: Altare Maggiore, Madonna del carmine, Madonna della Libera, e Madonna di Lourdes.
Altro: Due fontane del periodo barocco , la Fontana della Salute e quella detta dei Ciechi, sono degne di essere ammirate insieme al castello medievale.
Presso S. Maria delle Grazie si può visitare il Museo, sorto nel 1992 per iniziativa del Prof Colabella, storico locale.
La tradizione vuole che nel giorno della Epifania musicisti e cantori si esibiscano per le strade del paese con canti popolari tipici della pasquetta.