CAMPODIPIETRA (CB) m 520 s.l.m.
Pop. 2472 nel 2019; Sup. Kmq 19,72; Dens. 125. Patrono:S. Martino.
Popolazione negli anni: abitanti: 771 nel 1522; 268 nel 1658; 715 nel 1706; 1802 nel 1861;1997 nel 1901; 2124 nel 1936; 1990 nel 1951; 2061 nel 2001;2567 nel 2011.
Origine del nome: Alcuni protendono che il nome derivi dalla presenza di pietre sparse in parte del territorio; altri invece ritengono che debba intendersi “Campo di Pietro”, dal nome di un possessore primigenio. Il Rossi, storico locale ed autore di una monografia a pag. 226, azzarda questa ipotesi: In una località prossima al Comune, detta Marchisi doveva sorgere una villa di un patrizio sannita, che vi fu sepolto. Durante la conquista romana la villa fu distrutta e le incursioni successive, nemmeno rispettarono le vestigia all’infuori di una grande lastra di pietra , sulla quale erano scolpite due figure umane di grandezza naturale, lastra che conferì il nome al luogo di Campo della Pietra . Quando sorse il primo nucleo del presente abitato, tale nome già esisteva e veniva detto in forma dialettale “Campo d’a Preta”, da cui l’attuale Campodipietra.
Notizie storiche: Del periodo precedente il medio evo non abbiamo notizie, però in zona Civitella c’è un sito da cui sono venuti fuori diversi reperti di epoca sannita o romana, per cui oserei dire che certamente il nucleo iniziale sia antecedente all’anno mille, ma a sostegno c’è una menzione del 1022 che ne fa Leone Ostiense nel riferire l’itinerario seguito da Arrigo II lo Zoppo, nella spedizione contro i Greci della parte estrema della penisola. Arrigo II non solo si fermò a Campodipietra “ territorio benevantano” , nel senso appartenente alla diocesi di Benevento,nel mese di febbraio, ma vi tenne pure un “Placito”, ossia una adunanza di dignitari per deliberare su fatti di guerra ed altro, tra i quali la verifica dei titoli feudali.
Dalla metà del XII sec agli inizi del XIV sec fu feudo dei Marchisio, la cui memoria s’è persa nel nome dell’agro, come detto all’inizio. Fra i Marchisio sono noti : Manfredi nel 1132, Ugone nel 1148 signore di Lupara e di Castelbottaccio, Guglielmo menzionato nel Catalogo Borrelliano, Ugone junior nel 1267, Pietro nel 1303. Gli stessi furono tutti Conti di Molise o membri di rami collaterali.Da Pietro Marchisio il feudo passò in dominio a Litterio da Barbarano, probabilmente un capitano di ventura di origine lombarda.
Nei primi anni del XV sec, nel 1404, Giovanni Acquaviva comprò Campodipietra , ma non poté immettersi nel possesso prima del 1419, per questioni legali, sorte all’interno della stessa famiglia. Con diploma del 2 marzo 1444, Afonso I aragonese concedeva Cmpodipietra a Giovanni Boccapianola, della famiglia dei conti di Bonefro.
I Boccapianola tennero la signoria di Campodipietra fino all’anno 1467, quando venne confiscata da Ferrante I.
Devoluta al demanio, nel 1488, venne assegnata ad Angelo Gambatesa conte di Campobasso ed da allora Campodipietra seguì le sorti stesse di Campobasso.
Quindi nel 1530 passò in dominio a Maria di Capua, duchessa di Termoli; alla morte di lei successe il figlio Ferrante, che oberato di debiti fu messa in vendita insieme alla siignoria di Matrice, su istanza dei creditori.
Nel 1597 Giovanni Francesco Ceva Grimaldi comprò Matrice e Campodipietra al prezzo di 21000 ducati. Morto Gianfrancesco, il figlio Diego gli successe e nel 1629 lo vendette a Claudia Carafa, vedova di Pietro Carafa duca di Campolieto per la somma di 16000 ducati. La famiglia Ceva Grimaldi era “signora” di Pietracatella.
La famiglia Carafa, passando il feudo di mano in mano dei suoi eredi tenne il feudo fino all’anno1806.
All’interno del territorio di Campodipietra vi sono due ex feudi che in passato hanno avuto una sorte diversa, i cui fatti storici si possono approfondire su Il Molise dalle origini ai giorni nostri di Giambattista Masciotta;; i due feudi sono Civitella –San felice, che dapprima erano due feudi distinti, in seguito furono riuniti. I due feudi hanno avuto per signori sia i Matteo di Sant’Agapito, sia Guglielmo de Ginico di Ferrazzano, sia i Japoce di Campobasso, che lo tennero fino al 1806.
Notizie ecclesiastiche: Campodipietra appartenne all’archidiocesi di Benevento fin dagli inizi; con l’ultima riforma, giusto il decreto della Sacra Congregazione per i Vescovi del 21 gennaio 1983 n.122 è passata alla diocesi di Campobasso- Bojano ed ha una sola parrocchia: intitolata a San Martino che è pure protettore del Comune insieme a San Michele Arcangelo e San Bernaredino da Siena.
Le chiese sono:
San Martino – Già esistente da antichissima data, è stata riedificata nel 1770, a tre navate, a spese del Monte frumentario detto di San Martino fondato dal cardinale Orsini con editto del 1707. il costruttore fu tale Nunzio Margiotta.
Ammirevoli il coro e il pergamo per la fattura degli intagli, opere di un artista locale tal Dorotea. Il quadro dell’Immacolata opera del molisano Paolo Gamba datato 1774; il campanile costruito su di una torre dell’antico palazzo baronale, soprapponendole la torre campanaria con la cuspide.
S. Bonaventura - Un tempo fuori dell’abitato, oggi in Piazza della Rimembranza , a pochi metri dall’attuale palazzo comunale, la chiesa, in stile romanico fu danneggiata dal terremoto del 1688, riedificata e riconsacrata nel 1705. Deperita per mancanza di manutenzione fu nuovamente restaurata nel 1880.
.Ad unica navata, vi si può ammirare una tela raffigurante la Vergine ed alcuni dipinti ad opera di artisti contemporanei molisani: Giulio Oriente e Antonio D’Attellis.
Esternamente, a lato, vi si può ammirare un bassorilievo lapideo di Agnello Crucifero appartenuto alla Cappella di Santa Maria di Loreto. Alla Chiesa è annesso l’Asilo comunale in cui sono custodite opere del Solimena.
Uomini illustri:
Ricordiamo Nicola Cefaratti (1793-18848)- Autore di Ragione ecclesiastica per lo insegnamento e per lo progresso della Scienza e dell?arte, del Diritto e della Legge edito in Napoli nel 1840; traduttore delle opere Istituzioni di Diritto Commerciale del Delvicourt; Rapporto fisiomorale tra l’uomo e la donna del cabanis; e del Genio del Cristianesimo dello Chateaubriand.
Fu anche uomo di lettere oltre che docente apprezzato.
Adamo Rossi (1816-1896)- Allievo del Cammarano a Napoli, pittore, lasciò una larga produzione di opere. Il masciotta riferisce che ha lasciato alla famiglia un pregevole autoritratto di bellissima fattura.
Francesco Rossi (1846- 1935) – autore di Anzi nel cuore e nella mente, notizie storiche di Campodipietra. Figlio di Adamo, pittore, frequenta gli studi ginnasiali in Lanciano (CH). Completa gli studi al Mario Pagano di Campobasso. Dopo la maturità si iscrive alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Napoli, laureandosi nel 1869. Medico militare partecipa alla lotta al brigantaggio in Calabria. Lasciata la carriera militare nel 1877 e tornato al paese natale coltiva la sua passione per l’agronomia. Altra opera da lui lasciataci è Campodipietra: Ricerche storiche sulla vita, di un comune del Molise nei documenti dei pubblici archivi.
Il Rossi partecipa pure alla vita amministrativa del proprio paese rivestendo per più legislature la carica di sindaco, fonda il Consorzio agrario provinciale, entra nel Consiglio di amministrazione dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso, ed è anche nominato Presidente dell’Ordine dei medici. Ha donato alla Biblioteca prov.le Albino una raccolta di opere rare. ( per saperne di più di Francesco Rossi consultare di R. Frattolillo e B. Bertolini Molisani, mille e uno profili e biografie).
Aldo Ricciardi (Campodipietra 1/5/1951- 24/2/2016) – Cantautore, fondatore del Gruppo Folkloristico, autore di 3CD di belle canzoni molisane; animatore di tutte le feste ed attività culturali del paese.Album importanti: Molise. Segni del tempo 2003; di cui si può leggere la recensione su questo sito in Articoli e Recensioni; Molise. Memorie dei tempi. Autore di due lavori teatrali che ha portato in scena con gli alunni delle scuole elementari e medie di Campodipietra, dai contenuti molto interessanti sotto l’aspetto storico, linguistico, anche se le espressioni dialettali, talvolta, non sono riportate con i precisi segni fonetici e grafici perfetti, ma i contenuti in termini dialettali, usi e costumi del popolo di Campodipietra sono eccellenti e molti, tanto da suggerirgli, all’epoca, di fare un dizionario del dialetto a cui avrei dato volentieri il mio contributo.