CAMPOMARINO (CB) m 52 s.l.m.

Pop.7881 nel 2019; Sup. :76,68; Dens. 103. Patrono: Santa Cristina.
Popolazione negli anni: fuochi: 104 nel 1595; 100 nel 1648; 74 nel 1669; abitanti: 716 nel 1732; 900 nel 1795; 1337 nel 1835; 1737 nel 1861; 1643 nel 1881; 1684 nel 1901; 1522 nel 1911; 1682 nel 1931; 1880 nel 1936 2844 nel 1951; 3706 nel 1961; 3972 nel 1971; 5482 nel 1981; 5818 nel 1991; 6310 nel 2001; 7068 nel 2011;7881 nel 2018.
Origine e storia: Nell’Archivio Storico delle Province Napoletane, Anno VII pag 436 si assevera di aver trovato Campomarino in un Diploma di Ottone II del 997, relativo a concessioni in favore del Monastero beneventano di Santa Sofia. In altro del 1038 dell’imperatore Corrado e nella Bolla di Gregorio VII del 1084 è detto “Campo marino in finibus Termolensibus “. Quindi il suo nome gli deriva dalla vicinanza al mare che da tempi remoti lambiva il costone tufaceo appena sotto l’abitato. Ricordo che da bambino, negli anni 1947-49 si andava al mare con un calesse e appena scesi giù verso la piana della stazione il calesse affondava in più parti nell’acqua della palude che aveva lasciato il mare ritirandosi.
Campomarino è di antica fondazione. Durante il periodo longobardo faceva parte della Contea di Termoli. Nel periodo normanno rappresentò il nucleo principale della Contea di Loritello e nel Catalogo Borelliano troviamo che feudatario è Domenico (de) Giovanni.
Durante il periodo angioino essa fu feudo della famiglia d’Alneto, nella persona di Giovanni, Vice Gran Giustiziere del Regno; ed era anche signore di Pietrasecca e di Castelpetroso, come afferma il Capecelatro.
Alla fine del XIII sec. signore di Campomarino è Guidone d’Alemagna, la cui famiglia fu pure feudataria di Petrella Tifernina.
Nella prima metà del XIV secolo Carlo II d’Angiò assegnò Campomarino al figlio Giovanni, principe di Durazzo, deceduto nel 1335.
Devoluta al Demanio nel 1335 divenne feudo della famiglia Cantelmo.
Nel 1363 la regina Giovanna I concesse Campomarino in dotario alla principessa Giovanna di Durazzo, in occasione delle nozze con Roberto Conte d’Artois.
Durante il regno di Carlo III di Durazzo Campomarino fu assegnata in feudo ad Andrea Carafa della casa comitale di Forli. Da questi passò a Niccolò di Sangro del ramo ducale di Torremaggiore, che la cedette a Guido D’Angelo ( o de Angelis), Capitano illustre nell’armi, che militò con Carlo III, seguendolo nella campagna d’Ungheria.
Mariella de Angelis, sposando uno della famiglia Stendardo passò il feudo a quest’ ultima, nella persona di Guglielmo Stendardo, Contestabile del Regno.
Mel 1414 Campomarino fu feudo di Guglielmo di Gambatesa Conte di Campobasso, che tenne il feudo fino al 1465, salvo un breve periodo in cui , secondo il Romanelli, era posseduta insieme a Termoli da Bartolomeo de Riccardo di Ortona, che consegnò i feudi alla figlia Francesca, che sposò Berlingiero Caldora, figlio del famoso Giacomo, capitano di ventura e luogotenente di Bartolomeo Colleoni.
Nel 1465 Campomarino è devoluta al Demanio per fellonia del Caldora, nei fatti in cui furono trascinati anche i Gambatesa- Monforte di Campobasso.
Nel 1495 signore di Campomarino è Andrea di Capua
Nel 1615 Ferrante di Capua, figlio di Andrea vendette Campomarino a Emanuele Vaaz de Andrada, il quale ottenne il titolo marchesale. A questi successe il figlio Francesco che alienò Campomarino in favore di Orazio Marulli, patrizio di Barletta, il quale nel 1681 ottenne il titolo marchesale di Campomarino.
Di questa famiglia Campomarino ebbe per titolari Orazio, acquirente , Vittoria e Francesco, successori.
Nel 1714, in seguito ad una causa che vide contrapposti i Vaaz con i Marulli, Campomarino fu esposta all’asta ed acquistata da Scipione di Sangro duca di Casacalenda, che tenne il feudo fino alla eversione della feudalità.
Notizie ecclesiastiche:Campomarino fa parte della diocesi di Larino ed ha due parrocchie sotto il titolo di Santo Spirito e di Sant’Anna. Dall’inizio del sec XVIII si pratica il rito greco ortodosso. La protettrice è Santa Cristina, la cui statua è nella chiesa di Santa Maria a Mare.
Le chiese sono:
Santa Maria a Mare- di antichissima fondazione, in origine a tre navate; restaurata nel 1710 e trasformata ad una sola nave su consiglio del vescovo di Larino Pianetti ed è lunga m 23, larga m 7 ed alta m 11. Il campanile fu costruito nel 1636. Dello stile romanico originario restano le mura perimetrali ed alcune colonne. Interessante è la Cripta di forma quadrata con capitelli del XII secolo. Essa mostra alcuni affreschi ben conservati, tra i quali spiccano un San Nicola in abito vescovile e un S. Giorgio ( o S. Demetrio?) a cavallo mentre abbatte un animale (toro?).
L’interno è molto bene arredato con alcuni dipinti del XIV secolo, statue del XIX secolo , un bellissimo coro con organo a canne ed un pulpito in legno di artistica fattura.
S.Anna- Edificata nel 1970 per servire la popolazione stabilitasi nella zona del lido e per servire i numerosi turisti che si riversano nel periodo estivo, l’edificio moderno ad una sola navata, presenta simbolismi religiosi di grande interesse; caratteristico il campanile modernissimo, bello il fonte battesimale e le vetrate artistiche del sig Nicola de Grandis. All’esterno si ammira l’artistico crocefisso davanti al quale molti fedeli, ad ogni ora del giorno, si soffermano a pregare. La chiesa è sede della parrocchia omonima.
Madonna grande- edificata a quattro chilometri dal paese, nella zona di Nuova Cliternia, nella contrada Caroletto, laddove un contadino trovò il quadro della Vergine in una grotta sotterranea ed edificata con mezzi forniti dai fedeli e soprattutto da don Diego d’Avalos Aragona Marchese di Vasto, che vi si fermava in preghiera tutte le volte che si trasferiva dal suo feudo di Serracapriola. Costruita interamente a mattoni ed in forma ottagonale, dove si notano alcuni simboli della casa d’Avalos.
Nel 1880 alcuni ladri rubarono il quadro della Vergine, ma nonostante tutto la popolazione devota si raccoglie in preghiera ed organizza una grande festa nel giorno dell’Assunzione.
Altro- Il Tria, storico vescovo di Larino che ci ha lasciato una interessante opera storica del territorio del suo episcopato, ci ricorda che nella zona di Madonna Grande sorgesse l’antica città di Cliternia, ubicata a lato sinistro del torrente Saccione, a pochissima distanza dalla chiesa di Madonna Grande, in prossimità del luogo ove, fino a poche decine d’anni addietro, si potevano ancora vedere alcune vestigia del Convento di S. Felice e di alcuni fabbricati rurali.
La città di Cliternia è menzionata da Plinio in Stroria Naturale Libro III cap II, da Pomponio Mela in De Sito Orbis libro II, cap IV; ed altri storici antichi; qui fu trovato il corpo di S. Leo protettore di S. Martino in Pensilis, del cui ritrovamento è intessuta una bellissima Storia.
Dei personaggi del luogo possiamo ricordare Costanzo Norante, che fu deputato e Senatore del regno, della cui figura bene ci ha parlato l’On. Scipione De Blasio e di cui riferisce il Masciotta.
Il Lido di Campomarino, una volta palude infestata dalla malaria, oggi è una delle più belle spiagge d’Italia, con un arenile molto vasto, sabbia finissima, pulitissima, che attrae specialmente le famiglie. Ben servita dalla Nazionale Adriatica e dalla Autostrada, nonché dalla Ferrovia.
Bellissimo il Centro storico arricchito di murales di artisti diversi tra cui spiccano quelli di Corfiati, maestro del luogo, di Olga Zangaro, di Giovanni Chiarullo, di Toni Sartori, di Nadia Turco, di G. Biscotti.
L’agricoltura è fiorente ed offre ogni tipo di frutta prodotta in loco ( pesche, prugne , fichi, cocomeri e meloni, uve); i vini sono eccellenti. Molte attrattive culinarie offrono pure i vicini paesi di San Martino in P, patria della famosa pampanella, Portocannone con torcinelli e spiedini..
La località è a pochi chilometri dal sito archeologico di Larino e a una sola ora di macchina dal sito archeologico di Altilia (Sepino), per chi voglia godere anche di una gita in montagna e godere delle bellezze dell’antica città sannitico-romana.
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