CAROVILLI (IS) m 860 s.l.m.

Pop.:1312 nel 2019; Sup. Kmq 41,56; Dens. 32. Patrono: S. Stefano del Lupo.
Popolazione negli anni::
fuochi: 151 nel 1532; 166 nel 1545; 206 nel 1561; 252 nel 1595; 220 nel 1648; 147 nel 1669; abitanti: 1336 nel 1780; 1303 nel 1795; 1690 nel 1835; 2793 nel 1861; 3185 nel 1881; 3468 nel 1901; 3284 nel 1911; 2429 nel 1931; 2404 nel 1936; 2427 nel 1951; 2172 nel 1961; 2113 nel 1971; 1609 nel 1981; 1618 nel 1991; 1528 nel 2001; 1428 nel 2011; 1293 nel 2018.
Origine e storia:Il nome trae origine dal console romano Spurio Carvillio, di cui parla Tito Livio nel Libro X, poi che nel luogo ove sorge il paese fu dedotta una colonia di veterani che resero omaggio al loro console, chiamando la località Carvilius.
In epoca longobarda Carovilli fu feudo dei Borrello e se ne ha notizia da un diploma del 1068 con il quale Borrello conte di Pietrabbondante fece donazione di beni al Monastero di S. Pietro del Tasso, esistente allora in agro della università.
Nel 1390 re Ladislao di Durazzo donò Carovilli, con altri feudi, a Guerrello Origlia, uomo d’arme che tanto diede alla causa durazziana.
La famiglia Origlia di origini napoletane era nota già dai tempi di Carlo I d’Angiò. Guerrello Origlia ebbe anche il privilegio, raro all’epoca, di poter dividere i feudi tra i propri figli, per cui Carovilli toccò al figlio Bernardino, la cui discendenza durò per circa un secolo.
Nel corso del XV secolo Carovilli passò in dominio dei Carafa della Spina conti di Forli.
Nel 1515 Bartolomeo Carafa vendette il feudo a Salvitto Carfagna della famiglia di Capracotta.
Nel 1586 si ha notizia che Carovilli fosse data in feudo all’avv. Giovanni Vincenzo D’Anna, che tenne il feudo per breve tempo, poiché alla fine del XVI secolo il feudo fu comprato da Bernardo Marchesano, che con il titolo di barone acquistò pure, qualche tempo dopo, Castel del Giudice.
Di questa famiglia furono diversi i titolari, fino ad Anna Maria Marchesano che sposò Giuseppe d’Alessandro duca di Pescolanciano. Anna Maria morì nel 1729 e a lei successe il figlio Ettore d’Alessandro, la cui discendenza tenne la titolarità del feudo fino al 1806, anno in cui entra in vigore la legge dell’eversione della feudalità.
Notizie ecclesiastiche: Carovilli appartiene alla diocesi di Trivento, comprende una sola parrocchia sotto il titolo di S. Maria Assunta in Cielo e il patrono del comune è Santo Stefano del Lupo la cui festa si celebra il 19 luglio. Alcuni riferiscono che detto santo sia nativo di Carovilli e vissuto nel XIII secolo, milite nell’ordine dei Celestini.
Le chiese sono:
S. Maria Assunta in Cielo, la chiesa parrocchiale a tre navate, la cui pianta è a croce latina, è collocata a centro del paese nei pressi del palazzo baronale. La sua fondazione risale al XV secolo, ma all’interno si trovano elementi risalenti a tempi precedenti, come il presbiterio, l’acquasantiera, il fonte battesimale. Si possono ammirare pitture e statue di pregevole fattura, tra cui il busto di S. Stefano del Lupo.
S. Domenico, posta a poca distanza dal centro abitato, su un tratturello che fa da collegamento tra il tratturo Celano-Foggia e Castel di Sangro – Lucera, “ dello stesso colore della lana delle pecore, mezze sporche e mezze pulite, che vi stazionano davanti, oggi come una volta, a brucare l’erba di un magnifico prato. Ma perché una chiesa dedicata proprio a San Domenico? Forse non è per caso che si trovi su un pezzo di tratturo che è anche il luogo dove ancora oggi si tengono le fiere. “ così, a proposito, si esprime l’arch. Franco Valente, massimo storico dell’arte del Molise.
.Si possono ammirare i bassorilievi in bronzo dello scultore Nandù Napolitano e alcuni reperti lapidei della antica chiesa diruta di S. Pietro del Tasso, fondata dai padri celestini..
Presso questa chiesa si svolge la manifestazione della Tresca.
Altri interessi, La gastronomia locale è basata su piatti di agnello, latticini, funghi e tartufi di cui particolarmente ricca è il circondario. Ottima la ristorazione, specie dei suoi agriturismi.
Inoltre la località è vicina alla Riserva MAB di S. Pietro Avellana e al Giardino della flora appenninica di Capracotta, dove si possono fare piacevoli escursioni.
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