CASALCIPRANO (CB) m 658 s.l.m.
Pop.: 517 nel 2019; Sup. Kmq 19,07; Dens. 27. Patrono: S. Cristinziano.
Popolazione negli anni:fuochi 112 nel 1669; abitanti: 1590 nel 1780; 1774 nel 1795; 1614 nel 1861; 1867 nel 1901; 2014 nel 1911;1661 nel 1931; 1679 nel 1936; 1673 nel 1951; 1197 nel 1961; 831 nel 1971; 712 nel 1991; 355 nel 201.
Origine e storia: Sulle origini del nome non abbiamo certezze, né abbiamo potuto rintracciare altre ipotesi azzardate dagli storici, se non condividere quanto asserito dal Masciotta nella sua “Storia del Molise dalle origini ai giorni nostri” e cioè che il nome derivi dal proprietario di un casale che per primo si insediò sul luogo, costui “Cipriano” o “ Ciprano”.
Il cognome Cipriano esiste in effetti in alcuni paesi del Molise ( per es. Civitanova del Sannio, Campobasso). Lo stemma del Comune, che riporta un casale con il sole su un prato è stato adottato con R.D. 18 marzo 1929.
Nel XIV sec Casalciprano fu posseduta dai d’Evoli, famiglia comitale di Trivento, che ebbe come primo titolare Andrea, deceduto nel 1475, a cui successe il figlio Carlo che la alienò in favore di uno dei membri della famiglia Mezzacane del Cilento, della quale si conosce solo il nome di Pietro Mezzacane , che morì nel 1530 lasciando le figlie Isabella e Porfilia avute da Virgilia Clarizio. Porfilia andò sposa a Alfonso de Raho barone di Caccavone (oggi Poggio Sannita) e Pietrabbondante; Isabella ,che ereditò il feudo di Castropignano, andò sposa a Pompeo de Corradis nel 1596.
Isabella non ebbe figli e il feudo passò al nipote Giambattista de Raho figlio della solrella Porfilia, signore già nel 1648.
I de Raho tennero il feudo fino alla metà del XVIII sec quando passò alla famiglia Brancia , marchesi di Mirabello.
Ai Brancia successe la famiglia De Leto, duchi di Polignano, intorno al 1750.
Nel Registro dei battezzati della Chiesa del SS Salvatore, in data 28 marzo 1759, si legge che il parroco don Tommaso Perna ha preso possesso dell’arcipretura.
Ultimo titolare della famiglia De Leto fu Filippo, che morì celibe e senza figli per cui il feudo passò ad una sorella maritata ai di Palma, della famiglia marchesale di S.Elia a Pianisi.
Notizie ecclesiastiche: Casalciprano è pertinenza della diocesi di Trivento, comprende una sola parrocchia intitolata al SS.Salvatore e il patrono del Comune è S. Cristinziano. Le chiese sono:
SS. Salvatore: La chiesa ha origini antiche e non oltre il XIII secolo, rovinò e fu restaurata e riconsacrata nel 1784.
Ancora danneggiata per il terremoto del 1805, i lavori durarono quasi un ventennio e fu riaperta al culto nel 1821. In seguito ancora più volte danneggiata, sempre a causa dei terremoti.
Sull’altare maggiore c’era una copia di parte della Trasfigurazione del Raffaello Sanzio da Urbino, oggi conservata in S.Maria del Giardino e una statua raffigurante l’Immacolata di Di Zinno. Una antichissima acquasantiera della chiesa originale con inciso un pellicano. Interessante il trono della Madonna del carmine.
In sommità della facciata fa bella mostra un orologio.
S. Maria del Giardino: Coeva della prima, fu inibita al culto per lavori di restauro durati molto tempo, fu riaperta il 25 settembre 1906 ed arricchita.
L’altare maggiore è dedicato al patrono S. Cristinziano. All’interno c’è un bel dipinto di Benedetto Brunetti di Oratino, raffigurante la Madonna in adorazione del Bambino e una pregiata statua raffigurante l’Annunziata, attribuibile a Paolo Saverio Di Zinno. Anche la splendida copia della Trasfigurazione di Raffaelllo è qui ammirabile.
S.Rocco: La chiesa restaurata e di proprietà dello Stato, è al centro del paese ed è arredata con la statua di S. Rocco e quella della Maria Maddalena.
SS.Annunziata: Chiesa edificata sicuramente in età antichissima e restaurata a devozione della antica famiglia dei Santangelo, signori di Busso, a circa 3 Km dal centro abitato, poi aggiudicata al Comune. Restaurata, dopo un periodo di interdizione al culto, e riaperta nel 1854,
.Il terremoto del 1906 la danneggiò nuovamente, ma fu riparata con l’obolo degli emigranti in America.
Il Santuario ed il parco è molto frequentato, è meta di numerosi pellegrini che vi affluiscono specialmente nel giorno dell’Annunziata, 25 marzo. In quella occasione, c’era d’uso di farsi compari, presentandosi davanti all’altare con un compagno o una compagna avanzando in ginocchio fino all’altare. Era una bella tradizione di legarsi in amicizia. Non so se questa è ancora in uso.
Altri luoghi: Tutto il paese è un museo a cielo aperto: sculture, affreschi, portali ed il Museo della Memoria Contadina, sparso in più punti lo testimonia. Il Monumento ai Caduti e i bei palazzi Montalbò, Chinno, Antonecchia e ciò che resta del palazzo ducale presso la Chesa di S. Maria del Giardino completano e soddisfano l’interesse dei visitatori, i quali non potranno fare a meno di fermarsi per gustare un gelato, che è una vera delizia con i suoi numerosissimi gusti.
Oggi c’è anche un B&B, tutto arredato in stile ‘900 nel centro del paese.