CASTEL SAN VINCENZO (IS)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Venerdì, 29 Maggio 2020 Scritto da ugo

CASTEL SAN VINCENZO (IS)   m 749 s.l.m.

castel san vincenzo stemma

fotoPop. 485 nel 2019; Sup. Kmq 21,98; Dens. 22.  Patrono:S. Martino.

Popolazione negli anni:fuochi: 37 nel 1532; 52 nel 1545; 57 nel 1561; 35 nel 1595; 48 nel 1648; 20 nel 1669; abitanti: 745 nel 1795; 1080 nel 1861; 1791 nel 1881; 642 nel 1901; 620 nel 1911; 989 nel 1931; 990 nel 1936; 1018 nel 1951; 940 nel 1961; 688 nel 1971; 613 nel 1981; 591 nel 1911; 577 nel 2001; 545 nel 2011; 480 nel 2018.

Origine e storia: L’origine del nome deriva dalla vicina badia di S. Vincenzo al Volturno, la quale era sorta  tra il VII e VIII secolo, intorno a un oratorio del V secolo,  dedicato a S. Vincenzo. Secondo la tradizione tre nobili beneventani,  Paldo, Taso e Tato, nel VII secolo edificarono l’abazia su territorio donato dal duca di Benevento su richiesta di Tommaso  di Mariemma , abate di Faria, su sollecitazione del papa; abazia che divenne molto importante per estensione di possedimenti, costituenti un feudo molto vasto; per l’appunto il feudo di Terra  Sancti Vincentii.  

Si vuole che il Monastero sia stato pure visitato da Carlo Magno re dei Franchi.

 L’Abazia subì nell’anno 881 anche  la razzia dei Saraceni, che la distrussero, costringendo i monaci a fuggire per farne ritorno nel 914, ricostruendo il Monastero.

Il primo documento in cui è mentovato Castel S. Vincenzo risale all’anno 942  nel Chronicon Volturnense.

In seguito i monaci, avendo bisogno di far lavorare le terre di pertinenza, fecero immigrare nei territori di pertinenza diverse famiglie dal vicino Lazio e Abruzzo, che si stabilirono  presso  i casali  più importanti, dando luogo ai  diversi paesi della zona, come ad esempio Cerro, Colli e Rocchetta.

Quindi Castel S. Vincenzo fu feudo della Badia fino alla fine del XVI secolo ed ebbe gli stessi feudatari di Cerro.

Nel 1585 Girolamo Marchesano, figlio di Francescantonio, vendette  il feudo  a Giambattista della Regina dei signori di Macchia Valfortore.

Questa famiglia conservò il feudo fino alla eversione della feudalità, i cui ultimi Conti furono Ottavio e Nicolantonio, vivente nel 1810.

Durante il periodo angioino Castel S. Vincenzo  amministrativamente era parte dell’Abruzzo Citerione; mentre nel periodo aragonese era aggregato a Terra di Lavoro e solo nel 1861 fu aggregata al Molise e venne assegnata al circondario d’Isernia.

Il Comune è nato nel 1928, dalla fusione di Castellone al Volturno e S. Vincenzo al Volturno.

Notizie ecclesiastiche: Il comune ha fatto parte della diocesi della Badia fino al XIII secolo, dopo di che  fu pertinenza della diocesi d’Isernia fino al XVII secolo, mentre  dal 1705   fu pertinenza della diocesi di Montecassino. Dal 21 marzo 1977, mediante accordo tra le due diocesi, è parte integrante della diocesi d’Isernia; ha una sola parrocchia intitolata a S. Stefano protomartire che si festeggia l’11 novembre. Le chiese sono:

S. Martino,  di antichissima fondazione, era ad una sola nave e ampliata nel 1844 , lunga m 30, larga m 20 e alta m10. Restaurata  più volte, . All’interno si possono ammirare dei pregevoli quadri di Patrignani e di Patini.

S. Stefano, edificata nel 1150, da ammirare il bellissimo rosone, affresco di Madonna con bambino.

S. Filippo Neri, edificata nel 1717 è di pertinenza delle famiglie di Iorio e di Cristofano.

S. Rocco, a Castellone, è una piccola cappella.

S. Michele Arcangelo, eremo, fondato dai benedettini nell’anno 1000.

L’Assunta,  nei pressi del vecchio cimitero.

S. Maria delle Grazie, in località Cartiera.             

Altro: Per chi voglia accingersi a visitare questo paese, consigliamo per prima di fermarsi sul sito della vecchia Badia, a confine con  il territorio di Rocchetta a Volturno, dove  si possono ammirare i ruderi e le scoperte della Cripta di Epifanio con splendidi affreschi di pittura altomedievale e ammirare anche la chiesa di S. Lorenzo, poco distante dalla nuova basilica.

Una visita merita pure la Chiesa di S. Stefano nella vecchia Castellone con il suo rosone particolare.

Il centro del paese  offre diverse opere di scalpellini locali, ma in particolare è interessante il suo sviluppo urbanistico dovuto alla  congiunzione di due paesi in uno, appunto Castellone al Volturno e S. Vincenzo al Volturno,  di cui si possono distinguere le due piazze, le due chiese principali.

Sempre in centro si può visitare il Museo della fauna appenninica “ Oscar Caporaso” aperto al pubblico nei giorni di sabato e domenica. Da ricordare che il Comune fa parte del Parco Nazionale dell’Abruzzo, Lazio e Molise.

Interessante anche la Madonna delle Grazie in località Cartiera, XVII secolo.

Il luogo è pieno di amenità e offre passeggiate immerse nella natura, sul Lago di S. Vincenzo e nel Parco Nazionale.

In estate si offrono diverse manifestazioni  popolari e culturali.

La gastronomia offre  prodotti caseari di  qualità e piatti a base di agnelli e capretti, paste fatte in casa e condite con funghi e tartufi di cui la zona è ricchissima.

P.S.- Si ringraziano mio figlio Giovanni e l'amico Marcello Alì per avermi fornito le foto della Badia.

Galleria foto:

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