CASTELPETROSO (IS) m 872 s.l.m.

Pop.:1618; Sup. Kmq 22,71; Dens. 71. Patrono:S. Martino.
Popolazione negli anni: fuochi: 177 nel 1532; 126 nel 1545; 139 nel 1561; 182 nel 1595; 182 nel 1648; 149 nel 1669; abitanti: 1578 nel 1780; 1900 nel 1795; 2616 nel 1835; 2971 nel 1861; 3300 nel 1901; 3360 nel 1911; 2768 nel 1931; 2821 nel 1936; 2829 nel 1951; 2471 nel 1961; 1944 nel 1971; 1786 nel 1981; 1722 nel 1991; 1644 nel 2001;1662 nel 2011; 1620 nel 2018.
Origine e storia: L’origine è antichissima e il Castrum era già esistente nel 1011, quando Leone, vescovo di Bojano, donò alla Badia di Cassino le chiese di S. Salvatore e S. Cristoforo ed il suo nome Castrum Petrosum risulta già nei registri angioini. Certamente il nome trae origine dal suolo roccioso che è abbondante nel suo territorio.
Castelpetroso apparteneva alla Contea di Bojano in tempi longobardi e quella di Molise in epoca normanna e sveva.
Carlo I concesse il feudo a Giovanni d’Alneto, Vice Giustiziere del regno, di cui dà notizia il Capocelatro in Storia di Napoli, pag 219 vol terzo.
Durante il Regno di Carlo II titolare fu Giovanni Scotto, a cui, di lì a qualche anno, passò ad Andrea d’Isernia, celebre giurista. Alla morte di Andrea d’Isernia, la vedova Burlesca Roccafoglia lo vendette ad Alberto d’Isernia, nel 1319.
Ad Alberto successe il figlio Nicola e da questi fu ceduto a Martuccia Capuano.
Da Martuccia Castelpetroso passò al figlio Francesco pandone, signore di Venafro, il quale morì nel 1457, lasciando successore il figlio Pandolfo.
Nel 1460, essendo Catelpetroso tornata al Demanio, fu concessa da re Ferrante II a Tommaso d’Alife, che nel 1465 lo vendette a Gherardo Storrente ( o Soriente?) Castellano di Gaeta.
Do questa famiglia Castelpetroso ebbe tre titolari: Gherardo, Fabrizio, e Angelo, il quale ne fu privato nel 1495 per fellonia.
Nel 1496 Re Federico concesse Castelpetroso a Giacomo Grisone Conte di Avellino, ma subito dopo Ferdinando il Cattolico lo restituì agli Storrente, che lo tennero il feudo fino al 1572, quando esposta all’asta per debiti, rimase aggiudicata a Giangirolamo Mormile, dei signori di Campochiaro. Il mOrmile dopo tre anni lo vendette a Fabio Falco.
Fabio Falco lo vendette nel 1576 a Gianmattista d’Angelo e a sua moglie Dianora Balzamo, a cui successe il figlio Gianfrancesco nel 1612, il quale lo vendette a Pasquale Caracciolo, nel 1619 vendette il feudo Innocenzo Paolucci, il quale era in vita ancora nel 1640, di cui si ricorda il figlio Andrea morto tragicamente a Torino.
Da questi il feudo passò ai Rossi, dei quali furono titolari di Castelpetroso: Ippolito, erede di Angelo, Francewsco, Nicola che lo tenne fino alla eversione della feudalità (1806).
Notizie ecclesiastiche:Castelpetroso fa parte della diocesi di Bojano ed ha una sola parrocchia sotto il titolo di S. Martino, il quale con S. Biagio è anche patrono del Comune. Le chiese:
S. Martino- Antichissima chiesa, è a tre navate con un bellissimo portale ad arco a tutto seso in pietra locale, con un robusto campanile. Lunga m 28, larga m 17 ed alta m 9. L’interno è affrescato ed arredato di statue di lignee di buona fattura. Di pregevole all’interno c’è una tela del pittore di scuola napoletana del XVIII secolo Solimena.
Nostra Signora dei Sette Dolori- Classificata Basilica Minore, è il più importante santuario del Molise. Riporto qui la descrizione che ne ho fatto, in premessa, nella Galleria fotografica del mio sito:
Il 22 marzo del 1888 in località " Cesa dei Santi " ( o contrada Cifelli) di Castelpetroso (IS), a due contadini, Bibiana e Serafina, apparve la Madonna Addolorata. Papa Leone XIII incaricò Mons. Francesco Pamieri Macarone, vescovo di Bojano e Campobasso, di indagare sull'accaduto. Il 1° aprile 1888 anche al vescovo apparve la Madonna.
Nel novembre 1888, il giornalista Carlo Acquaderni di Bologna, avendo avuto notizia del miracoloso evento, decise di recarsi a Castelpetroso insieme al figlio dodicenne Augusto, malato gravemente di tubercolosi ossea, con la speranza di una guarigione.
La Madonna apparve anche ai due, ma in più Augusto, che aveva bevuto l'acqua sorgiva della polla nata sul luogo dell'apparizione ( sorgente tuttora esistente) ricevette la grazia della guarigione totale.
In seguito a ciò il giornalista Carlo si fece promotore, insieme con il vescovo Palmieri, di una raccolta di fondi per erigere a Castelpetroso un Santuario. I due diedero anche incarico di redigere il progetto allo studio dell'ing. Francesco Gualandi di Bologna.
La prima pietra venne posta il 28 settembre 1890, mentre la consacrazione avvenne il 21 settembre 1975 con la presenza di Mons. Alberto Carinci, arcivescovo di Campobasso- Bojano. Nel sarcofago posto dietro l'altare maggiore del Santuario riposa per l'appunto Mons. Carinci.
Lo stile architettonico è neogotico. All'interno delle sette cappelle laterali vi sono dipinti del pittore molisano Amedeo Trivisonno.
Molto interessante è il percorso della Via Matris, che va dal luogo del santuario a quello delle apparizioni, un percorso di 750 metri realizzato il 27 ottobre 1947 con la costruzione di edicole in pietra che racchiudono l'opera in rame raffiguranti i Sette Dolori di Maria, dove, in seguito, presso ciascuna edicola furono posti dei gruppi scultorei in bronzo dell'artista Alessandro Caetani, opere di altissimo pregio.
Mentre nel tempietto posto alla sommità del luogo delle apparizioni si può ammirare la raffigurazione della Madonna Addolorata del pittore Mario Barberis (Roma 1893- 1960), artista di grosso spessore i cui dipinti sono molto ammirati sia a Gerusalemme nella Basilica detta anche di Tutte le Nazioni, sia nella Chiesa dela Flagellazione e comunque opere di pregio sono presenti a Venezia, a Torino e a Roma, ma anche in America del Nord e in quella del sud e in Nord-Euripa. Il quadro fu donato a devozione dei pellegrini di Pietramelara.
(vedere galleria fotografica su questo sito riguardante Castelpetroso).
S. Maria del Soccorso- Piccola cappella
S.Rocco- a breve distanza dal paese
Cappella della Maddalena- edificata nel XVIII sec, si conserva una tela del pittore molisano Michele Gioia.
S. Maria della Libera- in località Indiprete, contrada molto popolosa, si conserva una statua lignea dello scultore molisano Paolo Saverio Di Zinno.
Altri interessi- Molto caratteristico è il centro storico, con le sue stradine strette e il Castello posto sulla sommità, recentemente restaurato a spese della Comunità Europea. La chiesa di S. Martino è un monumento eccezionale-
Si consiglia di visitare anche il vicino paese di S. Angelo in Grotte, distante solo 2 km.
A Castelpetroso si possono gustare piatti a base di agnello, la scamorza passita cotta sui carboni oppure i migliori piatti tradizionali nazionali nei locali più importanti, sia presso il Santuario, sia nelle contrade e nei centri vicini.