CASTELVERRINO (IS) m 600 s.l.m.
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Pop.102 nel 2019; Sup. Kmq 6,20; Dens. 16. Patrono:S. Vincenzo.
Popolazione negli anni:fuochi: 33 nel 1532; 36 nel 1545; 45 nel 1561; 23 nel 1595; 26 nel 1618; 27 nel 1669; abitanti: 465 nel 1780; 571 nel 1795; 720 nel 1835; 852 nel 1861; 790 nel 1881; 749 nel 1901; 619 nel 1911; 518 nel 1931; 534 nel 1936; 495 nel 1951; 401 nel 1961; 311 nel 1971; 256 nel 1981; 177 nel 1991; 130 nel 2001; 124 nel 2011; 104 nel 2018.
Origine e storia: L’origine risale al XIV secolo, quando fu formato Castelluccio e Santa Lucia in Verrino, due borgate che si riunirono in Castelluccio, la quale era menzionata già nel secolo XII “Castelluczum” nel Catalogo Borrelliano; mentre di S. Lucia non abbiamo notizia se non a partire dal XIV secolo. Quindi il nome deriva dall’unione delle due borgate.
Il comune fu detto prima Castelluccio d’Agnone nelle Numerazioni del Regno del 1581, 1608 e 1669.
In alcune mappe dell’800 è indicato col nome di “Verrino”, preso dal nome del fiume che ivi scorre; da cui Castelverrino attuale, nome autorizzato con R.D. 29 ottobre 1893.
Durante il regno di Roberto d’Angiò, Castelluccio d’Agnone e S. Lucia di Verrino furono feudi della famiglia della Posta, che era anche feudataria di S. Felice Slavo.
Dopo il 1320 Re Roberto l’assegnò alla moglie regina Sancia, la quale morì nel 1345, ma pare che poco prima di morire avesse venduto i feudi a Giovanni Cantelmo, signore di Roccavivara.
Verso la fine del secolo XIV Castelluccio divenne feudo di Andrea Carafa, titolare di Forli, la cui famiglia tenne Castelverrino fino alla metà del XV secolo, quando Giovanni Carafa ne fu escluso da Re Carlo V.
Nel 1648 signore di Castelverrino è Ugo Pagano duca di Terranova, dai cui discendenti fu venduto ai Caracciolo di Santobuono di Agnone e da questi trasferito a Diego Gigliani, il quale tenne il feudo fino alla eversione della feudalità.
Notizie ecclesiastiche: Castelverrino è pertinenza della diocesi di Trivento e comprende una sola parrocchia intitolata ai SS. Simone e Giuda e il patrono del Comune è S. Vincenzo. Le chiese sono:
SS. Simone e Giuda, di antica costruzione, nel centro storico, più volte restaurata fino al 1970, data dell’ultimo restauro.
La chiesa è a pianta basilicale, a tre navate, all’interno presenta un altare maggiore con nicchie e statue dei santi: S Rocco e Maria Vergine. Poi si possono ammirare le statue di S. Lucia, e di S. Vincenzo, patrono del paese. Altre statue adornano il sacro edificio.
Un dipinto di Federico Pelorosso del 1934 raffigurante S. Emidio .è degno di nota. Il pittore è nativo del luogo, ma ha operato nelle Marche.
Madonna della Libera, anch’essa di antica costruzione, abbandonata e restaurata nel 1915; qui si festeggia la Madonna l’8 settembre.
S. Lucia, piccolo oratorio, con elementi in stile gotico; a tre chilometri verso Agnone
Altro: Interessante è il centro storico e la Chiesa dei SS. Simone e Giuda, nei pressi del palazzo baronale, attualmente abitato da privati, di cui ancora si può ammirare una torre longobarda.
La gastronomia è quella tipica dei nostri paesi montani e offre latticini, carni ovine e funghi e tartufi..
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