CASTROPIGNANO (CB)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Venerdì, 29 Maggio 2020 Scritto da ugo

CASTROPIGNANO (CB)  m 619 s.l.m.

castropignano stemma

fotoPop.:918 nel 2019; Sup. Kmq 26,96; Dens. 34.  Patrono: S. Pietro Martire.

Popolazione negli anni: fuochi: 107 ne 1532;l 133 nel 1535; 134 nel 1561;189 nel 1595; 170 nel 1648;  149 nel 1669; abitanti: 2411 nel 1765; 2336 nel 1780; 2558 nel 1835; 2821 nel 1861; 2811 nel 1901; 2655 nel 1911; 2835 nel 1936; 2821 nel 1951; 2030 nel 1961; 1533 nel 1971; 1029 nel 2011; 899 nel 2018.

 

 Origine e storia:Il nome deriverebbe, secondo alcuni tra i quali l'abate Longano, dalla forma appuntita della roccia su cui fonda il castello, fatta proprio a forma di pigna, mentre secondo altri deriverebbe dall'aggettivo "expugnatum" ovvero "espugnato" che poi sarebe diventato "pignano", come sostengono i più accreditati..

Alfonso Perrella  nella sua opera “L’antico Sannio e l’attuale provincia di Molise” riferisce che Michelangelo Ziccardi avrebbe identificato nell’attuale Castropignano  la “Palombino” del Sannio Pentro  distrutta   dalle legioni romane , citata da Livio nel Libro X. Quindi, secondo M. Ziccardi, distrutta Palombino i pastori chiamarono la località “Castrum expugnatum”  e poi  “Castrum Piniatum”, come nei Cedolari angioini del 1320 e nella lingua volgare “Castello Prignano”. Sulla origine del nome trova tutti gli storici d’accordo, salvo a non condividere che la Palombino del Sannio Pentro fosse proprio Castropignano.

Il Vegezzi-Ruscalla  Giovenale, in “Le colonie  serbo dalmate del Circondario  di Larino”(Tipi  eredi Botta, Torino 1864), dice che i bulgari immigrati nel ducato di Benevento ebbero assegnato il castaldato di Bojano e che Castropignano divenne colonia slava col nome di “Castropignano dei Bulgari”, alla qual nota dissente fortemente il Masciotta, che asserisce vero che il castaldato di Bojano fosse stato assegnato ai bulgari, ma giammai Castropignano assunse il soprannome “de’ Bulgari”.

Comunque nessuno può negare che Castropignano ha origini sannite e che facesse parte del castaldato di Bojano e che in seguito ebbe i conti di Bojano e i Conti di Molise.

Nel corso del XII secolo ebbe come sub feudatari i Conti di Molise, di cui Guglielmo di Castropignano vivente nel 1144  e Giuliano di Castropignano, menzionato nel Catalogo borrel-

liano. Ultimo dei Conti di Molise di Castropignano fu Vico che ebbe due figlie:Tomasella e Clarice, che andò sposa a Giovanni d’Evoli,  barone di Frosolone, il quale nel 1345 comprò  la metà del feudo di Castropignano dalla cognata Tomasella e divenne signore dell’intero feudo .

Morto Giovanni nel 1336, gli successe Antonio d’Evoli figlio di Andrea, che per motivi politici non aveva ottenuto la ricognizione del feudo.

Ad Antonio successe Andrea, titolare nel 1457, che ebbe a moglie Emilia Pandone, sorella di Francesco Conte di Venafro. Morto Andrea nell’anno 1475 gli successe il figlio Carlo d’Evoli che sposò Maria Carafa. Morto  nel 1483.

Gli successe il figlio Andrea, il quale morì nel 1507.

A lui successe il figlio Vincenzo d’Evoli, il quale fece costruire  in Castropignano la chiesa di S. Maria delle Grazie. Morì nel 1567. Vincenzo ebbe dalla moglie Isabella Crispano quattro figli: Andrea, Cesare, Antonio ed Aurelia. Cesare nato a Castropignano nel 1532, morto in Spagna nel 1598 ed era Capitano Generale governatore della Galizia; Antonio fu barone di Ripalta;  Andrea ebbe la successione del feudo di Castropignano.

La famiglia d’Evoli ebbe Castropignano fino all’ eversione della feudalità attuata con leggi del 1806-09. Ultimo suo feudatario fu Mariano che lasciò unica figlia Luisa che andò sposa a Pantaleone d’Afflitto d’Ariano, che assunse il titolo di Conte di Castropignano. 

Roccaspromonte 660 m s.l.m.: Questa località a circa un paio di chilometri da Castropignano, una volta, faceva comune a sé stante e nel 1545 contava 42 fuochi e nel 1848 contava 500 abitanti, ma agli inizi del XX sec, per motivi economici e finanziari, è stato sciolto il comune e divenuto frazione di Castropignano.

In passato si chiamava semplicemente Rocchetta ed ha avuto una sua storia, essendo appartenuta  nel XVI sec ai Filomarino, poi ai de Curradis di Castropignano. Nel 1648 a Francesco Sebastiano  e da questi ai de Leto, marchesi di Casalciprano.

Ecclesiasticamente appartiene alla diocesi di Trivento ed ha una sua parrocchia dedicata a S. Maria della Pietà.

Nel suo agro  verso la fine del XVIII sec fu rinvenuta una statua di terracotta di altezza naturale (circa m 1,60) rappresentante la dea Atena (Minerva dei Romani). (Gli esperti la fanno risalire al III sec a.C. ) L’antiquario napoletano  Domenico Cerulli, in una sua lettera del 1777 indirizzata a Mons. Antonio Gurtler, come riferisce il Masciotta, fu dell’opinione che  sul luogo del ritrovamento dovesse esserci stato un tempio o un’ara etrusca, fondandosi l’interpretazione su un altro ritrovamento: un frammento  di una’antica epigrafe  etrusca (  ma io sono dell’avviso che si tratti di scrittura osca, quindi sannitica) . Il fatto è riferito dal Giustiniani nel suo “Diario”. Il duca  di Oratino Ottavio Vitagliano fece dono della statua all’Imperatore d’Austria che , a sua volta, la donò al Museo Imperiale di Vienna.  L’ipotesi che si tratti di un reperto sannitico lo si deduce prima dal tipo di scrittura posta su un frammento di lapide ritrovato sul posto dove era interrata la statua  che dice che è di Atena e poi, nella zona sono stati trovati altri reperti); dello stesso avviso è stato anche don Antonio Pizzi, autore di una Storia di Rocchetta, nel cui interno riporta una dettagliata descrizione  e molte considerazioni di Antonino Di Iorio.

 

S. Maria della Pietà: Edificata all’apice di uno spuntone di roccia, domina la vallata del Biferno; la chiesa, in passato, era dedicata al SS. Salvatore,poi è stata  dedicata alla Madonna Addolorata. La chiesa è molto antica ed è sicuramente del XII-XIII sec., ma, c’è chi azzarda che sia stata edificata su altro  luogo sacro, dopo che in occasione di restauro, sono stati trovati dei reperti sotto il pavimento dell’altare.

All’interno si custodisce una statua di S. Liberato, una pittura dell’artista Leo Paglione, e di altri artisti che su invito del defunto don Alessandro Porfirio hanno voluto lasciare qualcosa della loro arte. Ma ciò che più impressiona è l’aria mistica che vi regna, sia per la semplicità delle suppellettili che il parroco don Alessandro Porfirio, prete vero, inteso nel significato più stretto della parola, ha voluto, trasformando ad es. un masso di nuda pietra in altare. Inoltre ha trasformato il bosco che circonda  la Chiesa in un Parco dell’anima. Nelle intenzioni di don Alessandro c’era anche il progetto di una casa di riposo per anziani, non so se è riuscito a realizzarlo, visto che il Signore  ha voluto richiamarlo a sé  già da un po’ di anni.

Notizie ecclesiastiche:  Castropignano appartiene alla diocesi di Trivento ed aveva tre parrocchie, ma nel 1812  furono riunite in una sola dedicata al SS. Salvatore. Patrono del Comune è  S. Pietro martire. Le chiese sono:

SS. Salvatore: di stile romanico, a tre navate a croce latina, rovinata dal terremoto del 1805 fu restaurata. All’interno si possono ammirare due bellissime acquasantiere in pietra locale. Il portale romanico è  stato arricchito con l’aggiunta di puttini. La chiesa è ben arredata e arricchita di belle statue, come quella si S. Pietro da verona, l’Addolorata, S. Rocco e il Sacro Cuore di gesù, e qualche dipinto, oltre a altari marmorei di pregio.

Assunta:Ex parrocchiale molto antica.

S. Nicola: edificata nel 1323 è pur essa ex parrocchiale. In stile gotico, a tre navate è priva del portale originario, che pare sia stato venduto in passato ad un antiquario. Non aperta al culto, è  di pertinenza del comune.

S. Maria delle Grazie: annessa all’ex convento dei PP. Riformati, edificata nel 1560 dalla famiglia d’Evoli, ad una sola navata. Il convento, costruito nel 1707,  nel 1809 è stato ceduto dal Demanio al Comune. All’interno è arredata con statue e raffigurazioni di apostoli e una bella tela che rappresenta la “Deposizione”. Sotto l’altare riposa il duca Vincenzo d’Evoli.

Uno dei suoi locali è adibito a sede della pro loco, il cui portale d’ingresso è un capolavoro di scalpellini locali. Questo locale apparteneva al soppresso convento francescano.

S. Lucia: piccola cappella, interessante il crocefisso in pietra sul portale e il cornicione della finestra..

S. Giacomo: cappella rurale situata presso il fiume Biferno;

S. Michele Arcangelo: Cappella rurale sulla strada per Torella.

Altri interessi: Il castello dei d’Evoli e le chiese sono senz’altro dei luoghi che destano un certo interesse, come le costruzioni in pietra che sono sparse per le strade cittadine. Una capatina a Roccaspromonte è interessante e rivitalizzante anche per quei turisti che sono soliti trascorrere il fine settimana all’Hotel Palma che, con le sue serate danzanti, richiama appassionati di danza dalle vicine città campane e pugliesi

La gastronomia locale offre ottimi formaggi di pecora e caprini, salumi e soppressate.

La cucina è apprezzata.

In estate  si può assistere alla manifestazione della esposizione della “dodda,. Rievocazione storica dell’esposizione  di dote  che si usava anticamente, quando la sposa  mostrava in pubblico il corredo.

Nel periodo di carnevale c’è la rappresentazione dei dodici mesi.

Galleria foto:

bottega
bottega
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Casa-Comunale
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cast-d-evoli-ingressoA
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cast-d-evoli-particolareA
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cast-devoli-blasone
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cast-dEvoli-ingresso1
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castello-d-evoli2
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castellod-evoli-1
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castropignano-s-maria-grazie
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chies-madrealtaremaggiore-bis
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chiesamadre-altaremaggiore1
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CiesaMadre-facciata
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Ciesamadre-facciata1
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corcio-e-hotel-palma
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mon-caduti
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monumento-ai-caduti
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navedx-ss.Salvatore
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navesin-madonna
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panorama-da-Oratino
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pro-loco-portaleartistico
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prodotti-caseari-locali1
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s-lucia-particolare
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s-maria-delle-grazie-portale1
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s-maria-delle-grazie-portale2
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s.pietro-martire-patrono
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santa-lucia
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scoeciopanoramico-B
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scorcio-con-cex-chiesa-s.nicola
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scorcio-con-hotel-palma
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scorcio-con-porta-storica
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scorcio-piaz.le-ingresso
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scorcio-porta-antica
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scorciopanoramico-2
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scprcoopanoramico1
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strada-centrostorico-1
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