CHIAUCI (IS)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Venerdì, 29 Maggio 2020 Scritto da ugo

CHIAUCI (IS)  m 868 s.l.m.

chiauci stemma

Pop. 213 nel 2019; Sup. Kmq 15,85; Dens. 13. Patrono: S. Giorgio.

Popolazione negli anni:fuochi: 55 nel 1532; 59 nel 1545; 65 nel 1561; 66 nel 1595; 60 nel1648; 29 nel 1669;  abitanti: 703 nel 1780; 777 nel 1795; 935 nel 1835; 1228 nel 1861; 1206 nel 1881; 1166 nel 1901; 1059 nel 1911; 675 nel 1931;710 nel 1936;  766 nel 1951;  697 nel 1961;  433 nel 1971;  363 nel 1981;  337 nel 1991;  277 nel 2001;  268 nel2011.

Origine e storia: Il suo nome in epoca normanna è “Clavicia”; in epoca angioina è detta “ Castello Claviza”; in epoca aragonese “Clavicj”; “Chiavico” e “Clauce” nel XVII secolo.

Nel 1269 Carlo I d’Angiò assegnò in feudo Chiauci, unitamente a Longano a Beltramo  Bucca, dei signori di Montenero Valcocchiara.

Alla morte di Bucca il feudo tornò al demanio e Carlo II d’Angiò concesse Chiauci a Giovanni Del Bosco.

Nel XV secolo Chiauci era giacente al demanio, ma ebbe gli stessi titolari di Montagano fino agli inizi del XVI secolo, quando Ferrante  di Capua l’alienò in favore dei Sanfelice.

Nel 1530 Chiauci è feudo  della famiglia Greco, signori anche di Montenero Valcocchiara.

Nel 1626 Giambattista Greco vendette Chiauci  alla famiglia Petra, di Vastogirardi, di cui  Francesco Petra,  che vendette Chiauci  a Matteo Capuano nel 1648.

Matteo Capuano vendette Chiauci a Maria Felicia Cocco, con istrumento dell’8 maggio 1700 per notar  Francesco d’Urso di Napoli, per 19.400 ducati.

Maria Felicia Cocco era vedova  di Antonio de Mari, utile signore di Larino.

Alla sua morte , le successe  il figlio quartogenito Francesco Maria Adriano de Mari, marito di Anna Franceschelli.

L’ultima famiglia titolare di Chiauci fu Gambadoro, subentrata per successione.

Notizie ecclesiastiche: Chiauci  fa parte della diocesi di Trivento e ha una sola parrocchia intitolata a S. Giovanni Apostolo e il patrono del Comune è S. Giorgio martire, che si festeggia il 23 aprile.

Le chiese sono:

S. Giovanni,  edificata nel 1724, a tre navate ha un pregevole altare maggiore in marmi policromi.

L’interno è arredato con le statue del patrono, di S. Onofrio, S. Michele, S. Sebastiano e S. Giovanni.

S. Sebastiano,  una vecchia cappella, ampliata nel 1860 e decorata a devozione  della Confraternita  del SS. Rosario che vi ha sede.

S. Onofrio,, in prossimità del Tratturo della Zittola, tra Chiauci e Pescolanciano,

Altro: oltre al Palazzo Gambadoro, che sorge sui resti dell’antico castello medievale e alla  visita alla chiesa  di S. Giovanni e all’aria buona non c’è molto da vedere, se non i paesaggi ameni che la circondano. Certamente gli amanti della natura e della ricerca di funghi e tartufi troveranno quanto di loro gradimento.

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