ESPOSTE LE MONETE DI NICOLA MONFORTE

Categoria: Articoli e Recensioni Pubblicato: Venerdì, 24 Gennaio 2020 Scritto da ugo

Fino al 5 febbraio p.v. resta aperta la mostra di monete molisane medievali, voluta dal sig.Paolo Gabriele al Circolo Sannitico di Campobasso. Sono esposte circa una novantina di esemplari. In bella mostra il Tornese emesso  intorno al 1460 da Nicola Monforte, conte di Campobasso. Altre monete interessanti sono state emesse sia dallo stesso Monforte insieme a Giacomo Montagano, sia dai Di Sangro, signori di Termoli e di San Severo.

Il Tornese  di Nicola Monforte presenta sul diritto la scritta NICOLA II MONFORTE, con in centro i simboli di Aquisgrana, mentre nel recto c'è la scritta CAMPIBASSI, con " Stelle e al centro la croce  greca..

La moneta emessa insieme a Giacomo Montagano, sul diritto c'è scritto Niicola MONFORTE. Campibassi e sul recto Giacomo Montagano Limosani.

Quella  battuta per i Di Sangro . sul diritto la scritta  DECAPITANATA son i simboli di Aquisgrana e sul recto SANCTI SEVERI con la croce.

Bella l'iniziativa del giovane numismatico molisano, che si fa onore come esperto e studioso della materia con pubblicazioni varie diffuse in campo nazionale.

Mi complimento con Lui per averci dato, a noi molisani, occasione di ammirare questi preziosi reperti della nostra terra, augurandogli un grande successo..

 

Monete medioevali molisane teca n°2
Monete medioevali molisane teca n°2
Monete medioevali molisane teca n°2
Monete medioevali molisane teca n°3
Monete medioevali molisane teca n°3
Monete medioevali molisane teca n°3
monete medioevali teca n°1
monete medioevali teca n°1
monete medioevali teca n°1
Officina-zecca di Nicola Monforte
Officina-zecca di Nicola Monforte
Officina-zecca di Nicola Monforte
Tornese di Nicola Monforte (1460-65)
Tornese di Nicola Monforte (1460-65)
Tornese di Nicola Monforte (1460-65)
Tornese di rame e argento di Nicola Monforte
Tornese di rame e argento di Nicola Monforte
Tornese di rame e argento di Nicola Monforte
Tornese medievale
Tornese medievale
Tornese medievale

 

 

 


  

BREVE SCHEDA BIOGRAFICA DI NICOLA II MONFORTE GAMBATESA

Nicola Monforte Gambatesa, detto il Campobasso , ma per i molisani il conte Cola, è nato, probabilmente, nel 1423 a Napoli, figlio di Angelo II il Lebbroso e di Giovanna da Celano, al tempo in cui al soglio di Pietro era papa Martino V Colonna e su quello dell’impero d’occidente  Sigismondo di Lussemburgo.

In giovane età andò sposo ad Altobella di Sangro, figlia di Paolo e di di Abenante degli Attendoli, zia di Francesco Sforza duca di Milano.I preparativi di nozze furono avviati nel 1447 ma il matrimonio fu celebrato il 21 novembre 1450, quando nel castello di Civitacampomarano, i capitoli matrimoniali già firmati fecero luogo alla stipula del contratto nuziale e in tale data, il Nostro era già il Conte di Campobasso. Dal contratto nuziale, la cui pergamena  originale si trova a Lione, collezione Mario-Pons della locale biblioteca (come riferito da B. Croce,),  da tale rogito apprendiamo pure che la dote fu fissata in 4000 ducati d’argento, alla ragione di 10 carlini d’argento ciascuno.

Il conte Cola Monforte ebbe il merito di riunire i feudi della terra di Gambatesa e i castelli di Mirabello e Tufara e soprattutto i vasti domini di Carlo, signore di Termoli, suo zio che in assenza di figli lo nominò erede, cedendogli i domini  con il titolo comitale e i castelli pugliesi di Campomarino e Apricena, aggiungendo anche il castello di Ferrazzano. Quindi, poco più che trentenne, si trovò a capo di uno Stato composto da oltre venti terre murate, sebbene tutte in territorio montano poco fruttuoso, ma equiparabile ai grandi domini feudali del Regno.

Nel 1456 il Monforte dovette far fronte alle devastazioni del terremoto e così si diede alla ricostruzione di Campobasso e del suo castello.

Nel 1458-59 Cola Monforte ebbe molti benefici ed incarichi da re Ferdinando, che era impegnato in una rivolta dei baroni che si era accesa intorno ad una discussa successione alla morte di Alfonso.

In questo periodo lo troviamo anche a capo di una flotta di vascelli operanti nella zona di Genova. Fu pure ambasciatore a Venezia, viceré degli Abruzzi con un vitalizio di 500 ducati annui. Quindi ha ricoperto il Nostro, negli anni della disputa per la successione, incarichi di grande responsabilità che il re Ferdinando gli assegnava per la sua fedeltà alla corona.

 Ma il Monforte, quando il principe di Rossano, cognato del re, consentì lo sbarco alle foci del Volturno di Giovanni d’Angiò, duca di Lorena, figlio del pretendente al trono Renato, si mise contro Ferdinando.

Il re Ferdinando non glielo perdonò e non tardò a rivalersi e nel gennaio 1460 ordinò il sequestro delle case e dei beni del Monforte nella capitale che furono donati ad Antonio d’Accia, capitano degli uomini del demanio ed ancora tra il 14 e il 20 maggio diede il guasto al contado di Campobasso.

La rivolta dei baroni durò a lungo e nel tempo il re diede molti fastidi al Monforte fino alla sua capitolazione che avvenne nel 1464, anno in cui lasciò la famiglia in Termoli e partì in volontario esilio alla volta della Borgogna. Quindi noi lo troviamo in Francia, poi rientrato in Italia lo troviamo  a Venezia, a Brescia, in Friuli a capo di una compagnia di ventura.

Cola Monforte morì improvvisamente a circa cinquant’anni nei primi giorni  di luglio del 1478, lasciando ai figli il compito di prendersi cura della compagnia di ventura e, in particolare, al figlio Angelo, suo primogenito, di restaurare la dignità del casato.

Angelo nel 1480 entra al soldo di re Ferdinando e ottiene la restituzione  del titolo e i feudi aviti.

 

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