FERRAZZANO (CB) m 872 s.l.m.

Pop.3282 nel 2019; Sup. Kmq 16,77; Dens. 196. Patrono:Sant’Antonio di Padova.
Popolazione negli anni:fuochi: 52 nel 1302; 376 nel 1545; 245 nel 1603; abitanti: 1925 nel 1780; 2652 nel 1828; 3104 nel 1861; 3416 nel 1881; 2876 nel 1901; 2017 nel 1911;2561 nel 1936; 2280 nel 1951; 1938 nel 1961; 1629 nel 1981; 2555 nel 1991;3287 nel 2011; 3284 nel 2018.
Origine e storia:Secondo Francesco De Sanctis, nato a Ferrazzano il 26 febbraio 1666, sacerdote e storico autore di “Notizie istoriche della terra di Ferentino nel Sannio, al presente la terra di Ferrazzano in provincia di Capitanata”pubblicata in Napoli nel 1669 e ristampata a cura del Comune nel 1741, Ferrazzano sarebbe l’antica “Ferentinum” nominata da Livio per essere stata espugnata nel 296 a.C. con 3000 morti, dopo aver abbattuto “Murgenzia”, ossia Morcone, e “Romulea”, ubicata pressappoco in località distante tra Jelsi, Campodipietra e Gildone.
Circa questa tesi, molti storici si sono trovati d’accordo. Il paese è stato chiamato talvolta “Ferraczanum, talvolta “Ferentinum”, talvolta Ferenzano” e “Ferenzuola”, mentre l’Ughelli in “Italia Sacra” dice “Firracciani” da un diploma longobardo dell’epoca di Pandolfo e Landolfo, cioè nel X secolo.
Lo stemma di Ferrazzano , adoperato da vecchi tempi, era una torre con il motto “Munita resistit”, motto che successivamente è stato cambiato con “Dominus in circuito Populi”, tratto dalle Sacre Scritture.
Ferrazzano appartenne al ducato di Benevento, poi al castaldato di Bojano, infine alla Contea di Molise. Nel XII sec è appartenuta ad una famiglia sub feudataria dei Conti di Molise, la famiglia Maffei, di cui Angelo Maffei che vendette Ferrazzano nel 1131 con l’assenso Reale.
Il Catalogo borrelliano attesta che tra il 1155 e il 1170 Ferrazzano è tenuta da Riccardo Camarda e tassata per quattro militi.
Nel 1269, durante la dominazione angioina signore di Ferrazzano è Gugliemo di Giniaco, francese venuto nel regno al seguito di Carlo I d’Angiò.. In un diploma del 1275 si riporta che Carlo I ordina agli abitanti di Ferrazzano l’osservanza del solito, poiché si erano rifiutati di pagare al barone “la colta dei panni” per gli indumenti propri e dei familiari.
Da di Ginico Ferrazzano passò a Gentile di Sangro che ne era titolare nel 1292.
In seguito divenne feudo di Amerigo de Sus, signore di Trivento, a cui successe il figlio Pietro, ciambellano di re Roberto, e barone di Oratino. Egli, morendo nel 1313, diede Ferrazzano in dote alla figlia Tommasella che andò sposa a Tommaso d’Aquino, figlio di Berardo Conte di Loreto.
Tommasella morì senza prole nel 1333 ed il feudo, fu devoluto al demanio.
Re Roberto nel 1333, con diploma del 6 giugno, assegnò il feudo alla consorte, la Regina Sancia, con facoltà di poterne disporre le rendite in favore del monastero di S. Chiara di Napoli.
La Regina, poco dopo, ne fece donazione a Nicola di Luparia, signore di Lupara.
Nicola assegnò il feudo alla figlia Giovannella in occasione delle nozze con con Antonio di Lando.
A lui successe il figlio Giovanni che nel 1373 vendette il feudo a Filippo Santangelo, conte di S.Angelo in Grotte. Nel 1424 Carlo Santangelo perdette il feudo per fellonia, per cui il feudo venne dato a Giacomo Caldora, cui successe il figlio Antonio, signori di Trivento.
Nel 1443 Ferrazzano fu tolta ai Caldora per fellonia da re Alfonso I e fu data a Paolo di Sangro, che morto nel 1455 gli successe il figlio Carlo e da lui passò a Paolo di Molisio.
Paolo di Molisio donò in dote Ferrazzano alla figlia Giovannella che sposò il duca d’Ariano Alberico Carafa della Stadera.
Erede per Giovannella per Ferrazzano fu il figlio secondogenito Girolamo Carafa, che ebbe in moglie Vittoria di Capua, della famiglia di Riccia.
Alla morte di Girolamo succedettero due figlie femmine, Giovannella e Porzia, che accesero una lite per la spartizione della eredità, lite che durò dieci anni e che si risolse con un lodo che assegnò il feudo a Giovannella, la quale ebbe un figlio, Boardo Carafa, i quali nel 1547 vendettero il feudo a Giambattista Ravaschieri, ma gli eredi si opposero alla vendita e il magistrato assegnò il feudo a Marcello Carafa, che ottenne successivamente di poter vendere il feudo a Maria Crispano, signora di Tufara.
Maria Crispano, contessa di Trivento con atto del 23 giugno 1579 vendette il feudo a Francesco de Lucia
Alla morte di Francesco de Lucia gli successe il figlio Claudio, che alla sua morte ebbe erede una figlia di nome Diana, suora del Convento di Suor Orsola Benincasa di Napoli, la quale vendette Ferrazzano a Scipione de Curtis, nel 1600, il quale conseguì il titolo di Conte di Ferrazzano. ( da qui,ail noto attore comico Totò, discendono i suoi legami con la nobiltà e il Castello di Ferrazzano). Nel 1629 gli eredi esposero all’asta il feudo che fu aggiudicato all’avv Ottavio Vitagliano, che per l’occasione era rappresentato con procura da Tiberio Carafa.
La famiglia Vitagliano ebbe il feudo fino al 1699, anno della morte di Antonio Vitagliano, per cui il feudo passò alla famiglia Almirante, famiglia che lasciò un triste ricordo nel feudo, tanto che, il 29 dicembre del 1713, il popolo insorse per ammazzare la duchessa Eleonora e il figlio Ottavio, titolari del feudo, i quali fuggirono a Napoli. Ci fu un processo istruito dalla R. Udienza di Lucera che inviò il commissario Pietro del Pozzo.
Il feudo fu posto in vendita e venne acquistato dalla famiglia Ginetti, che successivamente vendette il feudo a Pompilio Petitti per la somma di 17.700 ducati.
Famiglia che tenne il feudo fino alla abolizione della feudalità con legge del 1806..
Notizie ecclesiastiche: Ferrazzano appartiene alla diocesi di Bojano ed annovera una due parrocchie intitolate a S.Maria Vergine Assunta e a S.Giovanni Bosco, posta in Via L. da Vinci; il protettore del Comune è S. Albino vescovo; comprotettori sono S. Pietro martire e S. Giacomo. Le chiese sono:
Il portale del 1200, in stile romanico, è affiancato da due colonne sormontate da capitelli in stile corinzio, presenta disegni simbolici dei quattro evangelisti. Nel centro si nota l’agnello rivolto a mirare la croce che tiene di fianco.
All’interno un bellissimo pulpito con bassorilievi, sculture ed un bassorilievo in rame; il Fonte Battesimale del XIII sec, la statua di S. Giuseppe opera di Paolo Saverio Di Zinno.
Nella lunetta è scolpito un grosso uccello beccante e intorno un serto di rami e foglie intrecciati.
Altri interessi: Il castello eretto da Gerolamo o Gironimo Carafa nel XV secolo, sui resti di una fortezza normanna, presenta due torri circolari e laddove c’era il ponte levatoio, oggi c’è un ponte in muratura.
Il paese ha una gran quantità di pietre artisticamente lavorate, ha un Museo, e si possono ammirare diversi palazzi gentilizi. Il belvedere sulla piazza principale offre un vasto panorama che spazia, nei giorni sereni, fino al Mare Adriatico. Non a caso, di Ferrazzano, quando ero ragazzo, si diceva essere “ lo spione del Molise”, perché il suo campanile svettava da tutte le latitudini possibili.
La cucina ferrazzanese ha sempre attirato la golosità dei campobassani, specie nel periodo tra gli anni ’50 e 80 del sec scorso.