FORLI’ DEL SANNIO (IS) m 610 s.l.m

Pop.:673 nel 2019; Sup. Kmq 32,56; Dens, 21. Patrono: S. Biagio.
Popolazione negli anni: fuochi:110 nel 1532; 134 nel 1545; 129 nel 1561; 87 nel 1648; 66 nel 1669; abitanti: 1900 nel 1795; 1904 nel 1811; 2499 nel 1835; 2271 nel 1861; 2499 nel 1881; 2411 nel 1901; 2604 nel 1911; 1909 nel 1931; 1980 nel 1936;1906 nel 1951; 1596 nel 1961; 1265 nel 1971; 1104 nel 1981; 918 nel 1991; 833 nel 2001; 735 nel 2011; 657 nel 2018.
Origine e storia: Una lapide romana rinvenuta in contrada S. Maria della Canonica attesta che Forli sia stata abitata dalla popolazione in tempi remoti; il Chronicon Volturnense ne dà menzione già nell’anno 866.
Nei regesti angioini il Comune è detto “Forolum” e “ Foruli” e poi pure “ Foroli”, ossia derivante da “forum” ( parlamento pubblico) e “ iulii” dedicato a Giulio Cesare.
Con R.D. 22 gennaio 1863, in conformità del deliberato del Consiglio Comunale del 12 dicembre 1862, il comune fu autorizzato a denominarsi Forli del Sannio per distinguersi da Forlì dell’Emilia.
In tempi longobardi Forli fece parte della Contea d’Isernia e in epoca normanna fu feudo della Badia di S. Vincenzo a Volturno. In seguito passò in dominio dei Borrello Conti de’ Marsi.
Nei primi anni della monarchia angioina, Forli fu feudo di Ugone Brancia e da questi passò ai de Corney, della cui famiglia ebbe per titolari Roberto e il figlio Pietro, il quale sposò Giovanna d’Isernia, figlia di Andrea, noto giurista.
Pietro de Corney, in occasione del matrimonio della figlia Maria con Andrea Carafa, le diede in dote Forli.
Andrea Carafa visse a lungo ed ebbe da Maria ben dieci figli.
Nel 1418, alla morte di Andrea, gli successe il figlio terzogenito Carlo.
A Carlo successe il fratello Bartolomeo; a questi successe Adriano che ebbe per consorte Caterina della Marra;Bartolomeo, avendo parteggiato per i francesi nella contesa per la successione al regno, fu escluso da Carlo V.
Assegnato il feudo a Bartolomeo, nipote, questi ebbe per moglie Tommasa d’Afflitto di Trivento, di cui una delle figlie sposò Alfonso de Raho barone di Montorio e di Caccavone.
A Bartolomeo successe il figlio Giovanni Girolamo, che ebbe assegnato dal padre il feudo con istrumento del 1559, 25 gennaio per notar Tommaso Aniello Baratto di Napoli.
Giovanni vendette il feudo a Ferrante Carafa nel 1587.
Ferrante Carafa sposò Lucrezia de Rossi, dalla quale ebbe quattro figli: Giovannantonio, Adriano, Francesco e Carlo.
Giovannantonio successe al padre e ottenne il titolo di duca nel 1610 e sposò Diana Capece Minutolo. A lui successe Muzio , che nel 1618 fece costruire il palazzo ducale.
A questi successe il figlio Adriano, morto celibe e a lui successe la sorella Lucrezia, maritata con Francesco carafa conte di Policastro.
A Lucrezia successe il figlio Fabrizio, che morì nel 1688, lasciando debiti per i quali i creditori chiesero alla R. Corte la vendita all’asta.
Forli fu apprezzata dal tavolario Gallerano e aggiudicata per 25000 ducati a Carlo Pandone, della famiglia comitale di Venafro.
A Carlo Pandone successe il figlio Giovanni che nel 1689 vendette Forli a Ippolito Muscettolo, il quale, tre anni dopo, lo alienò a favore di Antonio Carafa, duca di Traetto.
Forli rimase dominio di questa famiglia fino alla estinzione della feudalità, i cui titolari furono Antonio, Adriano, Francesco.
Ex feudi: Montalto, tra il Tratturo della Zittola e il torrente Vandra, appartenuto a Enti religiosi di Rivisondoli, è disabitato dal XV secolo.
Reginoso, detto anche Liccinoso fu abitato fino al XV secolo.
Notizie ecclesiastiche:Forli appartiene alla diocesi d’Isernia e consta di una sola parrocchia intitolata a S. Biagio, che è anche il patrono del Comune. Le chiese sono:
S. Biagio, di antichissima fondazione, a tre navi, contiene sette altari oltre all’altare maggiore; fu più volte restaurata.
Interessante l’altare maggiore in marmo e legno dedicato alla Madonna di Loreto.Completano l’arredo le statue di S. Pietro, S. Paolo e Sant’Emidio e l’organo e un’acquasantiera del ‘600.
Interessante anche il campanile che porta ancora un orologio italico..
S. Maria delle Grazie, edificata nel 1740 insieme all’ex convento dei Minori Osservanti, soppresso nel 1867. La chiesa è a una sola navata; ha cinque altari.
SS Sacramento,
è un piccolo oratorio.
Beata Vergine della Pietà, cappella in contrada Calvario.
Assunta, cappella privata.
S. Anna,
B.Vergine del Carmelo, in contrada Vandra.
Personaggi:
Giovan Vincenzo d’Onofrio, conosciuto come Giovan Vincenzo Forli, nativo del luogo, fu pittore di un certo valore. Fra le sue opere si annoverano dipinti per le chiese della SS. Annunziata, S. Giovanni a Carbonara, del carmine, dove si nota “La Maddalena” e la Cappella De Caro in S. Lorenzo; gli affreschi al refettorio del Monastero di S. Pietro ad Aram, demolito dopo la creazione del rettifilo in Napoli.
Nel 1594 fu eletto Console della Corporazione dei pittori. Di lui hanno scritto diversi critici.
Il nostro sarebbe nato nel 1562 e deceduto nel 1670.
Altro:Forli offre soprattutto una vastità di paesaggi e di passeggiate immerse nella natura. Nel centro storico si possono ammirare diversi lavori in pietra, la Chiesa di S. Biagio e i ruderi del palazzo ducale.Il monumento ai caduti dello scultore Torquato Tamagnini.
A ottobre si celebra la Festa dell’Uva. Altre sagre sono quella de “cazzarieglie e fasciuole”, gambero e trota.
La sua gastronomia è ricca di latticini, paste fatte in casa e condite con sughi al tartufo, funghi. Ottimi gli arrosti di capretti e agnelli.
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