FOSSALTO (CB)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Sabato, 30 Maggio 2020 Scritto da ugo

FOSSALTO (CB)  m  511  s.l.m.

fossalto stemma

Pop.: 1251 nel 2019; Sup. Kmq 28,33; Dens. 44,16. Patrono: S. Nicola.

Popolazione negli anni:fuochi: 153 nel 1545; 185 nel 1648; abitanti:1973 nel 1780; 2530 nel 1835; 2408 nel 1861; 3149 nel 1901; 3003 nel 1911; 3140 nel 1936;  3315 nel 1951; 2207 nel 1971; 1707 nel 1991;  1480 nel 2011; 1251 nel 2018.

Origine e storia:Di origine antica, il suo nome “Fossaceca” sta ad indicare che l’abitato è compreso in una valle, tra due monti. Nel secolo XIII il Summonte lo chiama “S. Maria di Fossaceca”, mentre il Capecelatro, in “Storia di Napoli ecc, lo chiama  “S. Maria della Fossa”.

Con R.D. 4 gennaio 1863, su deliberazione del Consiglio Comunale  del 23/8/ 1862 il Comune venne autorizzato a mutare il nome  in quello di Fossalto.

Carlo I d’Angiò, nel 1269, diede in feudo  Fossalto a Guglielmo Stendardo, prode  cavaliere e Gran Contestabile del Regno, la cui famiglia  era signora di Campomarino.

Questa famiglia tenne il feudo fino al XV sec,; ultima erede fu  Giovannella Stendardo.

Nel 1410 Re  Ladislao di Durazzo  concesse Fossalto a Niccolò Sanfromondo Conte di Cerreto, la cui famiglia tenne il feudo fino al 1495, quando ebbe. la confisca del feudo per fellonia contro Ferrante II d’Aragona.

Nello stesso anno il feudo di Fossaceca, oggi Fossalto, viene concesso ad Andrea di Capua Duca di Termoli, che nel 1512 lo vende, ma per una serie di ricorsi, il feudo resta amministrato dal vescovo di Trivento per un po’ di tempo, finché viene ceduto a Riccardo Dosse, famiglia di Benevento per alcuni, di Gaeta per altri.. Di questi si sa che nel 1588 entrò nell’Ordine di Malta; ebbe molti incarichi a Napoli ed ebbe a vario titolo i feudi di Busso, Campomarino, Cercepiccola, Macchia ed il Marchesato di Ripa.

Dal 1609, quando il feudo torna ai di Capua e precisamente a Ottavio fino a tutto il 1700 la signoria passa tra le famiglie Greco e De Rossi, come utilisti, e Leonessa, da Ponte,  Carafa e Piscitelli signori per varie successioni.

Nella prima metà del XVIII sec barone di Fossalto era Antonio Pellegrino, il quale morì senza eredi, per cui l’università fu devoluta al R. Fisco.

Con Decreto della R. Camera 18 novembre 1739, il Tavolario Luca Vecchioni periziò l’università per un valore di ducati20.773 ed esposta in vendita, rimase aggiudicata al Marchese  Orazio  Mondillo, marchese di Sassinoro per il prezzo di ducati24.120.. Al termine della pubblica asta, il marchese indicò  acquirenti le persone  Berardino e Nicola Mascione, ricchi proprietari di Torella del Sannio. Titolare della famiglia  è Domenico Mascione.

Domenico Mascione  che aveva residenza a Campobasso nel Palazzo di famiglia in Salita S. Leonardo, essendo parente del commissario di Guerra  Andrea Valiante, nel 1799 lo ebbe ospite con la famiglia. Ma con la caduta della Repubblica Partenopea e il ritorno della Monarchia francese, nel 1807 venne arrestato e tradotto nelle carceri di Lucera, dove stette per un po’ di tempo e morì nel 1814. Gli successe il figlio Luigi, deceduto il 1° luglio 1868, il quale fu marito  di  Marianna de Capoa ed in seconde nozze di Antonia Zurlo, figlia di Biase ( primo intendente della Provincia di Molise), intanto nel 1806 fu abolita la feudalità, anche se  i figli hanno continuato a fregiarsi del titolo di Barone..

Notizie ecclesiastiche: Fossalto è pertinenza della diocesi di Trivento e consta di una sola parrocchia sotto il titolo di S. Maria Assunta, retta da un Arciprete; il patrono del Comune è S. Pietro martire. Le chiese sono:

Maria Assunta: edificata, probabilmente, tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, giaccé è documentato che il 3 luglio 1581 era già esistente poiché una iscrizione lapidea ricorda che l’altare fu dichiarato “prezioso”, è a tre navate della lunghezza di 22m, larghezza 15 m ed altezza  media 9m. Subì un restauro nel 1826. L’altare centra le , un tempo  era ornato con tre tele del Solimena, le quali rimasero danneggiate per incuria durante il periodo dei lavori. La chiesa in un primo tempo  si chiamava S. Maria della Minerva. Dell’arredamento fanno parte anche due tele di autore ignoto molto belle e “Sacrificio di Isacco” di Paolo Gamba, a cui vanno pure attribuite “L’Arca dell’alleanza” e “Giuda che riceve i trenta denari”;  altra tela  importante è “Madonna degli angioli” di autore ignoto e “Il Cristo bizantino”. Numerose pure le statue ed un prezioso Crocefisso, artisticamente rifinito. L’Organo costruit nel ‘700 da un bravissimo  maestro di Venafro

S.Antonio di Padova: ad una nave, edificata nel 1675 a spese di Donatantonio Folchi, ha un pregevole altare  maggiore tutto in legno intagliato e dorato, al lato del quale è scritto:” Franciscus Serignanus tridentinus  sculpit. Antonius  de Amato neapolitanus pinxit, socio Bartolomeo de Core de auratore,1692”.

La chiesa ha subito danni per il terremoto del 2002 ed è stata restaurata.

  1. Maria delle Grazie: per memoria.del XV secolo, di proprietà della famiglia Mascione, dissacrata al momento.
  2. Pietro apostolo: per memoria. nell’ambito dell’abitato, ugualmente dissacrata ed adibita ad altri usi.
  3. Antonio abate: per memoria Non esistono neppure i ruderi.
  4. Rocco: per memoria. Era un convento all’ingresso del paese.
  5. S.Agnese: ubicata nella vicina contrada omonima sulla strada che va a S.Angelo Limosano, è del’700, ad una navata, la tradizione vuole che vi sia apparsa una Madonna, come confermerebbe don Antonio Pizzi nella sua Storia di Fossalto, avendo rinvenuto parte di una lapide all’interno del Palazzo baronale. Ha un campanile a vela con una campana datata 1657 (MDCLVII) della fonderia Marinelli di Agnone. Nella chiesa c’è una pregiata statua della Santa.
  6. Tommaso e Madonna del Carmelo: sono due chiesette di campagna, dove in estate i fossaltesi sono soliti festeggiare i rispettivi santi titolari.

Altri interessi: Oltre al centro storico, Fossalto offre una ottima cucina con i suoi numerosi ristoranti sparsi sul territorio; i dolci e il gelato di un noto pasticciere al centro del paese. La sagra della “scurpella”.e a Maggio la rappresentazione della “Pagliara”. ”

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