Francesco de ATTELLIS
Nasce a Campobasso il 2 gennaio 1736 da Giuseppe, marchese di S.Angelo di Limosano, e da Ippolita dei conti di Vignola di Milano.
Perse il padre nello stesso anno in cui lui veniva alla luce e fu affidato alla tutela materna.
Dopo i primi rudimenti appresi in famiglia, fu inviato a Roma per studiare presso il Collegio Clementino.
Dopo gli studi superiori, seguendo le orme della famiglia, fu inviato a Napoli per seguire gli studi di giurisprudenza, dove fu allievo di Pasquale Ferrigno e del Genovesi, per la filosofia.
Laureatosi svolse la professione di avvocato per due anni, ma alla morte del fratello maggiore Pasquale, ereditando lui il patrimonio sostanzioso, si dedicò alla ricerca storica e archeologica.
Fu appassionato della ricerca archeologica, filologo valente e studioso di lingue antiche, conoscendo oltre al greco e al latino, anche l’ebraico, il siriaco, il caldeo, l’arabo e altre lingue orientali.
Dedicò molto tempo alla ricerca storica dei popoli italici e in particolare dei Sanniti.
Coniugato con Dorotea D’Auria ebbe da lei venti figli tra maschi e femmine , prima che lei morisse a causa di un aborto tra i quali Giuseppe, primogenito, che fu accusato di voler avvelenare il padre e Orazio, secondogenito, il quale si distinse per la sua attività di carbonaro e di militare, avendo egli, prima di tornare agli studi giuridici, seguito il fratello Giuseppe che aveva intrapreso l’attività militare in Spagna e in Francia. Fu Orazio poi a curare gli scritti lasciati dal padre, prima che emigrasse nelle Americhe.
Francesco dopo la morte della moglie cadde in una crisi depressiva e per distrarsi cercò ogni palliativo, compreso quello di andare a nuove nozze, che furono meno felici, poiché la nuova consorte, volendosi appropriare dei beni cercò pure lei di avvelenarlo e lui fu salvo solo grazie all’abilità del farmacista del luogo.
Dei figli il nostro Francesco fu molto scontento.
Tra i tanti contributi Francesco ci ha lasciato “Memorie del Sannio” , importante manoscritto e i due volumi “Principi della Civilizzazione dei Selvaggi in Italia “ pubblicati nel 1805 per la Stamperia Simoniana in Napoli, rimasta incompiuta.
Francesco de Attellis fu amico di Giuseppe Galanti e di Vincenzo Cuoco, il quale alla sua morte ne scrisse il necrologio.(fasc.1/del marchese De Attellis e di D. Bellini- Firenze- successori Le Monnier-1869)..
Francesco non fu amante del potere, né delle ricchezze, ma ebbe a cuore la sua passione per gli studi.
Egli si spense a Campobasso, 16 marzo 1810, (secondo altri nel 1811, ma non si hanno prove certe, avendo esplorato nei registri d'archiivio senza trovare riscontri sicuri)
La città di Campobasso ha intitolato a lui la traversa che partendo da Via Roma, di fronte alla Casa della Scuola, si immette in Corso Vittorio Emanuele II.
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