LONGANO (IS) m 600 s. l.m.

Pop.: 671 nel 2019; Sup. Kmq 27,38; Dens. 24,51. Patrono:Sant’Antonio di Padova.
Popolazione negli anni:fuochi: 72 nel 1532; 68 nel 1545; 73 nel 1561; 86 nel 1595; 75 nel 1648; 98 nel 1669; abitanti: 1006 nel 1780; 1238 nel 1795; 1147 nel 1835; 1043 nel 1861; 1449 nel 1881; 1675 nel 1901; 1489 nel 1911; 1268 nel 1931; 1355 nel 1936; 14488 nel 1951; 1314 nel 1961; 1107 nel 1971; 1012 nel 1981; 811 nel 1991; 725 nel 2001; 697 nel 2011; 671 nel 2018.
Origine e storia: Nei Regesti angioini del XIV secolo è citata “Langaria”, mentre successivamente è chiamata “Longano”. L’origine del nome è incerto nonostante siano state avanzate alcune ipotesi.
Nel 1269 risulta che Carlo I d’Angiò la concesse in feudo a Bertrando Bucca, della famiglia di Montenero Valcocchiara.
Nel XIII secolo Longano è feudo dei Capuano e precisamente di Tommaso Capuano, deceduto nel 1284 il quale assegnò in dotario Longano alla figlia Francesca, andata sposa a Filippo di Luparia.
Nel 1330 Francesca di Luparia permutò Longano con Morrone e Castiglione, terre di Andrea d’Isernia juniore. Da questi Longano passò ai Caetani, poi ai d’Evoli, quindi ai Ruffo e agli Spinelli, come attesta Candida Gonzaga.
Nella seconda metà del XV secolo Longano è intestata a Niccolò Galeota di Busso.
Nel 1541 Camillo Gaetani vendette il feudo a Fabrizio del Tufo, con patto di retrovendita.
Fabrizio del Tufo, dopo un paio d’anni dovette cedere il feudo a Niccolò Maiorana, il quale aveva acquistato dai Gaetani il diritto di retrovendita per Longano e questi lo vendette poi a Berardino di Somaya per 4500 ducati..
La famiglia Somaya di origine toscana diede diversi titolari per Longano, ultimi dei quali furono Isabella sposata con de Franchis e suo figlio Geronimo de Franchis, duca di Longano.
Nel finire del XVII secolo feudatari di Longano sono i Vigliana, a cui successero i Galluccio e gli Zona di Calvi, dei quali, ultima feudataria, fu Giuseppina Zona moglie di Vincenzo Magliano di Aversa, che la trasmise al figlio Gregorio nel 1801.
Ex feudi:
S. Croce, un piccolo villaggio con una piccola chiesa, distrutto e abbandonato probabilmente con il disastroso terremoto del XV secolo.
S. Erasmo, anche questo villaggio subì gli effetti del terremoto e in questa località furono ritrovate tombe di epoca romana, consistenti in urne calcaree con all’interno oggetti votivi ed armi.
S. Chirico, piccola borgata, le cui memorie andarono perdute durante l’incendio dell’archivio diocesano durante i moti del 1860.
Notizie ecclesiastiche: Longano appartiene alla diocesi di Isernia ed ha una sola parrocchia intitolata a S. Bartolomeo . Le chiese sono:
S. Bartolomeo apostolo, chiesa parrocchiale di cui non si conosce la data di fondazione, ma certamente di antica fondazione, dapprima ad una sola nave, poi ampliata, tra il 1816 e il 1893,a due navi; caratteristica la facciata racchiusa da due torri, una campanaria, l’altra contenente l’orologio. Le torri sono alte 15 metri. La parrocchiale è di patronato comunale e gli ampliamenti sono stati eseguiti a spese del comune. All’interno si può ammirare il battistero in pietra, la statua di S. Antonio, patrono del Comune,
S. Maria della Libera, una volta apparteneva alla famiglia baronale degli Zona, i quali la vendettero ai Veneziale.
S. Rocco, piccola cappella posta sulla piazza del paese, in stile neoclassico., Da ammirare la fontana in pietra posta accanto alla chiesa, edificata nel 1932; inoltre si può ammirare dal belvedere posto nei pressi il paesaggio ameno che circonda Longano.
Altro: Nel centro storico si possono ammirare le viuzze che si diramano verso la sommità dove vi sono i resti dell’antico Castello, la piazza. I ruderi dell’antica chiesa della Madonna detta “de ru pere” ovvero “del pero”; che si raggiunge con una bella passeggiata lungo un sentiero naturalistico, dove si possono ammirare delle simpatiche cascatelle di acqua pura.
Molto conosciuto è il pane di Longano, cotto nel forno a legna e le salsicce, di cui se ne fa anche una Sagra nei giorni 10-13 di agosto. Ottimi i salumi stagionati, salsicce, capicolli, ventricine. Diverse sono le feste, in occasioni delle quali si accompagnano le Sagre, come quella de Ru suffritte, nella festa dell’Emigrante, la pizza con i cigoli, fatta con farina di granoturco e ciccioli di maiale. In queste giornate si organizzano giochi di piazza e manifestazioni culturali.
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