FROSOLONE (IS)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Sabato, 30 Maggio 2020 Scritto da ugo

FROSOLONE (IS)  m 894  s..l.m.

frosolone stemma

Pop.;3007 nel 2019; Sup.: Kmq 49,99; Dens. 60,37. Patrono: Sant’Egidio.

Popolazione negli anni:fuochi: 382 nel 1532; 315 nel 1545; 319 nel 1561; 349 nel 1595; 340 nel 1648; 432 nel 1669; abitanti: 3876 nel 1795; 4838 nel 1835; 5067 nel 1861; 6148 nel 1881; 5897 nel 1901; 5365 nel 1911; 5129 nel 1931; 5227 nel 1936;  5305 nel 1951; 4859 nel 1961;  3810 nel 1971; 3596 nel 1981 ; 3531 nel 1991; 3405 nel 2001; 3255 nel 2011; 3007 nel 2018.

Origine e storia: Alcune vestigia di mura osche in contrada Civitella ci dicono che Frosolone è di origine antica, abitata  già dalle popolazioni sannitiche.

Il Ciarlanti opima sia essa la “Fulsulae” menzionata da Tito Livio . Il Coccia ritiene che Frosolone  sia la “Fresilia” conquistata da Marco Valerio Massimo nell’anno 304 a.C.. Altri optano  che sia stata fondata da monaci benedettini provenienti da Frosinone.

Altri vogliono che il nome derivi dall’uccello frosone, che compare pure nello stemma del Comune.

In epoca longobarda faceva parte della Contea d’ Isernia e il suo nome è menzionato  nel diploma del 18 maggio 1064 con cui il Conte  Bernardo d’Isernia, figlio di Landolfo,  donava al Monastero di Montecasino  il Convento di S. Marco, da lui fatto costruire  in contrada Acquasonnula  in agro di Carpinone.

In tempi normanni Frosolone fu pertinenza della neonata Contea di Molise.

Nel XII secolo feudatario di Frosolone è Rainaldo Borrello , signore di Agnone e di Pietrabbondante.

Ai tempi di Carlo I d’Angiò Frosolone  è feudo di Andrea d’Isernia, che nel 1295 ne assegnò metà alla figlia  Letizia  in dote per il matrimonio con il conte Francesco di Montagano.

Dopo il 1350 l’altra metà del feudo ebbe per titolare  Giovanni d’Evoli di Castropignano.

In seguito la casa di Montagano ebbe il feudo nella sua interezza fino a Francesco di Capua che lo vendette a Orazio Lunario nel 1523, che pochi anni dopo lo alienò in favore di uno della famiglia de Raho.

Nella prima metà del XVI secolo Frosolone ha per titolari, Giovanni d’Evoli per metà, e Giuseppe Marchesano per l’altra metà, al quale successe il figlio Francescantonio, signore di S. Vincenzo a Volturno.

Francescantonio Marchesano divenne signore dell’intero feudo e a lui successe il figlio Girolamo, dalla cui discendenza il feudo fu venduto  nel 1616 a Giovan Francesco Salernitano per il prezzo di 27.000 ducati.

Gli eredi di quest’ultimo acquirente vendettero il feudo  nel 1660 a Giuseppe Crafa d’Aragona, signore di Baranello, a cui successe il figlio Diomede, che ebbe per moglie Francesca Quiroga y Faxardo, nobile di Spagna, che ipotecò sul feudo la propria dote  di 20.000 ducati.

Erede per Frosolone fu il figlio Francesco, che le premorì, per cui la signora vendette il feudo con atto del 7 giugno 1677 del notaio Giuseppe Raguccio di Napoli a Francesco della Posta, signore di Molise, per 26.000 ducati e con patto di riscatto e con la clausola che in caso di vendita  definitiva  del feudo la preferenza nell’acquisto spettasse ad un cittadino  del luogo o all’università per la medesima somma.

Di ciò volle profittarne l’università, che pervenne al riscatto in data 12 ottobre 1698, che perfezionarono la vendita con atto del notaio  Giovanni Muscillo  di Spinete. Atto che  che ebbe il real assenso il 9 luglio  1698, con il quale l’università di Frosolone si liberò  dal giogo baronale.

Ma non potendo mantenere gli impegni assunti, Frosolone tornò al demanio e fu posta all’asta e fu aggiudicata alla figlia del marchese Perle, maritata al Conte di Luzan, castellano di S.Elmo in Napoli nel 1727, la quale morì senza erede nel 1734, per cui il feudo tornò al Demanio, al quale restò per una decina d’anni.

Nel 1768  Frosolone fu venduta a Nicola Sergio  Muscettola Principe  di Leporano.

Nel 1777  Nicola Sergio di Leporano morì e gli successe il figlio  Giovanni, che fu l’ultimo feudatario di Frosolone, essendo estinta la feudalità in virtù della legge sull’eversione.

Il palazzo baronale in seguito fu acquistato dalla famiglia Zampini con atti del 27 agosto 1771 per notar Troccoli di Napoli e il 26 luglio 1814  per notar d’Andrea  di Roccamandolfi.

Frazioni ed ex feudi:

S. Pietro in Valle, ubicata tra Molise, Torella e Casalciprano, a circa tre chilometri dal paese era un ex feudo della famiglia feudale di Salcito fino al 1495, data in cui passò ai baroni di Frosolone.

Ha una sua chiesa parrocchiale dedicata  a S. Donato vescovo.

Vallecupa, ai confini con S. Elena sannita. Ecclesiasticamente appartiene alla parrocchia di S. Donato di S. Pietro in valle.

Cerasito, tra Molise e Duronia.

Acquevive,  a tre chilometri dal centro urbano di Frosolone, ha una sua parrocchia dedicata a S. Carlo Borromeo e  nelle sue vicinanze  sorgeva il Monastero di S. Colomba.

Colle Carrise, è a due chilometri dal paese, nei pressi del torrente Fiumarello.

Notizie ecclesiastiche: Frosolone appartiene  alla diocesi di Trivento. Comprendeva una volta  tre parrocchie nel Centro: S. Maria Assunta, S.Pietro e S. Paolo; oggi in centro rimane S. Maria Assunta e le altre due parrocchie sono S. Carlo Borromeo in contrada Acquevive e S. Donato vescovo  nella contrada di S. Pietro in valle.

 Anticamente il patrono era S. Egidio, ma dopo il terremoto del 1805, detto di S.Anna,  fu sostituito coi Santi: Nazario, Celso e Vittore, la cui festa si celebra il 28 luglio; comunque  i frosolonesi continuano ad onorare S. Egidio come loro patrono e intorno a questa questione,  amministratori e curia, stanno ancora discutendo sul da farsi.. Le chiese sono:

S. Maria Assunta,  edificata agli inizi del XIV secolo; dopo un primo restauro fu di nuovo consacrata nel 1531 dal  vescovo Giuseppe Leonardo Penitenziere Apostolico, venuto da Roma, poiché la sede vescovile al momento era vacante, come si apprende dagli Atti  del Sinodo diocesano del 1737.

Danneggiata pesantemente dal terremoto del 26 luglio 1805, quando crollarono le volte, fu restaurata nuovamente e riaperta al pubblico nel 1877, consacrata dal vescovo mons. Agazio.

La Chiesa  è lunga 30 m, larga 15 m, e alta 19 m e contiene nove altari  in marmo, sormontati da quadri di Francesco Citarelli, Giacinto Diana e Cosimo Fanzago;  è ad una sola nave con simboli barocchi. Possiede una campana del 1530 fusa in Guardiaregia e un vecchio campanone del 1458 della fonderia pontificia Marinelli di Agnone.

S. Pietro, fa parte dell’antico Convento di S. Chiara, fondato nel 1367 dal barone Giovanni d’Evoli e abitato dal 1600 dai PP. Conventuali. Dopo il terremoto del 1805 fu chiesa parrocchiale, accogliendo la parrocchia di S.Maria Assunta  fino al 1877, che ne fu privata per lavori di ristrutturazione.

All’interno si conserva una pregevole statua dell’Immacolata e un dipinto di Dupré e il gruppo scultoreo della Sacra Famiglia.

S. Maria delle Grazie, era un antico oratorio  prima del 1533, quando fu oggetto di ampliamento.  Possiede un bellissimo altare ligneo riccamente intagliato  ed intarsiato. Successivamente fu costruito accanto il Convento dei PP.Cappuccini, che lo abitarono dal 1799 e poi soppresso nel 1809, poi riaperto nel 1812 e sopprsso definitivamente nel 1867.

Totalmente ristrutturato, conserva  oltre all’altare nove dipinti su tavole e una tela, risalenti al XVI e al XVII secolo.

S. Nicola, edificata nel XVIII secolo, su ruderi di una precedente chiesa dedicata all’Annunziata e a S. Filippo Neri, fu eretta a sede della Confraternita  dell’Immacolata Concezione.

Al suo interno si può ammirare una tela del 1600 di autore ignoto raffigurante l’”Immacolata” e un coro ligneo del tridentino Enrico Marchetti.

S. Rocco,  cappella  di patronato comunale sede della Confraternita di S. Francesco dal 1847, che ne abbellì le pareti con decori pittorici.

S.Donato vescovo, ubicata nella frazione di S. Pietro in Valle, costruita nel 1847 è lunga 23 m, larga 16 m, alta 13 m e divisa in tre navate ed è sede parrocchiale dal 1854 e sede della Confraternita  della SS. Trinità. All’interno si ammira un Gesù bambino di E. Labbate e all’esterno una monumentale fontana.

S. Carlo Borromeo,  fondata in contrada Acquevive è parrocchia autonoma dal 1910, la chiesa è lunga 23 m, larga 10 m, alta 15 m; nelle sue vicinanze sorgeva il Monastero femminile di santa Colomba, distrutto dal terremoto del 1805.

S. Egidio, piccola cappella situata sulla strada per Colle dell’Orso.

Altro:Il visitatore che giunge a Frosolone non può fare a meno di visitare il centro storico, dove si possono ammirare le Chiese Di S. Maria  Assunta, di S. Maria delle Grazie e di S. Pietro e il Palazzo Zampini, antico Castello abitato un tempo dalle famiglie  baronali dove  si ammira un’architettura medievale e un bellissimo loggiato del ‘500.

In Piazza Vittoria  c’è una interessante Croce in Pietra del’700 con leoni stilofori appartenuti all’antica chiesa  parrocchiale.

Interessante anche la fontana con lavatoio pubblico in pietra, edificata nell’800.

Andando verso Colle dell’Orso si può ammirare la Cappella di S.Egidio, del ‘700, sulla quale si racconta della storia di un pastore, storia effigiata sulla volta della piccola Chiesa.

Interessanti sono pure le botteghe dei forbiciai e coltellai, ricordando che Frosolone è la patria di questa categoria di artigiani e le loro lame sono state  molto apprezzate in Italia e all’estero.

Ad Agosto c’è una grande Mostra delle forbici e coltelli; dove vengono esposti anche artistici lavori in acciaio traforato.

Sull’altipiano della Montagnola ricco di boschi e prati l’occhio del visitatore si immerge in panorami stupendi. Mentre nelle località di Civitella e Castellone si possono ammirare  ruderi di epoca sannitica.

Frosolone è pure famosa per i suoi caciocavalli e formaggi di pecora.

La cucina è ottima; si possono gustare ottimi formaggi e salumi e piatti tradizionali, ma non manca una cucina nazionale abbastanza raffinata presso alcuni ristoranti del centro e delle contrade.

A S. Michele si accendono i falò, intorno ai quali si elevano canti e si intrecciano danze, mentre le bocche assaporano i prodotti della Sagra del Caciocavallo.

Ad agosto molte sono le attività culturali e le Sagre; si può visitare la Mostra della fotografia e dell’artigianato del legno.

                IN ELABORAZIONE

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