GILDONE (CB) m 608 s.l.m.

Pop.:770 nel 2019; Sup. Kmq. 29,76; Dens. 25,87. Patrono: Santa Maria delle Grazie.
Popolazione negli anni: fuochi: 316 nel 1545; 251 nel 1595; 129 nel 1668; abitanti:1863 nel 1780; 2541 nel 1861; 2790 nel 1881; 2804 nel 1901; 2468 nel 1911; 2605 nel 1936; 2786 nel 1951; 2016 nel 1961; 1357 nel 1971; 1047 nel 1981; 850 nel 2011; 770 nel 2018. ( Si noti come il paese è andato via via spopolandosi dopo la costruzione della Strada Fondovalle del Tammaro).
Origine e storia: Il suo nome è “Celidonia” nel Catalogo del Borrelli del sec XII e “Geldoniam” in tempi successivi; “Celdrone” nell’apprezzo di Campodipietra del 1709 per il Tavolario Galluccio; e, finalmente, Gildone nei diplomi del sec XVIII..
Gildone esiste da antica data, ma le prime notizie storiche certe risalgono al 1079 e trattasi di un diploma attestante che Rao Falco Graone, di famiglia francese, e consanguineo di Nebulone, signore di Gildone, fa donazione alla chiesa di S. Maria Decorata, compresa nel feudo di S. Andrea fondata dallo stesso Nebulone, notando che la stessa viene fatta a richiesta di Nebulone Signore consanguineo suo. Altro feudatario della famiglia fu Ragone , risultante da un diploma di donazione in favore sempre di S. Maria Decorata.
Mancano dati certi sull’epoca normanna.
Nel periodo angioino risulta nel “Liber Donationum Regi Carlo” che signore di Gildone e di Jelsi è Bertrando di Belmonte.
In seguito troviamo signore di Gildone la famiglia Sanfromondo, conti di Bojano, di cui l’ultimo, Francesco, vendette il feudo nel 1334 ad Oddone Severino della famiglia di Seggio di Porto.
Ad Oddone successe il figlio Riccardo che ebbe per moglie Maria Pipino dei Conti di Nocera.
Nel periodo durazziano Gildone è terra della famiglia Gambatesa, Conti di Campobasso, che la terranno fino al 1465.
Nel 1465, per motivi politici fu tolta ai Gambatesa e tornò al demanio, che nel 1467 fu concessa in feudo ad Alberico Carafa, duca di Ariano, da cui passò al nipote Alberico Carafa junior, che lo vendette nel 1586 a Ottavio Mastrogiudice marchese di Santomago,con diritto di rivalsa.
Nel 1590 il feudo torna ad Alberico Carafa che esercitò il suo diritto di rivalsa ( o riscatto c.d.v.).
Ad Alberico successe il fratello Diomede, il quale essendo Tesoriere del regno ed indebitatosi ebbe il sequestro dei feudi.
Nel 1604, esposta Gildone all’asta, fu aggiudicata a Salvatore di Stefano della cui famiglia successero quattro titolari. Francesco, primogenito di Salvatore, Ottavio figlio di Francesco in vita nel 1700, e Francesco, figlio di Ottavio, deceduto nel 1727.
Non avendo questi, eredi, Gildone fu devoluta al demanio e data in feudo a Malizia Carafa.
Alla assegnazione del feudo alla Carafa della famiglia di Campolieto, si oppose la contessa di Presicce, donna Beatrice Capece, erede del di Stefano per i beni burghensatici pure incamerati dal Demanio.
La contessa Capece morì nel 1758 e le sue ragioni vennero ereditate dal marchese Antonio Guindazzi. La causa finì poi innanzi alla Commissione Feudale.
La vertenza andò ancora per le lunghe, di certo si sa che Gildone nel 1795 era terra regia e che con diploma del gennaio 1798 re Ferdinando IV conferiva in feudo Gildone al principe don Antonio Pignatelli della nobile famiglia signora di Colletorto.
Candida Gonzaga annovera Gildone fra le terre feudali dei de Raho di Caccavone.
Però non si sa a quale titolo, tuttavia pure se l’abbia avuta questi come sub feudatario, dobbiamo ritenere che l’ultimo feudatario di Gildone fu il principe Pignatelli, essendo quindi abolita la feudalità con legge del 1806.
Notizie ecclesiastiche: Gildone è appartenuta alla diocesi di Benevento e dal 1982, giusto il decreto della Sacra Congregazione per i Vescovi del 21 gennaio 1983 n.122 è pertinenza della diocesi di Bojano-Campobasso. Ha una sola parrocchia intitolata a S. Sabino, patrono del Comune è S. Maria delle Grazie.
Le chiese sono:
S.Sabino: è la parrocchiale di antichissima fondazione. Restaurata nel 1690, il 15 agosto venne consacrata dal card Orsini, futuro papa. La chiesa è ad una sola navata e comprende sei altari: il Maggiore, poi S.Maria del Monte Carmelo, SS.Rosario, S.Maria di Costantinopoli, S.Maria dell’Annunciazione e S. Marie delle Grazie. L’interno contiene molte statue, il Coro in legno pregiato con la raffigurazione sul pannello centrale del simbolo della Trinità con al centro l’”Occhio di Dio. Nella parte centrale la nicchia del Sacro Cuore. Finemente decorata nel 1925 dall’artista di Pescopennataro Michele Di Tullio; ed ancora alcune tele di ignoti ed in particolare quella raffigurante “ S.Martino di Tours” degna di ogni apprezzamento.
S. Antonio abate:consacrata dal card Orsini nel il 18 giugno 1703.L’interno è arredato con molte statue di pregio, tra le quali si possono ammirare le statue di “ S. Sabino, S. Francesco Saverio, S. Emidio e S. Anna con Maria bambina del campobassano Di Zinno e una tela di autore ignoto.
.All’ interno, sull’unico altare c’è una pregevole opera, un trittico avente nella lunetta “ Gesù crocifisso guardato dalle Marie” e , nel mezzo, “La Madonna con il Bambino” adorato da
S.Antonio abate e da S. Antonio di Padova, in basso l’”Ultima cena”;la data riportata è”MDXXXXII” (1542), autore è un pittore del ‘400 di scuola umbra.
S.Rocco: cappella edificata nel 1528, nel 1784 divenne sede delle Confraternite intitolate al SS. Sacramento e al SS. Rosario.
S.Martino: Cappella costruita nel 1788 dal ricco proprietario Martino Speranza di Gildone è fuori del centro abitato.
: anticamente portava il nome di “S. Maria Decorata” ed è molto antica, risalente all’inizio del sec XI e fondata dai Benedettini; ubicata nel ex feudo di Quadrano ne porta il nome, come si rileva dalle donazioni di cui ho dato notizia in precedenza. Restaurata nel 1722 e ampliata a devozione di Matteo e Antonio del Vasto, dista 4 Km dal paese sulla strada della montagna. All’interno ben arredata e lo stemma del card Orsini, futuro papa Benedetto XIII.
S.Nicola ex S. Maria di Costantinopoli: cappella edificata nel 1729.
S.Maria delle Grazie: fu consacrata nel 1711 dal card. Orsini. Poco distante dal paese verso Campodipietra, nei pressi di una bella fontana. All’interno gli affreschi del pittore Leo Paglione, capracottese ma di adozione campobassano, allievo di Amedeo Trivisonno
.SMaria in Valle: piccola cappella a confine con il territorio di Gildone e Campodipietra dove c’è copia di una celebre tela del Beato Luca, donata dal card Orsini, raffigurante la “Madonna con il Bambino che indica la via della salvezza, simile alla Madonna Salus Populi Romani, venerata da Papa Francesco per chiedere la protezione in questi giorni di paura per la pandemia da coronavirus.
Personaggi storici-
Alfonso Speranza- (29.01.1934 -13.01.1916). Frate Francescano. Dopo la chiusura di diversi conventi nella seconda metà del 1800, fu sacerdote della diocesi di Boiano.
Insegnò lettere nei conventi di Manfredonia, Bovino e San Severo, e nel seminario di Boiano.
Oratore brillante, fu famoso per le sue omelie. Eletto Consigliere Comunale, si batté per l’istituzione nel Paese delle classi IV e V della scuola elementare, per consentire ai ragazzi di completare il ciclo .
Antonio Martino Riccelli- Fra’ Lodovico da Gildone. Beato nell’Ordine dei Frati Minori Osservanti. Nacque il 10 XI 1712. Ebbe il nome di Antonio Martino Riccelli. Fu ordinato sacerdote nel 1736. Uomo di santissima vita che trascorse in grande austerità. Morì il I° aprile dell’anno 1774. E’ sepolto a Orsogna. E’ in concetto di santità. Gli si attribuiscono molti miracoli
Giuseppe Maria Vitale-missionario del Sacro Cuore, nato Gildone l’8 marzo 1866, morto a Veifa’a il 9 dicembre 1947. Figlio di Giovanni e di Benedetta Maria Vitale. La sua vita è scritta nell’humus della Nuova Guinea, paese che raggiunse al seguito di Mons. Navarre, il quale, durante il viaggio, ebbe modo di notare le qualità del giovane, e gli conferisce gli Ordini Minori;. successivamente il Diaconato e, a soli 22 anni, il 14 ottobre del 1888, nell’isola di Thursday, tra l’Australia e la Nuova Guinea, lo ordina Sacerdote.
Il 20 dicembre 1888 sbarcò in Nuova Guinea, luogo dal quale più non si mosse. Carico di anni e di grandi meriti sacerdotali, morì il 9 ottobre 1947, dopo 59 anni di vita missionaria.
Roberto Farinacci- di famiglia oriunda di Gildone, nacque a Isernia da Michele, ivi allora delegato di Pubblica sicurezza, e da Amalia Scognamiglio.
Fu uno degli uomini più in vista del fascismo. Ricoprì la carica di direttore dei giornali “La Squilla” e “La Voce del Popolo” e . Fondò il quotidiano “Cremona Nuova” poi mutato in “Il Regime Fascista”. Ricoprì la carica di Segretario nazionale del P.N.F.
Altri interessi: Una passeggiata per il centro storico alla scoperta di opere d’arte di portali artistici, di più stili, e di vecchi palazzi è molto interessante Come altrettanto interessante è la sagra del pane che si tiene il 13 giugno, ricorrenza di S. Antonio, durante la quale c’è una bella processione di gente che porta a benedire i pani, di ogni forgia per poi distribuirlo ai cittadini.
Altra sagra, quella dei peperoni fritti che si costuma all’Assunta, 15 agosto in S. Maria a Quadrano.
Piatto tipico sono i “crioli” al sugo di carne. Ottimo il “parrozzo” che una volta si costumava, oggi solo qualche anziana fa con lo stesso amore di prima, ma che comunque un forno del luogo di tanto in tanto ancora usa farlo.