Giovanni Giacomo Giulio ROMAGNOLI

Categoria: Personaggi molisani Pubblicato: Giovedì, 09 Aprile 2020 Scritto da ugo

Giovanni G.G. ROMAGNOLI

Giovanni Giacomo Vittorio Giulio ROMAGNOLI, nacque a Campobasso il 29 Luglio 1897 ,nella casa di strada S. Maria Maggiore n° 23, da Salvatore e da Filomena Fortunato, casalinga.

Dopo le scuole elementari e ginnasiali si iscrisse all’Istituto Tecnico “L. Pilla” sezione ragioneria, presso il quale frequentò fino al terzo anno. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e alla entrata in guerra dell’Italia, fu chiamato alle armi nel 1916, per cui interruppe gli studi ed arruolato ed assegnato al 94° Reggimento Fanteria. Nel giugno 1917 fu promosso aspirante ufficiale e, nel dicembre successivo, promosso sottotenente di complemento. Inviato sul fronte, partecipò alle operazioni di difesa del Piave, dove meritò la Medaglia d’Argento al V. M.

Nominato osservatore di aeroplani, nel 1918 fu destinato all’8° Gruppo Aeroplani in Albania.

Promosso tenente in s.p.e., nell’ottobre 1923, cessava di appartenere ai ruoli dell’Esercito ed entrava in quelli della neonata Arma Aeronautica.

Nel giugno 1926 veniva promosso capitano e trasferito all’Accademia Aeronautica come istruttore professionale.

Nel 1928, assegnato alla Scuola di Osservazione Aerea, nel novembre dello stesso anno veniva destinato in Tripolitania, dove assumeva il comando della Squadriglia mista della Sirte.

Durante un volo il suo aereo fu abbattuto dalla fucileria nemica, di qui il suo atto di eroismo come dalla seguente motivazione ufficiale: “Capitano pilota di una squadriglia di nuova formazione dislocata nella Sirtica, ne ottenne in breve tempo una magnifica preparazione materiale e morale, trascinandola poi con l’esempio e l’entusiasmo alle più ardite imprese durante un ciclo intenso di attività di guerra. Il giorno 12 aprile del 1929, la fucileria avversaria colpiva il suo apparecchio e lo costringeva a scendere lontano da ogni sperabile soccorso (Bir Ziden). Rapidamente circondato da preponderanti forze, rispondeva alle intimazioni di resa, incitando i compagni di equipaggio alla estrema difesa ed egli, per primo, ne dava l’esempio riuscendo in impari lotta ad infliggere al nemico sensibili perdite fino a che esaurite le munizioni veniva sopraffatto e catturato. Tempra romana di soldato e di comandante, sopportava con fierezza al grido di “Viva l’Italia!” gli oltraggi della barbara ferocia dei ribelli sino al sacrificio della giovane vita. Bir Ziden (Deserto Libico), 12 Maggio 1929.” Decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare con decreto  del 22/02/1930.

L’atto di eroismo di Giovanni Romagnoli ebbe una vasta eco in Italia e all’Estero ed a Lui fu dedicata una caserma di Roma, la strada che congiunge Corso Vittorio Emanuele con Via Roma, all’altezza di Palazzo Magno e lo stadio di Campobasso.

 

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