Giuseppe FOLCHI
Nato a Fossalto (CB) il 13 giugno 1911, da Giovanni, membro di una famiglia agiata, e da Luisa Loreto, figlia del medico condotto del paese..
Il nonno Paolo fu tra i primi ad ottenere l’autorizzazione all’insegnamento in base ad una legge ministeriale che consentiva di insegnare anche senza titolo specifico, purché si dimostrasse di averne la capacità di alfabetizzare i ragazzi delle elementari; legge varata a fine ‘800 per combattere l’analfabetismo e la carenza di insegnanti .
Non mancò alla sua formazione il contributo di cultura che gli proveniva dalla famiglia, la quale vantava la presenza di diverse professionalità e la frequentazione con personaggi come i Cirese, i Pietravalle..
Nel 1939 conobbe Colomba Preziosi, insegnante, che in seguito divenne sua moglie e gli diede quattro figli.
Si trasferì a Campobasso per continuare gli studi superiori. Qui coltivò con più interesse la sua passione per la pittura e, avendo conosciuto Romeo Musa, che gli fu maestro, aderì al movimento Futurblocco e iniziò pure a partecipare a manifestazioni artistiche , tra le quali la “ Prima Mostra Nazionale di Arte Futurista “, organizzata da Marinetti, nel 1933.
In questi anni egli fu promotore di diverse manifestazioni artistiche a cui parteciparono artisti affermati come Renato Guttuso e il molisano Amedeo Trivisonno.
La frequentazione con Antonio Trombetta, figlio del noto fotografo di Campobasso accese anche in lui la passione per la fotografia e per la cinematografia, ritraendo immagini e scene di vita paesana e mettendo a nudo problemi che assillavano la vita delle nostre popolazioni contadine.
Di questi anni il Folchi ci ha lasciato preziosi documentari come le immagini dei Misteri di Campobasso, San Basso di Termoli, la Carrese di Ururi e San Pardo di Larino.
In questo periodo entrò in contatto con Edmondo Pasquale ed Ennio De Felice e con questi fondò il Cinegruppo, grazie al quale si introdusse nel mondo del Cinema italiano.( Con De Felice girò pure un cortometraggio “Piccoli apostoli” che partecipò a un concorso indetto nella Città del Vaticano, cortometraggio che vide la partecipazione come attori di personaggi della strada e vinse un premio.)
Folchi si trasferì a Roma e frequentò gli ambienti di Cinecittà, stringendo rapporti con registi già assurti alla notorietà come Pontecorvo, Pietro Germi e Ettore Scola.
Ottenne anche di lavorare in qualità di sceneggiatore e di assistente alla regia al film Il prezzo dell’onore diretto da Ferdinando Baldi e girato interamente nel Molise.
Dopo questa esperienza Giuseppe Folchi si dedicò con maggiore vigore alla pittura e, avendo cura della famiglia, si dedicò con impegno all’insegnamento nelle scuole elementari.
In questi anni egli dipinse con diverse tecniche paesaggi, nature morte, momenti di vita contadina, ma senza tralasciare la macchina fotografica, strumento che portava sempre con sé.
Nel 1957 e nel 1958 organizzò due importantissime Mostre Collettive, una con esposizione al Palazzo De Capoa, l’altra al Convitto Nazionale Mario Pagano, l’una per la “Bottega”, l’altra per la “Tavoletta”. Partecipò pure con due sue opere alla Mostra Premio indetta dall’International American Institut di Washington, riservato agli artisti europei.
Partecipò alle prime due edizioni della Mostra di Pittura Moderna organizzata dal comune di Termoli.,manifestazione che in seguito diede vita al Museo d’Arte Moderna.
Purtroppo in seguito ad una caduta a causa della neve, Giuseppe Folchi riportò gravi danni e ci lasciò il 17 marzo 1962, a soli 51 anni.
Per i suoi meriti artistici la città di Campobasso gli ha dedicato una strada nella zona di contrada Cese, dove è sorto un nuovo insediamento residenziale.
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