GUARDIAREGIA (CB) m 730 s.l.m.
Pop756 nel 2019; Sup. Kmq 43,71; Dens.17,3. Patrono: S. Nicola.
Popolazione negli anni:fuochi: 96 nel 1532; 107 nel 1545; 109 nel 1561; 108 nel 1595; abitanti: 1664 nel 1780; 1776 nel 1795; 1881 nel 1823; 2355 nel 1861; 2307 nel 1881; 2590 nel 1901; 2657 nel 1911; 2183 nel 1931; 2285 nel 1936;2458 nel 1951; 1559 nel 1961; 1052 nel 1971; 983 nel 1981; 855 nel 1991; 783 nel 2001; 787 nel 2011; 756 nel 2018.
Origine e storia:Il nome trae origine da “guardia” ossia castello, rocca, custodia di un luogo; probabilmente il luogo da custodire era Campochiaro, poiché dal XII al XVII secolo era detto “ Guardia di campochiaro”.Il Comune era esistente nel X secolo ed era pertinenza della Contea di Molise.
Nel 1080 Ugo de Molinis fece dono alla cattedrale di Boiano di alcuni feudi tra i quali Tremonti in agro di Guardiaregia.
Nel periodo normanno signore di Guardiaregia è Guglielmo di Sessano, sub feudatario della Contea di Molise.
In epoca angioina, smembrata la Contea Guardiaregia segue le stesse vicende di Campochiaro, comunque non si hanno notizie certe sia della prima che della seconda università.
Dal 1443 al 1525 signori di Guardiaregia sono i Pandone di Boiano e di venafro.
Nel 1525 Enrico Pandone vendette Guardiaregia per 4000 ducati a Giambattista di Capua della famiglia comitale di Riccia, con rogito del8 luglio dello stesso anno.
Luigi di capua d’Altavilla vendette Guardiaregia a Carlo Franzo con atto di R. Assenso del 24 marzo 1531\.
Dalla famiglia Franzo passò passò alla famiglia Gellarulo che nel 1573 la vendette a Francesco di Gennaro per 2.000 ducati.
Di questa famiglia Guardiaregia ebbe molti titolari, fin quando passò ad una delle figlie femmine che sposò un Cimaglia della famiglia baronale di Boiano.
Se non che durante il dominio dei di Gennaro l’università reclamò al Demanio , nel 1580 , versando la somma di 6000 ducati.
L’università nominò come titolare Giacomo Sampogna. Quando salì al trono Carlo III di Borbone Campobasso e Guardiaregia erano le sole terre regie del Contado di Molise.
Notizie ecclesiastiche: Guardiaregia apartiene alla diocesi di Bojano- Campobasso, ha una sola parrocchia intitolata a S. Nicola, che ne è pure il protettore del Comune. Le chiese sono:
S. Nicola di Bari, parrocchiale a tre navate, lunga m 32, larga m 10, alta m 12; abbattuta dal terremoto del 1805 e ricostruita nel 1851. Arredata con statue di S. Nicola, S. Donato e S. Michele, S. Matteo, Sacro Cuore di Gesù, L’Assunta, ; tra gli artisti si annovera una Madonna di Paolo Saverio Di Zinno. Stupendo l’altare maggiore con una bellissima balaustra in marmo pregiato; anche gli altri due altari delle navi minori sono in marmo policromo. Tutto il complesso ha una struttura monumentale e robusta, compreso il campanile.
S. Nicola, Cappella alle falde del Monte Palumbaro, a poco più di un chilometro dall’abitato, a pianta rettaangolare lunga m 14, larga m 8; è stata ristrutturata, allargata e abbellita. In estate viene portata in processione la statua del Santo dalla parrocchiale a questa Cappella e viceversa.
Altro: Guardiaregia si trova tutta immersa nella natura ed è sede dell’Oasi Naturalistica del WWF. Molte sono le escursioni che vengono organizzate. La natura offre vedute amene, tra le quali quella sul canion del Ponte sul fiume Quirino presso il Lago di Guardiaregia.
I boschi e i prati offrono una larga varietà di specie arboree ed erbacee; basti pensare che in uno spazio di circa quattrocento metri quadri, a valle tra Guardiaregia e Campochiaro, quando andavo per fotografare le piante officinali che mamma mi insegnava fin da piccolo, trovai in quel breve spazio circa una cinquantina di piante officinali.
Il paese ha una bella chiesa; una bella fontana in pietra locale.
Alcuni manufatti in pietra sono visibili all’interno del suo Centro e un pubblico lavatoio degno di nota.
La cucina è ottima e offre, oltre ai caciocavalli e formaggi pecorini genuini, piatti di agnello e capretto,il “pollo alla creta”, paste fresche condite con sughi, funghi, tartufi, di cui il paese è ricchissimo; la pasta con orapi, altra specialità locale.
A S. Nicola c’è la sagra della pasta e fagioli. Ottimi i salumi e i prosciutti.
Inoltre è confinante con altre due località di grande interesse turistico: Sepino con la sua Altilia e le Tre Fontane e Campochiaro con la sua Oasi faunistica e la necropoli sannitica.
Per gli amanti della montagna è una perla e per gli amanti dello sci, è a pochi passi dalle piste di Campitello Matese e di Bocca della Selva.