L’angioletto senza piume
Tra le siepi irte
di questo incerto inverno
che tramontana dipinge d’azzurro
sulle macilente foglie
piange il mio cuore
e caldo un sospiro alita
e s’invola coi miei pensieri
nell’etere angoscioso.
E vestito di nero m’appari,
uomo, da quando il tuo cuore
vedovo si libò d’odio e lordure
al calice di falsi dei,
al banchetto di Sodoma e Gomorra.
Giorni cupi attendono il tuo domani
e fiumi di sangue dalle gole arse
non basteranno a tergere l’onta
recata al mio Dio dal rinnegato io.
E mi sovviene l’angelo fanciullo
che m’accompagnava per le strade
gremite d’amore, l’angioletto
con le ali senza piume
che consegnava a brandelli
la mia carne alla tacita sera.
1988
Visite: 1920