LIMOSANO (CB) m 586 s.l.m.
Pop.:710 nel 2019; Sup. Kmq 28,27; Dens. 25,11. Patrono:S. Ludovico.
Popolazione negli anni:fuochi: 132 nel 1532; 139 nel 1545; 140 nel 1561; 183 nel 1595; 120 nel 1648; 138 nel 1669; abitanti: 2008 nel 1780; 2356 nel 1790; 2600 nel 1804; 2927 nel 1835; 2484 nel 1861; 2727 nel 1881; 2523 nel 1901; 2843 nel 1911; 2673 nel 1931; 2758 nel 1936; 2954 nel 1951; 2229 nel 1961; 1337 nel 1971; 1083 nel 1981; 992 nel 1991; 926 nel 2001; 826 nel 2011; 710 nel 2018.
Origine e storia:L’abitato è di origine antichissima e pare che debba il nome ad una nobile famiglia beneventana dei Pantasia, titolare della omonima Contea nel Circondario di Larino, prima degli anni mille. Lo storico locale Francesco Bozza vuole che le origini risalgano ai tempi dei sanniti.
In tempi longobardi Limosano fa parte del castaldato di Bojano e, in seguito, alla Contea di molise.
Agli inizi dei tempi normanni signore di Limosano è Manfredi Marchisio.
Sotto il regno di Carlo I d’Angiò Limosano fu data a Rodolfo dei conti di Renan, della Franca Contea, il quale ne era titolare nel 1296.
Agli inizi del XIV secolo titolare di Limosano è la famiglia Stendardo, nella persona di Galluccio, a cui successe Acquaviva.
Al terminare del XIV secolo signore di Limosano è Riccardo Aldomoresco, che nel 1447 lo vendette a a Guglielmo di Gambatesa, Conte di Campobasso.
Quando poi il Conte Cola Monforte Gambatesa fu costretto all’esilio, Limosano tornò al Demanio e fu assegnata a al Conte di Boiano Pandone di Venafro, poi re Ferrante I l’assegnò a Giovanni D’Alagno.
In seguito Limosano fu feudo dei Piscitelli e nel 1495 fu feudo dei di Capua, esattamente a Vincenzo che era cugino del re Ferrante I.
Al terminare del XVI secolo a Giambattista Sedeolis, Precettore Fiscale di Terra di Lavoro
Dopo, in seguito ad apprzzo del Tavolario Dionisio di Bartolomeo del 10 luglio 1613, Limosano venne comprata all’asta pubblica da Fabio Campanile, la cui famiglia fu titolare fino al 1670.
Nel 1670 la famiglia Campanile vendette il feudo aDomenico Robustella, la quale dopo pochi anni se ne disfece per debiti e tornata al Demanio fu poi acquistata dalla famiglia di Grazia, il cui primo titolare fu Emanuele, a cui successe Domenico, il quale morì nel 1715 senza prole, per cui il feudo fu nuovamente messo all’asta per soddisfare i creditori.
All’asta fu acquistato il feudo dai Ceva Grimaldi, titolari di Pietracatella, che poi lo vendettero alla famiglia Venere che detenne Limosano fino all’abolizione della feudalità.
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Notizie ecclesiastiche:La diocesi di Limosano fu tra le prime istituite in terra di Molise, quale suffragata di quella metropolitana di Benevento.
Nel catalogo dei PP. Benedettini si conserva un documento in cui è menzionata la data del 1110 un
Vescovo, Gregorio “Limosanorum Episcopus”.
Nella porta di bronzo della Cattedrale di Benevento fusa tra il XII e il XIII secolo è effigiato il vescovo di Limosano, Ugone, il cui nome figura in un istrumento del 1132.
Nella bolla 22 settembre 1158 del pontefice Eugenio III o Anastasio IV la diocesi non è nominata, quindi si può pensare che fosse già soppressa.
Essa comprendeva due parrocchie una intitolata a S. Maria Maggiore e l’altra a S. Stefano protomartire, la quale ultima fu di poi abolita con R.D. 8 maggio 1809. Il patrono del Comune è S. Ludovico vescovo di Tolosa.e si festeggia il 19 agosto.
Le chiese sono:
S. Maria Maggiore, attualmente chiusa. Essa era l’antichissima Cattedrale , all’origine a due navate, poi ridotta ad una sola nave.
S.Francesco d’Assisi, al centro del paese, attualmente è la sede parrocchiale e faceva parte del Monastero dei PP. Cappuccini Conventuali, costruita nel 1312. Il Convento fu poi chiuso con provvedimento del 1800, riaperto nel 1821 e chiuso nuovamente nel867 e ceduto al Demanio Comunale. Nell’interno molti sono i segni di architettura barocca; si possono notare cinque medaglioni su tela che adornano il presbiterio e il Coro. Bei confessionili in legno noce artisticamente lavorati. Ricchissima di statue, tutte di gran pregio; si custodisce un’urna con il corpo di S. Cristinziano.
Personaggi illustri: Igino Petrone,nato a Limosano il 21 settembre 1870 , si laureò nel 1891 in legge all’Università di Napoli.
Nel 1894 ottenne la libera docenza in Filosofia del Diritto all’Università di Roma e nel 1897 ottenne la nomina a Professore presso l’Università di Monaco. Nel 1900 fu profesore ordinario all’Università di Napoli.
Fu professore molto apprezzato e amato dai suoi allievi.
Tra le sue pubblicazioni si ricordano: “La filosofia politica contemporanea” del 1892 e nel 1893 pubblicò “La terra nell’odierna economia capitalistica” e nel 1895 “ La fase recentissima della Filosofia del diritto in Germania”. Molti furono i saggi da lui pubblicati, tra i quali si ricordano “Il valore d’una psicogenesi della morale”, “La Filosofia del diritto al lume dell’idealismo critico”, “Le nuove forme dello scetticismo morale”, “ La storia interna e il problema presente nella filosofia del diritto”, “ Il diritto nel mondo dello spirito”.
Socio della R. Accademia dei lincei, massima istituzione italiana, morì a S. Giorgio a Cremano il 25 luglio 1915 e riposa a Limosano, suo paese natio, dove in piazza si erge un monumento a lui dedicato. A Campobasso è a lui intitolata launa delle Scuole Medie.
Altro:.Limosano domina la bellissima valle del Biferno. Interessante da visitare il centro storico, che pure se in parte non ben curato, mostra diversi manufati in pietra. Interessante è la Chiesa di S. Maria Maggiore, antichissima, anche se per ora non usufruibile. Stupenda per arredi e per motivi architettonici la chiesa di S. Francesco.
La gastronomia locale offre ottimi biscotti, ottimi vini e piatti caratteristici del luogo.