MAFALDA (CB) m 460 s.l.m.

Pop.: 1160 nel 2019; Sup. Kmq 32,61; Dens. 35,57. Patrono:S. Valentino.
Popolazione negli anni:fuochi: 65 nel 1532; 67 nel 1545; 108 nel 1595; 50 nel 1648; 35 nel 1669; abitanti: 731 nel 1780; 1053 nel 1835; 2042 nel 1861; 2393 nel 1881; 2585 nel 1901; 2944 nel 1911; 2255 nel 1931; 2438 nel 1936; 2609 nel 1951; 2141 nel 1961; 1869 nel 1971; 1794 nel 1981; 1607 nel 1991; 1340 nel 2001; 1231 nel 2011; 1160 nel 2018.
Origine e storia: L’abitato ebbe il nome originario dalla sua posizione su un colle all’altitudine di m400 al di sopra del Fiume Trigno, per cui fu chiamato “Ripalta”.
In epoca angioina è detto “ Trespaldum”, che però rimase disabitato fino al XV secolo. Rifiorì dopo la metà del secolo su interessamento della famiglia comitale degli Evoli, che fecero affluire popolazioni slave per coltivarne la terra; popolazioni che peraltro si integrarono subito con gli abitanti locali, tanto da dimenticarne presto la loro lingua slava, come affermano sia il Giustiniani nella sua pubbliacazione del 1797 e sia il Galanti nel 1780.
Con R.D. 7 0ottobre 1903, il Comune è stato autorizzato ad abbandonare il vecchio nome di Ripalta sul Trigno in quello di Mafalda, in omaggio alla principessa, figlia di V.Emanuele III.
Nome confermato di recente anche da un referendum popolare.
Ripalta (oggi Mafalda) fu feudo della famiglia d’Alitto o de Leto, di origine normanna dalla seconda metà del XIII secolo fino a Roberto d’Angiò.
Nel 1457 Alfonso I d’Aragona assegnò Mafalda ad Andrea d’Evoli, della famiglia comitale di Castropignano, il quale fece affluire popolazioni slave per la coltivazione dei terreni.
Agli inizi del XVII secolo Mafalda fu venduta ad Alfonso Piscitelli per il prezzo di 28.000 ducati.
Dopo la sua morte avvenuta nel 1637 , Mafalda fu venduta alla famiglia Caracciolo di Celenza , che furono pure signori di Agnone e di Guglionesi.
Verso la fine della seconda metà del XVII secolo Mafalda passò ai Coppola dei Cenzano famiglia ducale che la tenne in feudo fino alla eversione della feudalità. Gli stessi furono pure signori di Montefalcone del Sannio.
Nel 1860, il 9 ottobre, i reazionari di Mafalda insorsero uccidendo Antonio Castaldi, Capitano della Guardia nazionale, e suo figlio.
Notizie ecclesiastiche. Mafalda dalle origini appartiene alla diocesi di Termoli-Larino e comprende una sola parrocchia intitolata a S. Andrea. Patrono del Comune è S. Valentino.
Chiesa di S. Andrea Apostolo, edificata nel XII secolo, distrutta dai terremoti e riedificata dopo il 1456 e ancora danneggiata dal terremoto di S.Anna del 1805 e ricostruita, ad unica navata presenta uno stile barocco con una bifora e torre campanaria di stile romanico sulla facciata.
All’esterno ammirevole è la porta in bronzo
All’interno molti sono i segni dello stile barocco e le statue di Tonino Crecchiano da Sant’Eusanio. Ammirevoli le quattro tavole rappresentanti “Cena a Emmaus”, “Ruth”, “Pellicano” e “Giovani di Escol” . L’altare maggiore realizzato con marmi policromi. Interessante è la statua del Santo titolare della Parrocchia.
Altro: Il paese offre una bella passeggiata al suo interno dove si possono ammirare la Chiesa di S. Andrea apostolo e il palazzo baronale, che ancora presenta aspetti dell’epoca medievale. Si possono anche ammirare i ruderi dell’antico monastero dei Paoletti.
In estate si organizzano manifestazioni popolari tra le quali “La festa dell’emigrante”.
Le altre feste hanno carattere religioso, come la rappresentazione della Sacra Famiglia che si tiene il 19 marzo. La gastronomia offre i “Ciell arrechine”, pasta dolce ripiena con mostocott, o miele e mollica di pane; la porchetta è ottima come pure la ventricina che si accompagna con l’ottimo vini “Tintiglia”.
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