METTIMMECE D'ACCORDE E CE VATTIMME

Categoria: Articoli e Recensioni Pubblicato: Mercoledì, 11 Maggio 2016

 

premiazione Faticat

METTIMMECE D’ACCORDE E CE VATTIMME, l’ultima commedia portata in scena al Teatro Savoia di Campobasso dalla Compagnia Terza Classe del DLF

Non ho mai riso e sentito ridere tanto come domenica sera, 8 maggio, al Teatro Savoia, dove è andata in scena la commedia Mettimmece d’accorde e ce vattimme di Gaetano Di Maio, per la regia di Patrizia Civerra, attrice ben nota al pubblico campobassano che da anni la segue con affezione.

La commedia strutturata in due atti e incentrata sulle traversie di una comune famiglia piccolo borghese napoletana; a dire il vero, in questa rappresentazione Patrizia Civerra ha avuto la buona idea di farne una famiglia mista, lei campobassana e lui e il resto dei personaggi tutti napoletani. Si può immaginare quale sia stato l’effetto, peraltro voluto, come dicevo, quando alcuni motti sono stati pronunciati in dialetto locale: più di qualcuno non ha mai smesso di ridere.

La famiglia composta dai coniugi Geppino, interpretato da Sebastiano Iannone , e Margherita (Patrizia Civerra), dalla cognata Cristina (Tonia Anzini), la figlia Marisa (Monica Chiarizia), il padre Alfonso ( Michele Formica), ha rapporti di ogni genere con avv. Sarappa (Massimiliano Caliendo), sig. Persichetti (Nino Caminiti), collega di lavoro di Geppino dal quale cerca di recuperare un prestito, avv. Stenda (Robertino De Gennaro), un personaggio suigeneris Osvaldo (Antonio Fratipietro), una escort Memette (Dina Del Gaiso), Donna Grazia (Tina Cofelice), un prete padre (in tutti i sensi?) don Lucio (Luigi Montalto), la guardaporta Concettina (Rosaria Candela), la zia monaca (Tina Calcutta), il Portinaio (Dario Di Vincenzo). Nel dipanarsi della trama si alternano tutta una serie di malintesi e doppi sensi e le simpatiche e, a volte, patetiche battute dell’anziano genitore, che a causa di una paventata separazione del figlio con la nuora si schiera dalla parte di quest’ultima, per una mancanza di rispetto

di cui il figlio si rende responsabile. Non manca neppure una cosiddetta entratura con conseguente rottura di fidanzamento tra la figlia Marisa e il figlio di donna Grazia e del prete don Lucio.

Ma a rendere più drammatica la situazione sono le lettere anonime che denunciano il tradimento di una donna e recapitate per errore a Geppino, il quale si studia il modo di poter ottenere la separazione per colpa da Margherita. Infine tutto si risolve per il meglio, grazie al chiarimento del contenuto delle lettere che parlano di incontri che avvengono tra sabato e domenica, contenuto su cui Geppino e Margherita dibattono animatamente, ma che non si riferiscono ai giorni della settimana (come sarà chiarito) bensì a nomi propri di persona: il marito tradito non è Geppino, ma il suo avvocato la cui moglie è Domenica, mentre l’avvocato avversario è il traditore Sabato, per cui i coniugi si riappacificano e la zitellla Cristina si fidanza con Osvaldo (nonostante la sua inconfessabile vergogna); si ricompone pure il fidanzamento tra Marisa e il figlio del prete e tutto finisce a tarallucci e vino, come ogni farsa che si rispetti. L’unica cosa che non ho capito, ma il signor Persichetti, è riuscito a ricuperare il prestito di cinquecentomila lire fatto a Geppino? Boh!

Brillante la commedia, brillanti gli attori tutti, pur sottolineando le interpretazioni di Sebastiano Iannone, Patrizia Civerra e Michele Formica.

Complimenti pure a Tina Cofelice, Tina Calcutta e Dario Di Vincenzo per le scene; a Clementina Gioia per i suoni, a Deborha Napoleone per il trucco e alla suggeritrice Carmela Trivisonno e a tutto lo staff del Teatro Savoia per le luci e tutto il resto.  

Campobasso 9 maggio 2016


La compagnia ringrazia il pubblicoLa compagnia

           MettimmscenAI PROTAGONISTI avvocaMettimmecei due avvocati

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