MIRANDA (IS) m 860 s.l.m.

Pop.:983 nel 2019; Sup. Kmq 22,15; Dens. 44,38. Patrono:Sant’Antonio di Padova.
Popolazione negli anni: fuochi: 91 nel 1532; 104 nel 1545; 120 nel 1561; 157 nel 1595; 147 nel 1648; 70 nel 1669; abitanti: 1730 nel 1780; 2063 nel 1795; 2154 nel 1835; 1983 nel 1861; 2018 nel 1881; 2003 nel 1901; 1995 nel 1911; 1454 nel 1931; 1414 nel 1936;1465 nel 1951; 1303 nel 1961; 1184 nel 1971; 1163 nel 1991; 1083 nel 2001; 1064 nel 2011; 983 nel 2018.
Origine e storia:Sull’origine del nome non ci sono elementi che possano essere interpretate con certezza, per cui azzardo che l’origine derivi dal paesaggio che si poteva ammirare dalle due antichissime torri di cui allo stemma del paese. Il territorio senza dubbio era già abitato in epoca romana, visto il ritrovamento di una stele del I sec. d.C. scoperta dallo studente Raffaele Pizzi e recuperata solo nel 1968, poiché una leggenda voleva che se la stele si fosse capovolta il paese sarebbe stato subbissato da violenti temporali, ciò poiché dopo il ritrovamento su Miranda si riversò una tempesta mai vista prima.
In epoca longobarda faceva parte della Contea d’Isernia e in epoca normanna e sveva a quella di Molise.
In epoca angioina l’università fu concessa in feudo a Giovanni di Giussa o de Grosse, per quota parte e per altra quota ad Andrea d’Isernia, con privilegio di Carlo II d’Angiò.
Nel 1297 Andrea d’Isernia stipulò una permuta con de Giussa, cedendogli il castello di Croce in cambio della porzione feudale di Miranda, realizzando così il possesso integrale.
Andrea che fu un grande giurista morì nel 1316 e a lui successe il figlio Tommaso.
Nel 1445 Alfonso I d’Aragona assegnò Miranda a Nicola di Somma, la cui famiglia era feudataria di Castellino del Biferno. Questa famiglia diede per titolari di Miranda i seguenti:
Nicola. Concessionario;
Giovanni, figlio di Nicola vivente nel 1455;
Troiano figlio primogenito di Giovanni, morto nel 1525, il quale nel 1524 iniziò la costruzione del campanile della Chiesa della SS. Annunziata in Napoli, che fu portato a termine nel 1569.
Silvia, nipote di Troiano la quale fu privata del feudo per fellonia, nel 1528.
Nel 1528 Miranda, incamerata alla R. Corte fu concessa dal Viceré Principe d’Oranges a Luigi Scriviano.
Nel 1542 Miranda giaceva ancora una volta nel Demanio ed esposta all’asta, rimase aggiudicata a Niccolò di Somma per 9.000 ducati. Niccolò di Somma era cugino del genitore di Silvia ed ebbe successori i seguenti:
Vincenzo, titolare nel 1561; e Giambattista che ebbe il titolo ducale.
Giambattista, essendo deceduto senza prole, lasciò erede il figlio della sorella Giovanna, maritata Crispano, di nome Pietro Antonio, la cui famiglia era signora di Tufara.
Pietro Antonio morì senza eredi diretti e il feudo fu ereditato dal fratello Marcello, il quale risulta titolare nel 1640. Marcello non ebbe figli maschi e il feudo fu ereditato dalla figlia che andò sposa a uno dei Caracciolo.
Di questa famiglia titolari di Miranda furono:
Giulio Cesare, figlio di Silvia Crispano che nel 1791 divenne signore di Valleporcina (in agro di Colli al Volturno) e di Montaquila;
Francesco, figlio di Giulio Cesare che esulò in Austria e ne fece ritorno quando il regno fu conquistato da Carlo III. Questi nel 1744 acquistò Venafro;
Marianna, figlia di Francesco, la quale andò sposa a Francesco Caracciolo duca d’Atripalda, morto il 4 giugno 1786;
Gaetana, figlia unica erede di Marianna, ultima titolare del feudo che morì nel 1810. Costei, rimasta vedova nel 1796 di Ferdinando Caracciolo Principe di Torella, passò, l’anno successivo, in seconde nozze con Onorato Gaetani dell’Aquila d’Aragona, figlio secondogenito del duca di Laurenzana, col quale ebbe una figlia a cui impose il nome Marianna.
Marianna Gaetani fu unica erede dei beni e dei titoli nel 1810 e nel 1822 sposò Giuseppe dei Medici Principe d’Ottaviano e morì il 28 febbraio 1881.
Note: nell’agro di Miranda c’erano tre ex feudi: Petrara, Pericoli, dove vi sorgeva un villaggio abbandonato forse a causa del terremoto nel 1455; Usciano o Visciano, ugualmente abbandonato nel 1455, evidentemente per la stessa causa.
Notizie ecclesiastiche: Miranda fa parte della diocesi d’Isernia, ha una sola parrocchia intitolata alla Vergine Assunta e per patrono del Comune S.Antonio di Padova. Le chiese sono:
L’Assunta, edificata nel 1493, su ruderi d’una preesistente, a tre navate, di cui la mediana lunga m 28, larga m 12, alta m 8, mentre le due laterali sono larghe m 4 e alte m 6.
La chiesa ebbe diversi restauri, uno importante nel 1798 e l’altro del 1919 coi quali fu abbellita la facciata, come risulta anche dalla iscrizione sul timpano Piae fidelium oblationes restaurarunt MCMXIX. Contiene due altari, il maggiore dotato di un ricco parato di ottone dorato donato dal Principe Francesco Caracciolo e quello di S.Antonio in pietra antica di Sicilia. Tra gli arredi due statue del Colombo e una tela d’ignoto, raffigurante il Nazareno con S Pietro e S. Paolo.
,S. Antonio, fondata nel 1847 per volontà dell’arciprete Alfonso Patriarca, dove c’è una campana della Fobderia Marinelli di Agnone, donata dagli emigrati in argentina e l’altare in marmi policromi donato dalla duchessa Teresa Granito di Belmonte,
Santa Lucia, a due chilometri dall’abitato sulla montagna e alle falde delle Coste Grandi; La leggenda vuole che la Santa si fosse rifugiata per sfuggire ai suoi persecutori e nascostasi nella vicina Grotta. Qui, l’ultima domenica d’agosto si festeggia ed è meta di gitanti.
S.Domenico, piccola cappella fondata nel1798.
Altro: nel centro storico si può ammirare la chiesa di S.Maria Assunta, con la bella facciata e con le statue del Colombo e la tela di ignoto, ma bella e interessante; i ruderi del castello e alcune opere in pietra sparse per i vicoli e le stadine. Tutt’intorno il paesaggio è stupendo e forse, come dicevo, è il motivo del suo nome. A maggio c’è la sagra del formaggio pecorino che attrae visitatori, mentre in agosto si organizzano manifestazioni culturali. In aprile,la popolazione usa festeggiare il lunedì di Pasqua presso la Chiesa di S. Lucia, mentre a Dicembre, il 13 appunto, sempre presso questa località si svolge una importante fiera.La gastronomia offre ottimi piatti di agnello, capretto e latticini e il clasico piatto di “ sagne e fasciuole”, e piatti di pasta fatta in casa e condite con sughi a base di funghi e tartufi.
Bellissime le vedute verso Isernia e verso Pesche; interessanti i paesaggi ameni andando verso Carovilli, altro versante della montagna, che permette anche la visita del Parco forestale di Monte di Mezzo, in territorio di Vastogirarrdi, con il Museo dei Carabinieri forestali.
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