MONACILIONI (CB) m 590 s.l.m.

Pop.:493 nel 2019; Sup. Kmq 27,21; Dens: 18,12. Patrono: San Rocco e Santa Benedetta.
Popolazione negli anni: fuochi 136 nel 1545; abitanti 1200 nel 1795; 2802 nel 1835; 2573 nel 1861; 2698 nel 1901; 2380 nel 1911; 1929 nel 1936; 2027 nel 1951; 1633 nel 1961; 980 nel 1971; 553 nel 2011.
Origine del nome: il nome trae origine da una chiesetta intorno alla quale era sorto un piccolo agglomerato di case contadine, già esistente nel XII sec, nella quale c’era un santo monaco benedettino che avrebbe dato il nome al “Castrum Monachi Leonis” del sec XIII; monaco che sarebbe coevo di S. Adamo che si venera a Guglionesi e S. Pardo che si venera a Larino. Onde per cui, molto giustamente, come rilevava il Tria in “Memorie storiche civili ed ecclesiastiche della città e della diocesi di Larino, Roma Zampei 1744 (Libro I, Cap III,7), sarebbe lo stesso venerato a S. Martino in P. col nome di S. Leo.Il nome, nel tempo fu detto Moncilione nel Catalogo Borrelli ed anche Monceglione, fino ad arrivare al nome attuale. Lo stemma del Comune riporta l’incontro di un monaco con un leone sormontato dalla corona marche sale.
Notizie storiche: Nel periodo longobardo Monacilioni appartenne al ducato di Benevento. Nel periodo normanno Monacilioni fu terra dei Conti di Molise ed ebbe come sub feudatario Riccardo di Guasto come si desume dal Catalogo del Borrelli, ove, a proposito di Pietracatella, si legge “ Riccardus de Guasto, sicut dixit demanium suum (omissis) de Preta et de Catella (omissis) et de Montilone feudum I militis” , come molti convengono Montilone sarebbe per Monacilioni.
La signoria dei Conti di Molise durò in Monacilioni tutto il periodo svevo, dopo l’univarsità passò feudo dei Conti di Campobasso. Alla fine del sec IV Monacilioni venne assegnata in feudo a Tommaso Boccapianola e fino al 1553 ebbe signori di questa famiglia, che erano anche feudatari di Pietracatella. In questo anno la madre di Giovanni Fabrizio di Capua alienò Monacilioni a Felice di Gennaro, il quale lo cedette nel 1561 a Giovanni Alberto Locatelli di Bergamo., il quale, a sua volta, lo vendtte ad Antonio Brancia., la cui famiglia fu titolare del feudo fino al 1806, anno in cui entrò in vigore la legge sulla eversione della feudalità per cui il feudo passò di pertinenza alla università.
Durante il Regno d’Italia il titolo marchesale di Monacilioni è portato dal principe di Torella Nicola Caracciolo , nato a Napoli il 25 giugno 1888 figlio Giuseppe e di donna Luisa Eugenia Murat ( ed il nome dice tutto).
Notizie ecclesiastiche: Monacilioni appartenne all’archidiocesi di Benevento fino alla entrata in vigore del decreto della Sacra Congregazione per i Vescovi n. 122 del 21 gennaio 1983 ( di fatto dal ottobre 1983) che la trasferisce alla diocesi di Campobasso-Bojano e consta di una sola parrocchia Santa Maria Assunta; il patrono del Comune è S. Rocco; la compatrona è Santa Benedetta vergine e martire. Ha le seguenti chiese:
S. Maria Assunta: .Questa chiesa risalente al 1200 era a croce greca.
Il braccio maggiore diviso in tre navate.
Al suo interno si conservavano le reliquie di S. Benedetta, che assieme a S. Rocco, sono molto venerati.
Ogni 25 anni è effettuata una speciale processione delle reliquie della martire.
Un’antica campana portava incisa la data del 1200.
Il titolo appare per la prima volta in un registro parrocchiale del 1575.
La chiesa fu ampliata nel 1744..
Questa Chiesa fu demolita in seguito ai numerosi danni provocati dalla frana (1964) e dal successivo terremoto ed è stata ricostruita (1961) alla periferia di Via Mazzini, dove ha trovato sito anche il nuovo Municipio.
Santa Reparata: chiesa antica quasi come la vecchia parrocchiale demolita, nel centro abitato dove si custodisce il corpo di Santa Benedetta.
Madonna della neve: una piccola chiesetta di campagna, sita nell’antico feudo di Centocelle, di proprietà degli eredi dei Caracciolo, che provvedono alla sua manutenzione.
S. Michele: Cappella di campagna in contrada Cappella San Michele, ove ugualmente si festeggia il giorno 8 Maggio.
Incoronata: è una piccola cappella sita in località chiamata, per l’appunto, Contrada della Madonna. Questa cappella era mantenuta su a devozione di Pasquale Tartaglia, il quale, a suo tempo, ebbe a ripristinarla al culto, dopo essere scampato a morte sicura in seguito a grave infortunio , come riferisce il Masciotta in “Il Molise dalle origini ai giorni nostri”. Qui la popolazione vi si recava in pellegrinaggio l’ultima domenica di Aprile.
Altre notizie: Poiché il centro storico è stato tutto demolito, Monacilioni non presenta particolari attrattive se non l’accoglienza della popolazione nei giorni di festa ed in particolare a Santa Benedetta , alla cui festa è abbinata la Sagra della soppressata.
In tutte le feste il Comitato ha chiamato ad esibirsi, da sempre, validi complessi bandistici.