MONTAGANO (CB)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Domenica, 31 Maggio 2020 Scritto da ugo

MONTAGANO (CB)  m 806 s.l.m.

montagano stemma

fotoPop. nel 2019:1040; Sup. Kmq 26,62; Dens. 39,07. Patrono:Sant’Alessandro.

Popolazione negli anni:fuochi: 109 nel 1532; 117 nel 1545; 167 nel 1595;  150 nel 1648; 119 nel 1669; abitanti: 2228 nel 1780; 2850 nel 1795; 3082 nel 1835;  3411 nel 1861;  3925 nel 1881;  3487 nel 1901;  3107 nel 1911; 2821 nel 1936; 2835 nel 1951; 2315 nel 1961; 1513 nel 1971; 1525 nel 1981; 1387 nel 1991; 1248 nel 2001; 1150 nel 2011; 1040 nel 2018.

Origine e storia: Il nome del paese gli deriva dalla posizione amena che domina da un lato la vallata del Biferno fino ai monti abruzzesi e dall’altro con sguardo verso Ripalimosani  e Bojano.

Infatti in un antico diploma del 1039 firmato da Pandolfo III e Landolfo VI  ( con questo Privilegio i principi beneventani concedevano di essere libero comune rurale) viene nominato Mons Aganus cioè Monte Ameno;  ed ancora  nel sec XV  con diploma  del 1496 Re Federico d’Aragona lo cita come Montis agani ( stessa dicitura declinata al genitivo); per cui credo non vi siano dubbi sulla origine del nome. Certamente, in base anche ai tanti reperti lapidei ritrovati nella zona, hanno ragione i montaganesi a ritenersi gli eredi della antica Fagifula , ma io penso, però,  che la città sannitica fosse più a valle e che dopo le persecuzioni alcuni abitanti abbiano trovato riparo nell’immensa foresta a monte e di lì, poi, abbiano fondato l’attuale abitato.

Durante la dominazione longobarda Montagano fu aggregata al ducato di Benevento e fu capoluogo  della Contea. Signore di Montagano fu Ugo di Castropignano, fratello di Giuliano, feudatario di Castropignano.  Così si rileva dal Catalogo borrelliano che  distintamente cita il ducato di Montagano.

Durante il periodo svevo Montagano viene assorbita alla contea di Molise. Nel 1239 signore di Montagano fu Simone di Santangelo.

Nel 1250, riferisce Matteo Spinello, che Lione di Montagano, figlio di Simone  si recò a rendere omaggio a Re Manfredi; Lione è il primo che storicamente porta  il nome di Montagano.

Alla morte di Simone, la casata si divise in due rami: uno  quello di S. Angelo in Grotte con capostipite Nicola; l’altro quello di Montagano con Corrado. Nicola e Corrado furono i due figli successori di Simone.

La famiglia di Montagano tenne il feudo fino al 1477, anno in cui morì Giovanni di Montagano, senza prole per cui i suoi feudi tornarono al Demanio.

Il Demanio concesse i feudi a Gherardo Felice Appiano per 22.000 ducati.  

Poiché questi si macchiò di fellonia nei confronti di Re Ferrante d’Aragona, il Re diede ordine  a Giacomo Sanfelice, membro del Consiglio Collaterale di prendere possesso delle terre di Montagano per con to del Real Fisco. Dopo con  diploma del 24 novembre 1495, datato da Sarno, concesse la Contea ad Andrea di Capua duca di Termoli.

La Contea  nella concessione era ridotta  alle università di  Montagano, Guardialfiera, Castelmauro, Provvidenti, Ripabottoni,Campolieto, Frosolone, Chiauci, Matrice, Limosano, S. Giuliano di Puglia, Lupara, Salcito e il feudo disabitato di Pietravalle.

Successore di Andrea fu il figlio Ferrante, il quale nel 1521 , con atto del 31 luglio vendette Montagano ad Annibale di Capua, suo zio.

Annibale ebbe per moglie Lucrezia Arcamone e morì nel 1530 e gli successe il figlio Vincenzo che ebbe per moglie Maria di Capua,  secondogenita di Ferrante.

Vincenzo morì nel 1558 e gli successe il figlio Ferrante, che vendette il feudo nel 1606 a Vittoria di Capua, duchessa di Bisaccia, maritata con uno di casa Pignatelli. Il prezzo fu di ducati  28.000.

I Pignatelli furono signori di Montagano per una quindicina d’anni, fino a quando vendettero a  Luigi Capece il feudo per 23.000 ducati, nel 1619...

Luigi Capece rivendette Montagano all’avvocato Scipione Vespoli per la somma di 24.000 ducati.

La famiglia Vespoli ottenne il titolo di marchese e lo conservò fino alla data della eversione della feudalità, anno 1806.   

 

Notizie ecclesiastiche:Montagano agli inizi è stata pertinenza della diocesi di Bojano, ma nel  XIII sec fu pertinenza  di Benevento che aveva diritti anche su Faifoli ai tempi in cui papa Celestino V fece professione di fede. Poi tornò ad essere pertinenza di Bojano- Campobasso; ha una sola parrocchia intitolata a Santa Maria Assunta. Il patrono del Comune è S. Alessandro martire.

Le chiese sono:

S.Maria Assunta: di antica fondazione, è la parrocchiale del comune, a croce latina, divisa in tre navate, lunga m 32 e larga m 16, alta ai lati m 7; è ricca di arredi, statue, e dipinti, e legni; un bel coro e all’interno si conserva una sacra reliquia: un pezzo del  SS.Legno della Croce. Nel corso degli anni ha subito diversi danni in seguito a terremoti e più volte è stata restaurata.

S.Antonio di Padova: edificata nel 1456 e restaurata nel 1656 e nel 1888 .

Nome di Maria: edificata nel 1690 dalla Congregazione omonima; abbattuta e ricostruita nel 1880 L’altare maggiore è dedicato alla Vergine Maria, mentre quelli laterali a S. Michele Arcangelo e a Sant’Anna. Attualmente è chiusa per i danni del terremoto del 2002.

S.Maria di Faifoli: a un paio di chilometri dal paese e verso il Biferno su una strada di raccordo con la Bifernina è sita l’antica Badia benedettina. Celebre per aver accolto novizio fra Pietro Celestino Angelerio, venuto alla ribalta come papa Celestino V e cantato da Dante come “ il papa che fece il gran rifiuto”; certamente Dante non lo aveva in simpatia poiché riteneva che a causa sua dovette subire l’esilio da Firenze. Ma la storia dice tutt’altro: fu un papa che tenne la schiena diritta, non volle accettare compromessi.

La costruzione risale al 1134, con un bel portale gotico, interno a tre navate di cui quella centrale più larga  e tutt’intorno testimonianze di pietre che facevano parte del giardino del Convento: un bellissimo pozzo e alcune colonne. All’interno la Madonna della Transumanza o della Neve, statua lignea di antica fattura..

Altri interessi:Oltre alla visita del centro storico ricco di lavori in pietra e la visita della chiesa parrocchiale, molto interessante, è da vedere il palazzo ducale, che seppure non in buona conservazione ma interessante per forma ed estensione. Il Monumento ai Caduti.

Montagano ha da sempre coltivato l’arte e la cultura, in genere, per cui oggi vanta un bel Coro e una splendida Filodrammatica.

Il moscato della antica casa vinicola Janigro, sia il passito, sia quello da tavola, non mancava mai nelle fornitissime cantine della Casa Reale Inglese ed Italiana. Anche i pomodori e i legumi di Montagano sono ricercati.  Il fiadone, rustico pasquale molto saporito, salumi e prosciutti hanno sempre onorato le tavole dei montaganesi.  

Galleria Foto:

Blasone-fam-scomit
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Cappella-a-destra
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Faifoli-Crocestazionaria
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Faifoli-il-_pozzo
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Faifoli-prospetto
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Municipio
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SMarAss-scorciocampanile
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SMaria-Ass-porta
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SMaria-Assun-altare
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SMariaAssunt-altare
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SMariAssunn-Addolorata
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SMarissun-Coroergano
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SMarissun-Crocefisso
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SMarissunt-Immacolata
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SMarissunta-altare-maggiore
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SMarisun-part-altare
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SMarisun-tabernacolo
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SMarisunt-pulpito
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SSNomeMaria
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Statua-Redentore
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