MONTEMITRO (CB) m 508 s.l.m.
Pop.: 336 nel 2019; Sup. Kmq 16,30; Dens. 21. Patrono: Santa Lucia.
Popolazione negli anni:fuochi: 34 nel 1545; 32 nel 1648; 24 nel 1669; abitanti: 460 nel 1780; 600 nel 1795; 628 nel 1835; 849 nel 1881; 1006 nel 1901; 1017 nel 1911; 905 nel 1931; 915 nel 1936;906 nel 1951; 874 nel 1961; 749 nel 1971; 624 nel 1981; 554 nel 1991; 468 nel 2001; 454 nel 2011; 329 nel 2018.
Origine e storia: Nel Chronicon Cassinensis si cita “Mons Mitulus” a proposito di un convento esistente quivi; però la prima notizia che abbiamo risale al 1276 quando ne fu investito come feudatario Gentile della Posta. In seguito si chiamò Monte Mitulo, poi S. Lucia di Monte Mitulo, indi Monte Mirto, nel 1648 ed infine Montemitro, come attualmente.
Nel XV secolo signore di Montemitro è uno della famiglia Carafa.
Verso il declinare del XVI secolo Montemitro è feudo della famiglia del Tufo e segue le stesse vicende di Montefalcone.
Nel 1608 Montemitro e Montefalcone furono cedute ad Alessandro Gallo, alla quale famiglia ancora risultano i due feudi intestati nel 1648.
Alla famiglia Gallo, successe un nipote del ramo femminile della famiglia, appartenente ai Gargano, Principi di Durazzano, col titolo marchesale; famiglia che si estinse con Luisa Gargano, moglie di Mariano d’Evoli duca di Castropignano nella metà del secolo XVIII.
Però Montemitro nel 1670 ha per titolare Andrea Coppola dei duchi di Canzano, a cui successe Nicola e infine Andrea juniore, consorte di di Laura Caracciolo.
Andrea juniore durante un soggiorno presso la baronessa Olimpia Frangipane di Castelbottaccio fu arrestato perché sospettato giacobino e deportato a Napoli, dove fu liberato solo nel 1798. In seguito il generale Championnet lo inviò quale ambasciatore presso la Repubblica Romana.
Dopo la restaurazione Andrea Coppola era Direttore delle Acque e Foreste.
Comunque Lui fu l’ultimo titolare del feudo di Montemitro e Montefalcone.
Notizie ecclesiastiche: Montemitro è stata sempre pertinente alla diocesi di Termoli, ha una sola parrocchia dedicata a S. Lucia, che ne è anche Patrona del Comune e che si festeggia l’ultimo venerdì di maggio. Le chiese sono:
S. Lucia, parrocchiale ricostruita su antico tempio del XIV secolo,di cui si nota un portale gotico, su ingresso secondario e una tela raffigurante la Santa, di ottima fattura ad opera di pittori di scuola napoletana.
La chiesa è a pianta rettangolare, ad una sola nave, corredata di altari marmorei policromi e un cappellone dedicato alla Santa Patrona.
Cappella di S. Lucia, a circa 3 chilometri dal paese.
Una volta erano presenti altre due chiese ora diroccate:S. Maria delle Grazie e S. Angelo.
Altro: Il piccolo centro è noto per la conservazione della sua parlata di origine croata e per le numerose botteghe artigiane in cui si tessono coperte. Interessante la chiesa di S. Lucia.
Caratteristica la Sagra dei dolci che si tiene nella Domenica in albis, quando si offrono gratuitamente i dolci a tutti i presenti. A Ferragosto si tiene la sagra degli Spaghetti insieme ad una mostra artigianale e fotografica.
La Ventricina del luogo è uno dei salumi caratteristici, ma sono ottime anche salsicce e soppressate. Piatto tipico è il “Buck shcavun” preparato con pane raffermo, mandorle , noci tritate, vino e miele.
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