MONTENERO DI BISACCIA (CB)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Lunedì, 01 Giugno 2020 Scritto da ugo

MONTENERO DI BISACCIA (CB)  m 273 s.l.m.

montenero di bisaccia stemma

Pop::6490 nel 2019; Sup. Kmq 93,32; Dens. 70. Patrono: S. Matteo Apostolo.

Popolazione negli anni: fuochi: 229 nel 1532; 323 nel 1545; 379 nel 1561; 391 nel 1595; 300 nel 1648; 204 nel 1669; abitanti: 2500 nel 1795; 2498 nel 1835;  3734 nel 1861; 4731 nel 1881; 5494 nel 1901; 5672 nel 1911; 6067 nel 1931; 6850 nel 1936; 8151 nel 1951; 7200 nel 1961; 6757 nel 1971; 7310 nel 1981; 7137 nel 1991; 6698 nel 2001; 6649 nel 2011; 6413 nel 2018.

Origine e storia: Il nome trae origine dal Monte Nero, il colle ove poi si trasferirono le popolazioni che avevano abbandonato Bisaccia per rifondarsi sul vicino colle, per l’appunto chiamato Monte Nero. Quindi  il nome ha origine dall’unione delle due località Montenero di Bisaccia.

La sua origine è anteriore al IX secolo e ha subito le diverse incursioni saracene.

Una notizia certa  della sua esistenza nell’anno 872 è che si attesta che in quell’anno  era dipendenza  dell’Abbazia di S. Maria  a Caleno, sita nel Gargano.

 In seguito, dal Catalogo Borrelliano si  rileva che nel 1187 ne è signore Riccardo d’Agnone,il quale  detiene Bisaccio e Monte  Nero insieme a Petacciato, tassandosi per  due militi.

Nel periodo svevo Montenero è ancora feudo dei Borrello, i quali dopo la caduta di Manfredi, vennero privati dei loro numerosissimi feudi.

 Nei tempi angioini, Montenero fu feudo della famiglia Arcuccio.

Nel 1315 Re Roberto d’Angiò assegnò Montenero in feudo al fratello Pietro Conte di Gravina, a cui successe la figlia Agnese e dopo la morte di costei, nel 1354, Montenero tornò al Demanio.

Nel 1384, sotto Carlo III di Durazzo,  Montenero è feudo  di Carto d’Artus, a cui seguirono titolari della famiglia Cantelmo.

Dal 1444 al 1556 Montenero ebbe gli stessi feudatari di  Morrone, delle famiglie Sangro, Consalvo di Cordova e,poi di nuovo i Sangro, che ne furono reintegrati.

Nell’anno 1556 la famiglia Sangro alienò Montenero per 35.000 ducati a favore di Riccardo Carafa.

Riccardo Carafa della Stadera prese il titolo di Marchese di Montenero ed erano costoro titolari di altri feudi, tra cui Forli.

A Riccardo successe il figlio Rinaldo che fu un famoso comandaante di eserciti, che  alienò il feudo, per i numerosi suoi debiti, a favore di Luigi Vipera, il quale trasmise il feudo al figlio Giovan Vincenzo. Gli altri creditori di Rinaldo Carafa, impugnarono l’atto e Montenero fu messa all’asta nel 1593, dal cui esperimento risultò Montenero assegnata ad Ascanio Muscettola, il quale nel 1606 se ne disfece a favore di Muzio Mormile, duca di Castelpagano.

Nel 1640 Montenero è feudo  della famiglia Caracciolo di Celenza.

Nel 1676, per debiti della famiglia Caracciolo, Montenero fu esposta all’asta dai creditori  e fu acquistata da Diego d’Avalos, marchese di Pescara e possessore di numerosi altri feudi.

Alla sua morte gli successe il figlio Cesare Michelanglo , a cui successe  Giambattista d’Avalos, Principe di Troia, il quale cedette  i propri diritti  su Montenero  ad Andrea d’Avalos, duca di Celenza  e signore di Guglionesi, il quale detenne i feudi fino alla eversione della feudalità.

Ex feudi: Cannaviero, in confine con Mafalda; Cerreto, a sinistra del torrente Sinarca; Guardiola,a confine con Palata e Montecilfone; Montebello, a destra del fiume Trigno, qui esistevano i ruderi  di una torre, detta di Violante, secondo quanto riferito dal Masciotta. Penso che si debba trattare della stessa edificata a pianta quadrata, su due livelli, serviti internamente da una scala a chiocciola; essa è un autentico monumento architettonico, eretto nel XIII secolo come torre di avvistamento e di difesa dalle incursioni saracene e ottomane.

Notizie ecclesiastiche: Montenero  appartiene alla diocesi di Termoli e, una volta aveva una sola parrocchia, attualmente ha due parrocchie intitolate rispettivamente a S. Matteo apostolo, che è pure patrono del Comune,  e a S.Paolo apostolo. Le chiese sono:

S. Matteo apostolo, la chiesa parrocchiale più antica risale all’XI secolo, danneggiata e ricostruita nel XIII secolo, ancora danneggiata dalle invasioni saracene nel XVII secolo fu  rifatta  in stile barocco. Ancora danneggiata, fu completamente ricostruita nel 1937, i cui lavori finirono nel 1961 con l’elevazione del campanile. La nuova chiesa è a tre navate,  ha pianta a croce latina,  e  contiene alcuni elementi del vecchio stile  gotico originario.

Al suo interno un ottimo organo a canne del 1740 e il Coro in noce del XVIII secolo.

Chiesa di S. Paolo apostolo, parrocchiale di stile moderno, consacrata nel 1993, a cui è stata aggiunta una cappella. In essa si possono ammirare alcuni dipinti.

Maria SS. di Bisaccia, santuario nei pressi del Tratturo di Centurelle, edificata nel 1811 su iniziativa dell’allora parroco don Alfonso Gentile, su resti di una antichissima Cappella, agli inizi ad una sola nave, ma poi ampliata a tre navi. Restaurata in seguito a danni provocati da terremoti.

All’interno  un quadro raffigurante la Madonna, Titolare, appartenente all’antico villaggio di Bisaccia ed è oggetto di grande venerazione, e una statua di S. Giuseppe..

Mater Misercordiae, ultimata e consacrata nel 2021 da Mons. Gianfranco De Luca, a pianta rettangolare, di architettura moderna.

S. Maria del Carmine, apparteneva all’antico convento dei Carmelitani, dismesso dopo il 1809 e trasformato in abitazioni private.

S. Antonio abate, aperta al culto nel 1890.

S. Giovanni Battista. (di essa non si hanno più notizie).

Altro:Montenero innanzitutto offre al visitatore la bella spiaggia attrezzata, ma spingendosi all’interno del paese non può mancare una visita alla Chiesa parrocchiale di S. Matteo Apostolo, di bella architettura, al cui interno  si ammira un pregevole organo a canne del ‘700 e un Coro in noce dell’’800  e una visita alla Madonna di Bisaccia con l’effige Sacra  dell’antichissimo tempio dell’antica Bisaccia, risalente a prima dell’XI secolo.

La visita alla torre quadrata in contrada Montebello.

L’” estate montenerese” è interessata dalla organizzazione di molte serate musicali, culturali, ludiche; in questa si organizza una Mostra Nazionale  di pittura, la Mostra Nazionale dell’artigianato e la Sagra della ventricina, salume tipico del luogo.

I cavatelli con  la ventricina, è il piatto tipico del luogo, ma non mancano le porchette e altri piatti tipici della cucina molisana.

              IN ELABORAZIONE

            

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