MONTERODUNI (IS) m 468 s.l.m.

Pop. 2118 nel 2019; Sup. Kmq 37,22; Dens. 57. Patrono:S. Michele Arcangelo.
Popolazione negli anni:fuochi: 216 nel 1532; 228 nel 1545; 245 nel 1561; 246 nel 11595; 226 nel 1648; 253 nel 1669; abitanti: 1548 nel 1780; 1771 nel 1795; 2247 nel 1835; 2797 nel 1861; 3014 nel 1881; 2886 nel 1901; 3008 nel 1911; 2504 nel 1931; 2540 nel 1936; 2619 nel 1951; 2534 nel 1961; 2273 nel 1971; 2377 nel 1981; 2409 nel 1991; 2395 nel 2001; 2267 nel 2011; 2092 nel 2018.
Origine e storia: L’abitato era detto “Monteradone” nel secolo XIII; poi “ Rocce Rodoloni” e “Monterodunus” nel XIV secolo “Mondro Duni” nella Numerazione del 1608; “Montreduni”in una carta geografica del XVII secolo e ancora “Monteroduni” nella Numerazione del 1670.
Già nel secolo XII il paese era una fortezza di un certo rispetto, posta a difesa del Contado di Molise.
Nel periodo longobardo Monteroduni fu feudo dei Conti di Molise, mentre nel periodo angioino Carlo I la concesse in feudo a Eustachio d’Ardicourt, francese.
Ma nel 1779 re Carlo I stesso, ordinando la ricognizione dei feudi in base ai documenti di legittimo possesso, non presentandosi Eustachio né suo figlio Adamo per esibire i documenti di possesso, ne furono privati e Monteroduni fu devoluta al demanio.
Nel 1281 Monteroduni fu feudo dei d’Evoli di Trivento ed ebbe per titolari i seguenti: Tommaso, Pietro, ed Enrico.
Durante il regno di Roberto d’Angiò i d’Evoli alienarono il feudo a favore dei de Sus e nel 1326, per la morte di Pietro de Sus fu devoluta al demanio.
Nel 1333 Re Roberto, con diploma del 6 giugno dello stesso anno, assegnò Monteroduni alla Regina Sancia, sua consorte, con facoltà di poterne disporre le rendite a favore del Monastero di S. Chiara in Napoli. La regina fu utilista del feudo fino al 1345.
Tornata al demanio, Monteroduni fu assegnata alla casa comitale di Trivento, che nel 1464 l’alienò a favore di Rinaldo Doce.
Nel 1475, essendo stato il feudo incamerato alla R. Corte, re Ferrante I d’Aragona l’assegnò in feudo a Niccolò Gaetani, la cui famiglia la tenne fino al 1503. Niccolò apparteneva alla famiglia dei ducale di Fondi e di Baranello.
Nel 1503 Monteroduni è tenuta in utilità dalla famiglia d’Afflitto, parenti dei conti di Trivento, ma non della stessa casa.
Di questa famiglia ebbe i seguenti titolari: Ludovico, Giambattista figlio suo, Ludovico, nipote, Giambattista nipote, Orazio, fratello di Giambattista, Ludovico figlio di Orazio, Scipione, il quale fece un importante lascito di beneficenza.
Nel 1668 Monteroduni, previo apprezzo del Tavolario Pietro Apuzzo, venne acquistata dal principe Giovanni Pignatelli, la cui discendenza ebbe la titolarità fino alla eversione della feudalità, nella persona del principe Luigi Pignatelli della Leonessa e Proncipe di Sepino.
Notizie ecclesiastiche:Monteroduni appartiene alla diocesi di Isernia, da tempi remoti. Fino al 1852 aveva tre pa parrocchie intitolate a S.Michele Arcangelo, a S. Biagio, a S.Nicola. Attualmente comprende due parrocchie: S. Michele Arcangelo, in Monteroduni e S. Biase V. in S. Eusanio. Le chiese sono:
S. Michele Arcangelo, antichissima parrocchiale, coeva all’abitato. La struttura fu fortemente danneggiata dal terremoto del 1852 e completamente ricostruita. Essa è elevata a collegiata , conserva dell’antico edificio il Battistero im marmo lavorato, una Custodia e la statua lignea di S. Michele, oltre ad altri arredi di più recente datazione.
S. Biagio e Nicola, parrocchiale , di antica datazione, fu totalmente ricostruita nel 1846, sulla stessa area della precedente e all’interno si possono delle belle decorazioni.
S. Urbano, nei pressi del Castello Pignatelli, sede della Confraternita di S. Michele.
Santa Maria Assunta o della Madonna del Piano , con un bel portale, è ad una sola nave ed è ben arredata. Una volta era di proprietàd del Principe Pignatelli della Leonessa.
SS.Addolorata, di origine remota, è di piccole dimensioni, ma molto graziosa. All’interno presenta degli affreschi.
S. Eusanio, presso la contrada omonima; non adibita al culto.
Altro:Il visitatore non può restare indifferente alla maestosità del Castello Pignatelli e alle chiese di S. Urbano e di S. Michele Arcangelo che sorgono nelle immediate vicinanze, né può fare a meno di degnare una visita alla chiesa di S. Maria Assunta con un bel portale a tutto sesto.
Il Castello è una fortezza di origine longobarda, munito di torri e, in epoca normanna, fortificato ulteriormente con la costruzione di quattro torrioni circolari. All’ingresso una lapide ricorda i dazi da pagare per il passaggio della Contea, che nel XVI secolo era possesso dei d’Afflitto. Comunque dell’antica fortezza rimangono alcune tracce, tra cui le cisterne per raccogliere acqua.
A febbraio viene organizzata la “Mascherata”, manifestazione carnascialesca.
Molto importante, in agosto, l’”Eddy Lang Jazz Festival” con la partecipazione di importantissimi esponenti del genere musicale.
Diverse le possibilità di escursioni all’interno del territorio, come ad es. la passeggiata al Peschio Rosso.
Altre manifestazioni e sagre si organizzano nel corso dell’anno, tra le quali la Festa dell’uva, durante la quale vengono fatti gustare gli ottimi vini del luogo.
La gastronomia locale offre piatti a base di agnello, latticini; ottimi sono i vini locali.
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