PESCHE (IS) m 732 s.l.m.

Pop.: 1641 nel 2019; Sup. Kmq 12,96; Dens. 127. Patrono: S. Michele.
Popolazione negli anni:fuochi: 60 nel 1532; 63 nel 1545; 69 nel 1561; 84 nel 1595; 75 nel 1648; 80 nel 1669; abitanti: 1251 nel 1780; 1480 nel 1795; 1461 nel 1835; 1474 nel 1861; 1482 nel 1881; 1315 nel 1901; 1043 nel 1911; 947 nel 1931; 914 nel 1936; 860 nel 1951; 635 nel 1961; 547 nel 1971; 583 nel 1981; 958 nel 1991; 1312 nel 2001; 1577 nel 2011; 1677 nel 2018.
Origine e storia:Appena sotto la sommità del Monte S. Marco sorgeva il castello di Bagni, di cui ancora si notano le vestigia, che il Conte Rodolfo di Boiano donò alla città d’Isernia; castello situato sul monte “Pesclaturo”.
Nel 1600 sopravviveva la chiesa di S. Maria in Bagni, presso il castello e, si vuole, che diroccata questa, gli abitanti scesero più a valle. Si vuole pure che il nome “Pesclaturo” le derivasse dal fatto che a valle ci fosse un lago molto pescoso.
Comunque la località fu detta “Pesclum”, poi “Pesco d’Isernia”.
Si vuole pure che sul luogo, nel I secolo d.C ci fossero delle terme, dette bagni, per cui il titolo di S. Maria di Bagni, terme abbastanza frequentate.
Fino al XV secolo Pesche fu feudo pertinente alla Badia di Cassino. Nel Catalogo borrelliano si nota che nella seconda metà del secolo XII Guglielmo di Pesclo tenne Pesche e Cantalupo.
Verso la fine del XIV secolo Pesche è tenuta da Amelio di Sangro, come risulta dai Regesti del 1392, e si suppone che il possesso fosse a titolo di sub feudatario della Badia Cassinese.
Nel 1496 re Ferrante II confermava alla città d’Isernia il castello di Pesche.
Verso la fine del XVI secolo Pesche è assegnata alla famiglia Spinelli con il titolo ducale.
Nel 1610 Pietro Spinelli duca di Pesche vendette il feudo con il titolo nobiliare a Giulio Cesare de Regina per ducati 14500 ed ebbe il Real Assenso il 13 marzo 1611.
La famiglia de Regina, titolare pure di Macchia Valfortore tenne Pesche per poco tempo, tanto che la figlia Maria Vincenza de Regina, moglie di Andrea Pisanelli, ereditando il feudo alla morte del padre e del fratello Antonio, si estinse e Pesche ebbe titolari della famiglia Pisanelli, che tennero il feudo fino al 1748, quando morì Angela Pisanelli, figlia di Federico, e moglie di Giuseppe Ceva Grimaldi marchese di Pietracatella, per cui Pesche con tutto il suo titolo passò alla famiglia Ceva Grimaldi che la detennero fino alla eversione della feudalità.
Il titolo ducale di Pesche con R.D. 3 ottobre 1853 fu riconosciuto a Giuseppe Ceva Grimaldi marchese di Pietracatella.
Notizie ecclesiastiche: Pesche appartenne alla diocesi di Montecassino fino al 1698, quando passò alla diocesi di Isernia, consta di una sola parrocchia intitolata a a S. Michele Arcangelo, che ne è pure il patrono insieme alla Madonna del Rosario. Le chiese sono:
S. Michele Arcangelo,la prima parrocchiale fu distrutta dal terremoto del 5 dicembre 1456, edificata nel 1593 e ampliata e restaurata negli anni 1737 e 1753. L’interno è a due navate, di cui la principale misura m 22 di lunghezza e m 8 di larghezza; contiene cinque altari di cui pregiatissimo l’altare maggiore ed è arredata con un bel quadro della “Madonna delle Grazie” ed è parrocchiale dal 1456, dopo la distruzione della primitiva.
S.Maria di Bagni, la più antica conserva un quadro della Madonna dei Bagni, di pittore anonimo del XV secolo.
S. Rocco, edificata nel XX secolo non ha nulla di particolare.
Altro:Interessante storicamente e archeologicamente il Castello risalente all’epoca longobarda, per delle peculiarità proprie, opera di cui è stato oggetto, qualche anno addietro, anche di una tesi di laurea. La visita della chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo e quella di S. Maria dei Bagni.
Il Centro storico, sembra un presepe, e lungo le sue strade e stradine e vicoli, si notano tantissime opere in pietra molto interessanti.
Da sempre Pesche ha offerto un’ottima cucina e buona ospitalità.
Suggestiva è la zona attrezzata sulla montagna a quota 1103 s. l.m. da dove si può godere di un panorama stupendo.
La gastronomia offre piatti a base di carni ovine e vaccine, funghi e tartufi; speciali gli spaghetti ai gamberi di fiume che un antico ristorante del luogo ha sempre preparato.