PESCOPENNATARO (IS)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Lunedì, 01 Giugno 2020 Scritto da ugo

PESCOPENNATARO (IS)  m 1190 s.l.m.

pescopennataro stemma

fotoPop.: 608 nel 2019; Sup. Kmq 18,84; Dens. 13,43. Patrono:S. Rocco.

Popolazione negli annifuochi: 80 nel 1452; 144 nel 1532; 158 nel 1545; 172 nel  1561;  213 nel 1595; 199 nel 1648; 137 nel 1669; abitanti: 992 nel 1780; 1066 nel 1795; 1109 nel 1835; 1156 nel 1861; 1470 nel 1881; 1533 nel 1901; 1571 nel 1911; 974 nel 1931; 940 nel 1936; 837 nel 1951; 816 nel 1961; 749 nel 1971; 608 nel 1981; 502 nel 1991; 387 nel 2001 300 nel 2011; 262 nel 2018.

Origine e storia: Il nome gli deriva dalla formazione rocciosa presso cui sorge il paese con l’aggiunta di Pignataro, che potrebbe essere il nome di un primo  signore del luogo.

Il comune  è detto “Pescolo Pignataro” nel diploma d’investitura del 1269 e “Pesculum Pignatarium” nei Regesti angioini del 1415.

Pescopennataro nel periodo svevo era feudo dei Borrello, potentissimi signori di Agnone, ma con l’avvento della monarchia angioina fu pertinenza della Contea di Chieti, concessa da Carlo I a Raoul de Courtenay, fratello di Balduino, detronizzato  Imperatore di Costantinopoli nel 1273.

Morto Raoul nel 1271 senza figli maschi, venne ereditata dalla figlia Matilde, sposata nel 1284 a Filippo di Fiandra. Morta Matilde senza prole, il principe Filippo si risposò con Filippa di Miliaco.

Intorno al 1300, essendo deceduto anche il principe Filippo senza prole, Pescopennataro fu devoluta   al fisco e andò a Elisario di Sabran, della nobiltà francese. Il più noto titolare di questa famiglia fu Guglielmo, secondogenito di Ermignano Conte  di Ariano e Gran Giustiziere del regno dal 1301 al 1313.

Da questa famiglia, per compravendita o per discendenza femminile, passò Pescopennataro alla famiglia Cantelmo, essendone titolare nel 1422 Giacomo Cantelmo, come risulta da un rescritto della regina Giovanna II, riportato dal Vincenti.

Dai Cantelmo Pescopennataro passò ai Caldora, i quali ne furono privati nel 1465, per fellonia di Antonio Caldora.

Dal 1465 Pescopennataro  ha lo stesso feudatario di Trivento, nella persona di Luigi Galzerano de Requesens, venuto in Italia quale comandante della flotta che Re Giovanni d’Aragona aveva inviato per rinforzi al nipote Ferrante I. Luigi Galzerano morì  nel 1504 lasciando erede la figlia  Isabella, nata da Margherita di Castiglia, la quale vendette Trivento, Pescopennataro e e S. Angelo del Pesco a Michele d’Afflitto, nel 1507..

Di questa famiglia furono titolari di Pescopennataro i seguenti:

Michele, acquirente; Vincenzo che successe a Michele; Ferrante, secondogenito di Michele, che morì nel 1559;Fabio, primogenito di  Ferrante, che ebbe in moglie  Cornelia Carafa e che comprò Vastogirardi nel 1559 dai d’Avalos; a lui successe Geronimo, , sposato con Cornelia di Lanoya, figlia del duca di Boiano,, dalla quale ebbe i figli Fabio, Giorgio, Carlo e Michele. Geronimo morì  nel 1620 e gli successe il figlio Fabio, deceduto senza prole, dopo appena un anno; a lui successe il fratello Giorgio il quale vendette Pescopennataro ed altri feudi alla famiglia Caracciolo, duchi di Celenza. I 124000 ducati pagati erano comprensivi  del feudo di S. Angelo del Pesco

La famiglia Caracciolo  tenne il feudo fino al 1747, fquando la duchessa Cosima vendette  Pescopennataro e S. Angelo del Pesco a Donatantonio del Monaco, con istrumento dell’8 febbraio, in seguito all’apprezzo del Tavolario Luca Vecchioni.

Della famiglia del Monaco oltre a Domenicantonio fu titolare per Pescopennataro il figlio Vincenzo, deceduto nel 1806, proprio nell’anno in cui cessava la feudalità.

Amministrativamente Pescopennataro ha fatto parte dell’Abruzzo Citra in tempi remoti; nel 1799 era compresa nel dipartimento del Sangro e nel Cantone di Agnone. Nel 1807 fu assegnata al Distretto (oggi Circondario) d’Isernia e al Governo di Vastogirardi.

Notizie ecclesiastiche: Pescopennataro appartiene alla diocesi di Trivento, ha una sola parrocchia intitolata a S. Bartolomeo Apostolo e il patrono del Comune è S. Rocco.  Le chiese sono:

S. Bartolomeo apostolo, parrocchiale ricostruita nel XX secolo sul sito della vecchia chiesa antichissima, di cui si ammira la porta, l’altare maggiore di gran pregio e gli altri altari, il pulpito, l’organo e l’acquasantiera, tutte opere di gran pregio. Una pregevole statua lignea dell’Assunta.

La chiesa è ad una sola nave. Inoltre si ammira la statua  di S. Luca, del  1889, La Madonna del Carmine, l’Immacolata, S Rocco e la Madonna del Rosario, tutti nei rispettivi altari. Ammirevole anche un S. Giuseppe con Bambino.

Madonna delle Grazie,ad una sola navata realizzata nella piazza fuori dal Centro Storico. In questa di particolare interesse  è l’altare dedicato a S. Margherita d’Antochia con la statua della santa e per le originali decorazioni e stucchi.

Altra statua ammirevole è S. Antonio Abate  con il cinghiale in luogo del solito porcellino e la statua di S. Lucia.

Altro:Pescopennataro, accostata ad uno spuntone di roccia, è immersa in un paradiso di bellezze naturali, per cui è uno dei  più suggestivi paesi del Molise.

Tuto il  centro storico è un museo a cielo aperto, dove spiccano le opere degli scalpellini del luogo, che, in ogni tempo,  si son fatti onore per abilità e ingegno, tanto da dar luogo anche ad un Museo della pietra, visitabile  e ad una Scuola artistica di scalpellini.

Tutto il territorio offre spunti per escursioni nei boschi e nelle praterie, nelle valli e sui monti, dove ovunque abbondano funghi, fiori, essenze  che la flora spontanea  in gran copia elargisce.

All’interno  non può mancare la visita alla chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo Apostolo a cui si accede attraverso la “Porta di sopra” di origine medievale e all’interno si ammira un prezioso altare maggiore con tabernacolo in legno finemente decorato e i sei altari marmorei con le statue dei Santi a cui sono dedicati.

Sempre nel centro si possono ammirare i resti di una torrione di origine normanna e una porta con arco rialzato.

La fontana in Piazza del popolo, opera dell’arch. Di Lallo e “Il Guerriero sannita” sul belvedere , dove l’occhio spazia su paesaggi incantevoli.

Interessante una visita all’Eremo di S. Luca, in mezzo al bosco, dove a dicembre si festeggia con processione e picnic all’aperto.

Ai bambini Pescopennataro ha dedicato Il Parco di Pinocchio nell’abetaia di monte Barone.

Molte sono le feste, quella di S. Luca già ricordata. Il 17 dicembre si festeggia S. Antonio abate, intorno a un grosso fuoco si allestiscono banchetti e si consumano arrosti di agnello e maiale accompagnati con lessate di legumi tradizionali del luogo.

Fino a qualche anno fa, nella prima settimana di gennaio si dava luogo alla gara di sci di fondo dedicata a “E. Muricchio” sulla distanza di 15 Km in località Fonte della Gallina, gara che è stata soppressa  per  la ridotta circonferenza dell’anello  della pista, però per chi ama il fondo, il sito si presta per allenamenti e svaghi.

La gastronomia locale è ricca di formaggi, carni di agnello e capretto, cotti secondo tradizioni locali, pecora in umido con erbe e verdure locali, paste fresche condite con funghi e ragù di agnello o di pecora. Speciali sono le soppressate e le salsicce.

Pescopennataro si può definire “ città della pietra e dell’albero “,e, aggiungerei, “dell’amicizia”:

Si ringrazia il Comune di Pescopennataro e la sig.ra Leonilde Litterio per la gentile collaborazione e per aver messo a disposizione le  belle immagini che appaiono in Galleria.                                    

Galleria foto:

albero in legno natale
albero in legno natale
albero in legno natale
foto pesco neve ingresso
foto pesco neve ingresso
foto pesco neve ingresso
foto pesco viale europa
foto pesco viale europa
foto pesco viale europa
fuoco s.antonio abate genn 2021
fuoco s.antonio abate genn 2021
fuoco s.antonio abate genn 2021

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