PETTORANELLO DEL MOLISE (IS)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Lunedì, 01 Giugno 2020 Scritto da ugo

PETTORANELLO DEL MOLISE (IS) Alt. m s.l.m. 737.

pettoranello stemma

Pop.: 458 nel 2019; Sup. Kmq 15,53; Dens. 29,5; Patrono: San Sebastiano.

Popolazione negli anni:fuochi: 55 nel 1532; 62 nel 1545; 61 nel 1561; 72 nel 1595; 70 nel 1648; 75 nel 1669; abitanti: 932 nel 1780; 1300 nel 1795; 1279 nel 1835; 1100 nel 1861; 1045 nel 1881;  1110 nel 1901; 1003 nel 1911; 866 nel 1931; 882 nel 1936; 911 nel 1951; 672 nel 1961; 422 nel 1971; 353 nel 1981; 397 nel 1991;428 nel 2001; 459 nel 2011; 424 nel 2018.

Origine e storia:Nulla si sa di preciso sull’origine del nome, ma secondo alcuni dovrebbe derivare dal fatto che è posto alla sommità di un’erta pietrosa, di certo sappiamo che nel XII secolo  è chiamato “Pectoranum”; poi per distinguersi dall’altro Pettorano della provincia di L’Aquila, fu chiamato Pettorenello del Molise, come da R.D. del 22/1/1863, in conformità del voto espresso dal Consiglio Comunale del 13/11/1862.

La tradizione locale vuole che l’agro fosse abitato in epoca sannitica, dove sarebbero stati ritrovati alcuni reperti lapidei e una stele di epoca romana, ma il  borgo non è sorto prima dell’XI secolo.

In epoca angioina Pettoranello fu concessa in feudo da Carlo I a Goffredo di Faenza, nel 1269.

 Altra concessione fu  fatta da Carlo II a Giovanni Scotto. Da questi passò a Tommaso Capuano detto Gattafosca, coniugato con  Margherita Sanfromondo; Deceduto nel 1284, Tommaso ed essendo pure deceduto l’unico figlio maschio Antonello, erede del feudo fu la figlia  Martuccia, consorte di Filippo di Sanfromondo.

I Sanfromondo, di cui il più noto titolare fu Oddone di Pettorano, detennero il feudo fino al 1345; dopo di che  la titolarità passò alla famiglia Da Ponte di Guglionesi.

Durante il regno della regina Giovanna I , nel corso del XIV secolo, Pettoranello fu  concessa dalla Regina a Iacopo Cantelmo, Conte di Popoli, insieme con Acquaviva d’Isernia. Iacopo Cantelmo morì nel 1382 e a lui successe il figlio Restaimo.

I Cantelmo portavano il titolo di Principi di Pettoranello.

Agli inizi del XV secolo Pettoranello passò ai Caldora, dei quali, Antonio, ne fu privato nel 1442 per fellonia.

Tornata Pettoranello al Demanio regio, essa fu affidata alla signoria dei Cicinello di Carpinone, dei quali Galeazzo Cicinello nel 1531 vendette il feudo ad Antonio d’Afflitto per 2750 ducati.

Di questa famiglia furono titolari i seguenti: Antonio, acquirente; Ottaviano, deceduto nel 1556; Orazio, figlio di Ottaviaano, sposato con Cornelia dei Monti; Camilla, figlia di Orazio e Cornelia, sposata con Giuseppe Antonio Caracciolo di Avigliana, per cui il feudo passò ai Caracciolo.

I Caracciolo furono signori di Pettoranello fino all’eversione della feudalità, insigniti del titolo di Principi di Pettoranello. Questi appartenevano alla stessa famiglia signora di Agnone.

Nel 1860  Pettoranello è stata testimone d’un fatto d’arme che ha coinvolto le truppe garibaldine.

Notizie ecclesiastiche: Pettoranello è pertinenza della diocesi d’Isernia ed ha una sola parrocchia intitolata  a S. Maria Assunta e il patrono del comune è S. Sebastiano, che si festeggia il 20 gennaio. Le chiese sono:

S. Maria Assunta, edificata nel XVIII secolo in sostituzione dell’antica parrocchiale, insufficiente ai bisogni e pure  bisognevole di molte cure, è a croce greca ed è una delle più grandi della diocesi.

La facciata è in stile neoclassico su due ordini, con campanile laterale. Il portale  con frontone circolare.

All’interno si notano motivi in stile barocco , con un bellissimo altare maggiore in marmi policromi, affresco della Vergine  di Raffaele Gioia da S. Massimo, autore anche degli affreschi sulla vita della Vergine; inoltre sei altari laterali con altrettante statue di Santi titolari. Finestre con vetri colorati  portano luce all’interno. La chiesa è ben arredata, con Organo, pulpito in legno, fonte battesimale e il quadro di una Madonna del ‘600 di autore ignoto.

S. Sebastiano, antica cappella.

S. Michele Arcangelo,  cappella rurale a un paio di chilometri dal paese in contrada Fonte S. Angelo, qui si possono ammirare delle tempere raffiguranti  l’Arcangelo..

Altro:  Pettoranello negli ultimi anni ha avuto un certo sviluppo industriale ed è posto il Comune  in una bella posizione tra boschi , monti e pascoli, quindi offre  motivi di escursioni nei diversi paesaggi che  la circondano; inoltre vicinissima al Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso, alle cascate di Carpinone.

All’interno del Comune, interessante è la visita alla Chiesa di S. Maria Assunta in Cielo, il palazzo baronale che conserva ancora diversi elementi originali, come il torrione, il loggiato, le mura, anche se ora è stato trasformato in abitazione privata.

La gastronomia locale offre piatti a base di agnelli e funghi; buono il vino locale.

          

          IN ELABORAZIONE

Visite: 489