PIETRACATELLA (CB) m s.l.m. 666

Pop.:1290 nel 2019; Sup. Kmq 50,28; Dens. 25,66. Patrono: San Donato.
Popolazione negli anni: fuochi: 110 nel 1532; 221 nel 1545; 250 nel 1561; 308 nel 1648; 264 nel 1669; 247 nel 1737; abitanti: 1700 nel 1780; 1700 nel 1795; 3319 nel 1835; 3262 nel 1861; 3504 nel 1881; 3425 nel 1901; 3198 nel 1911; 3234 nel 1931; 3301 nel 1936; 3412 nel 1951; 3137 nel 1961; 2432 nel 1971; 1915 nel 1981; 1696 nel 1991; 1600 nel 2001; 1433 nel 2011; 1291 nel 2018.
Origine e storia: La memoria popolare vuole che prima esistevano due comunità, la prima, quella di “Petra”, arroccata attorno alla cosiddetta morgia , e quella di “Catella”, più a valle in un pianoro.
Gli storici ci tramandano che le due comunità si chiamassero, invece,” Catella” e, quella presso la morgia “ Rocca Catella”. Queste due comunità, in seguito anche ai terremoti che avevano colpito le due località, si riunirono entrambe presso il grande masso che domina l’intera valle del Fortore e hanno chiamato il paese Pietracatella. Comunque niente di importante poiché la parola rocca si riferisce alla enorme roccia , o pietra, che domina il paese.
Il Catalogo del Borrelli cita la località di Petra e quella di Catella. Lo stesso catalogo ci dice che Riccardo de Guasto era signore dei feudi di Petra e di Catella, oltre che di Perticara e di Montilione (Monacilioni di oggi). Questa famiglia aveva assunto il nome de Catellis, nome usato dalla discendenza di Riccardo de Guasto.
Di questa famiglia si ricorda che nel 1306 tra i figli di Benedetto, ormai deceduto, e la zia Florenza, con l’intervento di Ilaria di Stipite, moglie di Gentile di San Giorgio ci fu un istrumento, dove si dice che “tutte le parti sono abitanti delle due località”.
Nel 1387 Re Ladislao di Durazzo diede a Tommaso Boccapianola il feudo di Pietracatella e di altre terre di Capitanata, tra le quali Rotello e Monacilioni.
Di questa famiglia si sicorda:
Tommaso il quale morì nel 1380;
Francesco, primogenito di Tommaso deceduto senza prole nel 1445;
Giovanni, nipote di Francesco, che morì nel 1459 lasciando erede il figlio Bertaimo avuto da Mariella Coscia, dei signori di Oratino;
Bertaimo sposò Galtirella Brancaccio, sorella del Conte di Nola, e in seconde nozze Prudenza Bozzuto, da cui ebbe unica figlia Roberta;
Roberta, nel 1488 andò sposa a Bartolomeo di Capua, dei conti di Riccia.
Pietracatella seguì le sorti della famiglia di Capua signori di Riccia fino al 1564, quando Fabrizio di Capua vendette il feudo a Cristoforo Ceva Grimaldi.
La famiglia Ceva Grimaldi furono signori di Pietracatella fino alla eversione della feudalità, avendo avuto come ultimo signore Francesco.
Notizie ecclesiastiche: Pietracatella ha fatto parte della archidiocesi di Benevento dalla fondazione fino al 1983, anno in cui è passata alla diocesi di Bojano-Campobasso ed ha una sola parrocchia intitolata a San Giovanni Battista. Le chiese sono:
S. Giovanni Battista: di antica fondazione, ha subito diversi restauri ed è ad una sola navata lunga 28 metri, larga 11 ed alta 10.
All’interno vi è un prezioso organo costruito da Giuseppe Diamante Mascia di Agnone, nel 1923, in sostituzione del precedente della famiglia D’Onofrio di Caccavone, danneggiato.
S. Maria di Costantinopoli: edificata nel XX sec. è a tre navate. Si festeggia la Madonna della Ricotta con grande affluenza di pubblico.
S. Giacomo: di antica edificazione, XIII secolo, ma la cripta di Santa Margherita dovrebbe essere predatata, ha due ingressi, un pregevole crocifisso ligneo e delle campane antiche di ottima sonorità.
Inoltre una acquasantiera in pietra con ornamenti floreali.
S.Nicola: è una modesta cappella di recente costruzione.
Altro: In occasione della festa del patrono, S. Donato, si organizzano diverse manifestazioni sportive e culturali, mentre la festa della Madonna della Ricotta offre specialità gastronomiche e si distribuisce la ricotta.
La cucina è quella tipica molisana, con cavatelli al ragù, carni di agnello, vitello e maiale; salumi locali di ottima qualità. La popolazione è molto ospitale.
Personaggi: Giambattista Petrella, è da ricordare prima di tutto per aver dato i natali al senatore Guglielmo Ugo Petrella, uomo politico a cui la città di Campobasso gli ha dedicato una importante strada cittadina, poi perché è stato un valente avvocato. Di lui si ricorda di aver salvato dal capestro un uomo che era accusato di uxoricidio e che nonostante tutto l’impegno profuso nella difesa era stato condannato a morte sia in prima istanza che in appello. Ma il Nostro, contrario alla pena capitale, cercò di sfruttare la sua conoscenza con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Ceva Grimaldi, suo cliente e Marchese di Pietracatella, recandogli la richiesta di grazia e invocandone la salvezza della vita. La domanda fu accolta e, appena tre ore prima dell’esecuzione della pena, in Trivento, arrivò una staffetta con il decreto che tramutava la pena di morte in quella dell’ergastolo. Giambattista Petrella era nato a Pietracatella nel 1807, aveva frequentato gli studi a Toro, presso la scuola del Trotta e poi si era laureato in Giurisprudenza a Napoli; morì a Campobasso il 16 aprile 1845.
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