RICORDI…D’UN SOGNO
Il giorno moriva, ma l’aria ancora pregna
di luce, come d’acqua la spugna
e io mirando l’orizzonte oltre il pino
dominante villa Mascilli, figuravo in mente mondi
diversi, vite meravigliose pulsanti
al chiarore delle stelle scintillanti in cielo.
Il tocco della campana dei Cappuccini
ruppe l’incanto, ma non l’ansia
che permeava nel petto. Ad occhi chiusi
mi tornava in mente il luogo della serenata
che feci alla fanciulla del primo amore.
Era l’età più bella, quella dei sogni d’oro,
quella che nutriva speranza viva e dolce.
La vita sembrava tutto un gioco:
al termine degli studi il lavoro,
la macchina, i viaggi, l’amore,
la famiglia e tanti bimbi.
Ora, ad occhi aperti, tiro le somme.
Certo, quei sogni navigano tra le stelle ancora,
dispersi tra milioni di fiammelle,
ma non mi lamento se l’ancora
la mia nave l’ha calata in porto
in attesa dello sbarco.
Son pronto al varco senza pentimento,
senza remora alcuna.
Forse avrò ancora una speme
e navigare tra le stelle per agguantare quei sogni
dell’età più bella, volati oltre le nubi,
nel cielo infinito nel promesso approdo.
CB 24 settembre 2022 (U.D’U)
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