ROCCAVIVARA (CB) m 650 s.l.m.

Pop.: 741 nel 2019; Sup. Kmq 21,05; Dens. 35,2. Patrono: Sant’Emidio.
Popolazione negli anni:fuochi: 75 nel 1532; 66 nel 1545; 44 nel 1561; 105 nel 1595; 8 0 nel 1648; 54 nel 1669; abitanti: 722 nel 1780; 889 nel 1795; 989 nel 1835; 1552 nel1861; 1783 nel 1881; 1651 nel 1901; 1707 nel 1911; 1494 nel 1931; 1529 nel 1936; 1667 nel 1951; 1615 nel 1961; 1506 nel 1971; 1526 nel 1981; 1048 nel 1991; 954 nel 2001; 840 nel 2011; 702 nel 2018.
Origine e storia:Nel XIII secolo è detta “Rocca de vivario”da cui Rocca vivara, chiamata nel XV secolo, poi nel XVII secolo è chiamata Rocca Iuvara e infine Roccavivara, come attualmente.
Il nome potrebbe derivare da un primo signore del luogo Vivario o dal nome di una contrada Vivara.
Carlo I d’Angiò nel 1268 assegnò Roccavivara a Gualtiero de Villers, ma dopo poco, nel 1269 lo stesso Re Carlo I lo assegnò a Bertrando Cantelmo, deceduto nel 1284 e gli successe il fioglio Raimondo e poi Iacopo, che tenne il feudo fino al 1442.
Ai Cantelmo seguirono i di Sangro, a cui furono assegnati tutti i feudi appartenuti ai Caldora.
Nel 1566 Gianfrancesco di Sangro vendette Roccavivara a Rinaldo Carafa, marchese di di Montenero. La famiglia Carafa tenne Roccavivara fino al 1640, quando Rinaldo Carafa vendette Roccavivara ad Alessandro Gallo, signore di Montefalcone, il quale morì nel 1648 senza eredi, per cui Roccavivara tornò al Demanio.
Esposta in vendita nel 1650 fu acquistata dai duchi di Canzano della famiglia Coppola; famiglia ca cui appartenne fino alla estinzione della feudalità, anno 1806.
Di questa famiglia si ricordano Andrea, Nicola e da ultimo Andrea (nipote) ultimo titolare e suo fratello Gaetano, capitano della Guardia Civica e poi nominato Colonnello delle Guardie Provinciali della Capitanata e poi Consigliere di Stato.
Ex feudo: Bosco Puntone, detto anche Pontone, di questo feudo si ricorda che il Comune rivendicò la proprietà presso la Commissione Feudale, la quale con sentenza del 26 aprile 1810 gli diede ragione.
Notizie ecclesiastiche: Roccavivara è pertinente alla diocesi di Trivento, ha una sola parrocchia intitolata a S. Michele Arcangelo; il patrono del Comune è S. Emidio che si festeggia il 5 afosto.
Le chiese sono:
S. Michele Arcangelo, divisa in tre navi lunga m 30, larga m 15 e alta m 10, all’interno si ammira una tela raffigurante “ La Vergine con S. Rocco e S. Sebastiano ”.
S. Antonio abate, edificata agli inizi del XIV secolo, ad una sola nave, è ben tenuta.
S. Maria di Canneto, edificata nel XII secolo, sulla riva destra del fiume Trigno, nei pressi di una villa romana, ha una facciata in stile romanico, con lunetta sul portale con l’effigie dell’agnello crucifero; dotata di uno stupendo campanile a torre. All’interno una bella statua lignea della Madonna con Bambino. Ben conservato anche parte dell’antico cenobio.
Altro: Amene vedute si scoprono dal belvedere posto alla sommità del paese, dove di interessante c’è da vedere la chiesa di S. Michele e quella di S. Antonio abate e il Monumento ai caduti.
La parte più interessante per il visitatore è la badia di S. Maria di Canneto, non solo come luogo di pace e di culto, ma per i tanti segni di epoche antiche che qua e là sono presenti nelle mura e nelle altre pertinenze.
La popolazione festeggia due volte l’anno S. Giuseppe. Importanti sono le fiere che richiamano le popolazioni dei paesi vicini.
La gastronomia è quella tipica dei paesi rurali della zona, con piatti a base di agnello, suini e paste di casa.
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