SAN FELICE DEL MOLISE (CB) m 548 s.l.m.

Pop.:603 nel 2019; Sup. Kmq 24,37; Dens. 25. Patrono: San Felice Martire.
Popolazione negli anni:fuochi: 39 nel 1532; 55 nel 1545; 70 nel 1561; 82 nel 1595; 20 nel 1669; abitanti: 1009 nel 1780; 1200 nel 1795; 1131 nel 1835; 2208 nel 1861; 1550 nel 1881; 1664 nel 1901; 1681 nel 1911; 1592 nel 1931; 1653 nel 1936; 1727 nel 1951; 1371 nel 1961; 1003 nel 1971; 911 nel 1981; 882 nel 1991; 813 nel 2001; 694 nel 2011; 600 nel 2018.
Origine e storia: Il nome deriva da una antica chiesa dedicata al santo omonimo venerato dalle popolazioni slave, ivi convenute per lavorare i terreni, chiamati dal card. Orsini e, in seguito, dalla fammiglia Pappacoda di Larino.
Certamente il suo sviluppo si ebbe nel XIV secolo, mentre a metà del XVII secolo, si ebbe uno spopolamento dovuto sia alla epidemia di peste, sia dai terremoti che sconvolsero alcuni paesi del Molise, ma probabilmente anche perché la sua popolazione fu inclusa nella numerazione di Larino, di cui era dipendenza.
Il suo primitivo nome fu “ Castrum Sancti Felici ”; poi si chiamò S. Felice Slavo, quindi S. Felice del Molise.
Nel XIII secolo S. Felice fu feudo della famiglia di Somma, di cui sappiamo che Adenolfo di Somma vendette nel 1321 il feudo a Simone della Posta.
Di questa famiglia ebbe diversi titolari, tra cui si ricordano Simone, Cristoforo , figlio di Simone,; Agapito figlio di Cristoforo; questi tennero il feudo per tutto il secolo XIV e ne furono privati in seguito alla lotta per la successione al trono tra durazziani e angioini.
S. Felice tolta ai della Posta finì al demanio e incorporata nella giurisdizione di Larino, come da un documento della regina Giovanna II in favore degli Orsini, titolari di Larino, nel 1417.
Essa rimase dipendenza di Larino fino al 1683, quando fu venduta ai Coppola di Canzano, che la tenne fino alla eversione della feudalità.
Di questa famiglia si ricordano Andrea, in vita nel 1695; Nicola e poi Andrea, nipote, che ebbe in moglie Laura Caracciolo dei marchesi di Amoroso.
Notizie ecclesiastiche: S. Felice appartiene alla diocesi di Termoli, ha una sola parrocchia intitolata a Santa Maria di Costantinopoli e il patrono del Comune è S. Felice Martire che si festeggia il 30 maggio. Le chiese sono:
S. Maria di Costantinopoli o della Divina del castello, quest’ultima dicitura deriva che fu riedificata agli inizi del ‘900 su parte del castello, ad una sola nave, all’interno si può ammirare una statua del campobassano Paolo Saverio Di Zinno, raffigurante S. Antonio abate.
S. Felice, cappella a poca distanza dalla prima, di antica fondazione.
Altro: S Felice è in bella posizione su un alto colle che apre la vista da un lato verso il mare, dove si possono scorgere le isole Tremiti e dall’altro i monti e i paesi del vicino Abruzzo.
All’interno oltre alle chiese si possono vedere i resti del castello dove ancora si scorgono i resti delle torri quadrangolari; di cui resiste una leggenda che fosse stato abitato da Santa Cecilia.
La gastronomia locale offre la ventricina, speciale salume del posto, le “sagne ‘mbuttite”, il
“ buksharun ” sorta di dolce fatto con pane raffermo, vino cotto e miele e mandorle e noci.
Ottimo è anche l’olio e il vino, locali.
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