SAN GIULIANO DI PUGLIA (CB) M 453 sl..m.

Pop.:1014 nel 2019; Sup. Kmq 42,05; Dens. 24,11. Patrono: S. Giuliano Martire.
Popolazione negli anni:fuochi: 179 nel 1532; 204 nel 1545; 245 nel 1561; 236 nel 1595; 100 nel 1648; 51 nel 1669; abitanti: 700 nel 1795; 1056 nel 1835; 1597 nel 1861; 1655 nel 1881; 1851 nel 1901; 1962 nel 1911; 1652 nel 1931; 1694 nel 1936; 1934 nel 1951; 1800 nel 1961; 1583 nel 1971; 1519 nel 1981; 1251 nel 1991; 1163 nel 2001; 1057 nel 2011; 1014 nel 2018.
Origine e storia: Il nome deriva da una cappella dedicata al santo attorno alla quale si è sviluppato l’abitato. La sua origine è remota, come si desume da Leone Ostiense che trattando del monastero di Sant’Eustachio nella “Cronica Cassinese” dice che esso monastero era stato costruito in “Castellum S: Iuliani” nella prima metà del sec XI, e, quindi, il paese era già esistente.
Bisogna pure dire che in località detta “Piana Quadrata” sono stati ritrovati reperti del IV e V secolo a.C., per cui, i locali pensano che il luogo fosse già abitato in epoca sannitica.
Nel periodo longobardo S. Giuliano fu pertinenza del ducato di Benevento, come risulta dal diploma 976 che tratta della fondazione della Badia di Sant’Elena e nel diploma dell’XI secolo con il quale il conte Adelferio dichiara che il Monastero di S.Eustachio è costruito sul proprio territorio , presso il castello “ipso Castello nostro qui dicitur S. Iuliano”.
Nel periodo normanno S. Giuliano ebbe titolare Trasmondo di Montalto, cavaliere capuano, probabile sub feudatario del conte di Loritello.
Nel periodo svevo fu terra dei Conti di Molise.
Nel 1352 S. Giuliano ha per titolare uno della famiglia Sanfromondo.
Nel 1383 essa viene devoluta al demanio per fellonia di Giovanni Sanfromondo e S. Giuliano passò alle dipendenze della contea di Montagano, i cui titolari furono gli stessi fino al 1495.
Nel 1495 S. Giuliano fu concessa in feudo ad Andrea di Capua, titolare di Termoli, che vendette il feudo prima del 1512, ma che riacquistò qualche anno dopo in virtù del patto di retrovendita.
Dopo Ferrante di Capua, S. Giuliano nel XVII secolo fu venduta alla marchesa Isabella Sanseverino, moglie di Berardino Ramirea di Montalto.
A questi successe il figlio Diego e alla morte di costui, successe uno dei duchi di Laurito della famiglia Orefice, finché giunse a Luigi Orefice, che ebbe erede una figlia che andò sposa a Ferdinando Monforte, portandogli in dote S. Giuliano.
Essendo nel 1716 deceduta la duchessa Orefice, le successe il figlio Domenico Monforte, che assunse il titolo di duca di Laurito e marchese di S. Giuliano.
Domenico Monforte con atto del 19 marzo 1718 vendette il feudo a Bartolomeo Rota per 24.934 ducati.
Da questa data S. Giuliano appartenne alla famiglia Rota, titolare di Colletorto fino all’avvento delle leggi per l’eversione della feudalità (1806).
Nel 2002 un tremendo terremoto si abbatté su S. Giuliano, facendo crollare la scuola, in cui perirono 26 bambini e una maestra, provocando danni in molti paesi del basso e medio Molise.
In seguito alla ricostruzione del paese sono stati creati servizi che prima non c’erano, come una bella piazza e il campo sportivo.
L’evento suscitò commozione e raccapriccio in tutto il paese, per cui i cittadini di tutta Italia reclamarono una maggiore sicurezza per i loro figli scolari e studenti, costringendo gli amministratori a dotarsi di scuole con certificazioni antisismiche.
Ex Feudi: S. Elena, luogo dell’antica Badia che fu pertinenza dei benedettini, distrutta dai saraceni.
S. Eustachio, feudo presso i confini con Colletorto, luogo della antica Prepositura di S. Eustachio in Pantasia, donata nell’XI secolo dal conte Adelferio alla Badia Cassinese, che la tenne per secoli. Probabilmente fu distrutta dalle incursioni saracene del XVII secolo.
Tonnicchio, antico casale esistente nel XIII secolo risultante da un diploma del 1256 che dichiara appartenere a Giulio d’Anglona e che fosse rivendicato invece alla Badia di S. Elena.
Montecalvo, apparteneva alla Badia di S. Elena e contava circa 250 fuochi . Esso è menzionato nel Catalogo Borrelliano del XII secolo .
L’abitato fu danneggiato dal terremoto del 22 gennaio 1349 e da quello del 9 settembre dello stesso anno, che aveva ridotto il feudo ad appena 15 fuochi , mentre il terremoto del 1456 finì di distruggerlo. Qui c’era la chiesa di S. Nicola.
Notizie ecclesiastiche: S. Giuliano dalle origini è pertinente alla diocesi di Larino, ha una sola parrocchia intitolata a S. Giuliano martire che ne è anche il patrono del Comune, che si festeggia il 21 maggio. Le chiese sono:
S. Giuliano martire,sorta sui resti di una chiesa preesistente abbattuta dal terremoto del 1456 e restaurata, i cui lavori furono ultimati nella prima metà del XVIII secolo, è divisa in tre navate; è lunga m 23, larga m 14 e alta m 12, ha un bel portale della preesistente chiesa, simile a quello della cattedrale di Larino, con figure scolpite.
All’interno è arredata con altari e alcuni dipinti di pittori ignoti.
S. Elena, edificata su iniziativa di Mons. Pianetti vescovo di Larino, in luogo dell’antica Badia omonima voluta da Landolfo e Pandolfo duchi di Benevento nel secolo X, distrutta dai saraceni nel XVI secolo, essa era coeva della Badia di Melanico, ed entrambi i siti erano feudi dei benedettini di S. Sofia in Benevento.
La chiesa attuale conserva alcuni reperti dell’antica badia.
Altro: di interessante c’è da vedere la chiesa parrocchiale con il suo bellissimo portale e il palazzo marchesale con torre quadrata, oggi adibito a palazzo residenziale e la Chiesa di S. Elena.
La gastronomia locale offre i “fusilli al ragù” , “i “ cauciuni”, dolci ripieni di impasto di purea di ceci con miele e cacao”.
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