SAN MASSIMO (CB) m 630 s.l.m.

Pop.:818 nel 2019; Sup. Kmq 27,33; Dens. 29,93. Patrono: S. Massimo.
Popolazione negli anni:fuochi: 101 nel 1532; 98 nel 1545; 109 nel 1561; 101 nel 1595; 97 nel 1648; 94 nel 1669; abitanti: 1037 nel 1780; 1140 nel 1795; 1283 nel 1835; 1498 nel 1848; 1327 nel 1861; 1518 nel 1881; 1508 nel 1901; 1537 nel 1911; 1125 nel 1931; 1059 nel 1936;1053 nel 1951; 732 nel 1961; 638 nel 1971; 715 nel 1981; 705 nel 1991; 723 nel 2001; 836 nel 2011; 818 nel 2018.
Origine e storia:La località prende il nome da una chiesa esistente , dedicata a S.Massimo, Vescovo del IV secolo.
Non si hanno notizie relative a S. Massimo prima del regno di Carlo II d’Angiò, quando il feudo era diviso in tre quote, di cui una era intestata a Giovanni Scotto.
Nel XIV secolo appartenne il feudo alla famiglia del Tufo, mentre nel periodo aragonese il feudo era intestato a Nicola Galeota, nell’anno 1488.
Nel XVI secolo Ferdinando il Cattolico assegnò il feudo alla famiglia Gaetani e nel 1538 Camillo Gaetani lo vendette a Francesco Villant, cavaliere francese., il quale tenne S. Massimo per qualche anno, finché Vincenzo Berardino Gaetani non esercitò il diritto di retrovendita e nel 1546 lo rivendette ad Antonia de Gennaro, famiglia che deteneva pure S. Elia a Pianisi e che tenne il feudo fino al 1806, avendo i seguenti trapassi, a partire da Lei, acquirente:poi, Piergiacomo de Gennaro, fino al 1569; Felice, marchese dal 1626, morto nel 1631; Alfonso; Andrea che diresse la scuola di equitazione di Napoli.
Notizie ecclesiastiche: S. Massimo è pertinente alla diocesi di Bojano e ha una sola parrocchia intitolata al SS. Salvatore e il suo protettore è S. Massimo, vescovo che si festeggia il 5 febbraio.
Le chiese sono:
SS. Salvatore, chiesa parrocchiale edificata nel XVIII secolo e danneggiata dal terremoto del 1805; è ad una sola navata lunga m 30, larga m 14 e alta m 16.
S. Rocco, sorta agli inizi del XVI secolo, al suo interno si può ammirare una tavola de “la Vergine del Rosario”.
S. Michele delle Fratte,fuori dell’abitato, appartenuta all’Ordine di Malta. Interessante è il portale.
S. Michele Arcangelo, piccola cappella rurale.
Personaggio da ricordare:
Raffaele Gioia, pittore di cui si ammirano alcune tele che adornano il Coro e il Frontone dell’altare maggiore della Cattedrale di Isernia, raffiguranti “Cristo tra i dottori”, “La donna adultera” e “La consegna delle chiavi al Principe degli Apostoli”.
Altro: Il Comune si estende ai piedi del Massiccio del Matese, ed è importante per la località turistica di Campitello Matese, posta tra i monti Miletto e Gallinola, località sciistica tra le più importanti del centro-sud.
Nel suo territorio molti sono i paesaggi degni di esplorazione e di ammirazione ed è tutta immersa nel verde di estesi castagneti e faggete.
La cucina è ottima, si possono gustare piatti a base di carni ovine e vaccine; importante la Sagra delle castagne.
IN ELABORAZIONE
Visite: 785