SAN PIETRO AVELLANA (IS) m 960 s.l.m.

Pop.:484 nel 2019; Sup. 15,28; Dens. 11. Patrono: Santi Pietro e Paolo.
Popolazione negli anni:fuochi: 69 nel 1532; 73 nel 1545; 92 nel 1561; 124 nel 1595; 125 nel 1608; 155 nel 1648; 88 nel 1669; abitanti: 917 nel 1780; 1210 nel 1795; 1542 nel 1835; 1939 nel 1861; 2472 nel 1881; 2622 nel 1901; 2532 nel 1911; 1939 nel 1931; 2065 nel 1936; 1688 nel 1951; 1533 nel 1961; 998 nel 1971; 791 nel 1981; 726 nel 1991; 662 nel 2001; 537 nel 2011; 480 nel 2018.
Origine e storia:Il nome del comune deriva dal cenobio benedettino che attrasse i primi abitanti, mentre l’aggiunta “Avellana”, alcuni propendono che derivasse dalla abbondanza di piante avellane (nocciolo) nel suo territorio; Altri, secondo me la più accreditata, propendono che derivi da “ad Volana”, città sannitica distrutta dal console romano Corvilio e di cui parla Tito Livio ( Libro X-XLV), aggiunta che risale a moltissimi secoli addietro.
Di sicuro è che il luogo fosse abitato già prima dell’epoca romana, poiché nel territorio sono state ritrovate tombe e altri reperti di epoca sannitica.
Il Monastero di S. Pietro sarebbe stato edificato nel 995 dai Conti Borrello per patrocinare il benedettino Domenico da Sora, successivamente santificato; la data della sua fondazione è oggetto di discussione, giacché il Ciarlanti vuole che risalga al 1025.
S. Pietro Avellana dal X secolo fu sempre dipendenza della Badia di Montecassino e fino al 1785, quando pur conservando il carattere di feudo ecclesiastico fu dato in commenda.
Il Comune è decorato di Medaglia d’Argento al Valore Civile per le sofferenze inflitte alla popolazione ad opera dei tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale.
Amministrativamente S. Pietro Avellana ha fatto parte del Contado di Molise e nel 1799 fu assegnata al Dipartimento del Sangro e al Circondario d’Isernia .
Nel 1811 fu annessa al Circondario di Carovilli.
Nel 1816 fu trasferita al Mandamento di Capracotta, mentre dal marzo 1907 fa parte del Mandamento di Carovilli.
S. Pietro Avellana ha una frazione: Masseria di Cristo.
Ex Feudi:
Monemiglio,a confine con Montedimezzo, era un tempo un casale abitato e ripartito in ventiquattro parcelle, in parte intestate alla Badia di Montecassino.
Presso il Tratturo Celano- Foggia è la Chiesa di S. Giovanni.Essa è un piccolo gioiello fondato nel 1373, come si legge sull’architrave della porta d’ingresso. La chiesa sopravvive grazie alle cure di una famiglia del luogo, i sigg. Di Lorenzo. La chiesa fu restaurata, dopo il terremoto del 1456, dal barone don Donato Angeloni nel 1635, come si desume da una targa posta in luogo.
Vicende Piane, è ubicato a est dell’abitato e a confine con Montemiglio.
Chiaia, Nel 1300 risultava feudo abitato della Badia di Montecassino. Disabitato in seguito al terremoto del 1309, i abitanti migrarono in S. Pietro Av.
Pietra del Miele, a Nord del paese.
Montecapraro, a 1721 m s.l.m. a est del paese, dove v’era la chiesa di S. Nicola, grancia benedettina di S. Pietro Avellana. Con sentenza della Commissione feudale del 4 aprile 1810 Montecapraro fu dichiarato dominio della università di S. Pietro Avellana.
Difesa Grande, fra il Rio e il Tratturo del lago di Celano. La Commissione feudale sempre con sentenza del 4 aprile 1810 lo dichiarò feudo di S. Pietro Av.
Cantalupo o S. Martino, tra il Sangro e la provincia dell’Aquila; da un istrumento del 1108 rogato in Castel di Sangro da Raone d’Isernia con il quale il monastero di S. Pietro A. veniva reintegrato del Castello di Cantalupo, si rileva che il feudo era abitato fino al XIV secolo.
Nel 1519 risultava titolare del feudo Bartolomeo Carafa, che ne fece vendita alla città di Agnone.
Notizie ecclesiastiche: S. Pietro Avellana dipende dalla diocesi di Montecassino e comprende una sola parrocchia intitolata ai SS. Pietro e Paolo e il patrono del Comune è San Amico eremita che si festeggia il 3 novembre. Le chiese sono:
SS. Pietro e Paolo, di antichissima fondazione. Rovinò con il terremoto del 1456 e venne ricostruita, è ad una sola navata lunga m 25, larga m 8 e alta m9.
Nella cripta si conserva il corpo di San Amico, eremita che visse nell’omonimo eremo posto nel bosco a poca distanza dal paese.
S. Amico, attigua alla parrocchiale e con essa comunicante, restaurata nel 1890.
S. Spirito, piccolo edificio religioso costruito nei pressi della chiesa parrocchiale.
S. Amico,cappella edificata nel bosco e consacrata nel 1906, in un’oasi di pace, dove si gode di una fonte d’acqua purissima e freschissima. Luogo in cui molti si raccolgono in preghiera e in meditazione.
Altro: S. Pietro Avellana è immersa in una natura meravigliosa, a pochi passi da Montedimezzo dove è visitabile il Museo del già Corpo Forestale.
Si possono ammirare i resti dell’antica Badia di S. Pietro, il Museo Archeologico e quello della civiltà contadina; la cripta dove si conserva il corpo di San Amico; le mura ciclopiche di epoca sannitica; l’Osservatorio astronomico; l’Osservatorio Planetario.
Inoltre offre tutta una rete di passeggiate immerse nella natura.
S. Pietro Avellana è il paese del tartufo; qui si svolge una grande manifestazione gastronomica nella quale si possono gustare tantissimi piatti a base del prezioso tubero, nell’ambito anche della mostra mercato del tartufo.
La sua gastronomia è tutta basata su piatti a base di agnello e capretto, formaggi, funghi e tartufi.