SALCITO (CB) m 678 s.l.m.

Pop.:646 nel 2019; Sup. Kmq 28,26; Dens.23. Patrono: S. Basilio Magno.
Popolazione negli anni:fuochi: 79 nel 1532;80 nel 1545; 100 nel 1561; 58 nel 1648; 71 nel 1737; abitanti: 1743 nel 1780; 2000 nel 1804; 2833 nel 1835; 2805 nel 1861; 3084 nel 1881; 2899 nel 1901; 2585 nel 1911;2111 nel 1931; 2050 nel 1936; 1850 nel 1951; 1452 nel 1961; 1083 nel 1971; 847 nel 1981; 775 nel 1991; 62° nel 2001; 695 nel 2011; 642 nel 2018.
Origine e storia:Il nome del comune trae origine dalla natura idrogeologia, per cui nell’agro erano presenti saliceti e da quasti prese dapprima il nome “Salcetu”, “Salicetum””Salzectum” nei Regesti angioini del 1320, poi “Castrum Saliceti” nel XV sec. e Salcito nei tempi moderni.
Salciito nel sec XIII e bbe signore Nicola d’Evoli, che lo vendette a Bartolomeo Pietravalle, i quali già erano signori del feudo di Pietravalle nell’agro di Salcito.
Bartolomeo era figlio del barone utilista di Gambatesa Riccardo; alui successe il figlio Pietropaaolo , che lo perse per fellonia, avendo partecipato ai fatti che portarono all’uccisione di Andrea d’Ungheria, rprimo consorte della regina Giovanna I, avvenuta nel 1545.
Salcito venne assegnato ad Andrea Carafa che lo trasmise in dote alla figlia Andriella che già possedeva il feudo di S.Angelo Limosano e che aveva sposato un cavaliere dei d’Evoli.
Devoluta in seguito al demanio fu concessa da Re Ladislao di Durazzo a Luigi Galluccio la cui famiglia era titolare di Longano.
Nel 1411 alla morte di Luigi Galluccio gli successe il figlio primogenito che lo vendette alla famiglia Pietravalle, che già possedeva altre terre ne feudo. Di questa famiglia il titolare fu Goffredo, il quale era nipote di Giacomo di Montagano Conte di Montagano.
A Goffredo gli successe il figlio Bartolomeo che aveva sposato Giovannella di Sanfromondo; Bertolomeo fu privato del feudo per fellonia dopo la fuga di Carlo VIII.
Nel 1495 Salcito è terra di Andrea di Capua, duca di termoli e Conte di Campobasso; alla sua morte gli successe il figlio Ferrante che vendette il feudo nel 1512 a Gaspare de regina, barone di Macchia Valfortore
Nel 1648 Salcito risulta appartenere a Giantomaso Spina, i cui creditori si rivolsero al S.R. Consiglio per l’esposizione all’asta del feudo, che fu valutato dal tavolario Francesco Venosa nel 1652 e aggiudicato aPaolo Francone, figlio di Francesco e di Vittoria Sanfelice, duchi di Bagnoli.
La famiglia Francone tenne il feudo fino alla estinzione della feudalità.
Notizie ecclesiastiche: Salcito è pertinenza della diocesi di Trivento ed ha una sola parrocchia intitolata a S. Basilio Magno, che è pure patrono del Comune. Le chiese sono:
S. Basilio Magno: edificata nel XI secolo, più volte danneggiata e restaurata, è una piccola chiesa, all’interno aveva la soffittatura a quadroni di legno decorati, danneggiati e rifatti. Ha subito diversi restauri.
S. Maria delle Grazie:, edificata nel 1813 sulll’area di una precedente cappella, divisa a tre navate ed appartiene alla Congregazione dei Morti, che vi ha la propria sede.
S. Rocco:detta anche “dei finestroni”era una antica cappella gentilizia dei baroni, acquistata dalla curia; abbandonata e fortemente danneggiata, è stata restaurata e didicata a S. Rocco.
Altro:il centro abitato non offre altro che della buona aria e quiete. Oggi è presente un Centro Medico per la riabilitazione.
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