SAN POLO MATESE (CB) m 730 s.l.m.

Pop.:484 nel 2019; Sup. 15,28; Dens. 32. Patrono: San Nicola di Bari.
Popolazione negli anni: fuochi: 83 nel 1532; 103 nel 1545; 121 nel 1561; 119 nel 1608; 128 nel 1669; abitanti: 1146 nel 1780; 1200 nel 1795; 1135 nel 1835; 1012 nel 1861; 1205 nel 1881; 1042 nel 1901; 1226 nel1911; 806 nel 1931; 764 nel 1936; 809 nel 1951; 619 nel 1961; 426 nel 1971; 463 nel 1981; 500 nel 1991; 445 nel 2001; 458 nel 2011; 485 nel 2018.
L’origine del nome, secondo una leggenda, verrebbe da Saint Paul, portato da fuggiaschi francesi dalla Sicilia nel 1282, dopo i Vespri, i quali avrebbero così chiamato il proprio rifugio, attorno al quale si sarebbe sviluppato l’abitato. Però, circa l’attendibilità di questa affermazione, non vi è nessuna traccia nei documenti, né nelle varie storiografie dei principali autori come ad esempio, il Summonte, il Capecelatro e il Costanzo; ma piuttosto vero è che il nome venga da Paolo, che in epoca medioevale veniva anche detto Polo, così come Boccaccio chiama il fratello di Giangiotto, amante di Francesca. S. Polo d’Enza lo troviamo pure in provincia di Reggio Emilia e S. Polo dei Cavalieri in provincia di Roma.
Solo con R.D. 18 febbraio 1864 S. Polo aggiunse accanto al nome il suffisso Matese e si chiamò: S. Polo Matese, come da delibera del Consiglio Comunale del 25 ottobre 1863.
La nota storica più antica risale al 1080, dalla quale risulta che Ugone, Conte di Molise che fece edificare la cattedrale di Boiano, assegnò a questa alcuni feudi tra cui S. Polo.
Quindi S. Polo fu un feudo ecclesiastico fino al 1785 , come afferma il Perrella. Lo stesso fu confermato dal Giannone che scrive “Il vescovo di Boiano dominò un tempo la terra di S.Polo”.
Però dobbiamo pure dire che altri, il Giustiniani ad esempio, dice che S. Polo dal 1457 al 1805, abbia avuto le signorie di Pandone fino al 1528, dei Gaetani fino al 1532, dei Lannoy e poi dei Mormile ed in ultimo dei Filomarino, successori dei Costanzo. Questi furono tutti signori di Boiano, all’infuori dei Mormile e i Gaetani che furono signori, rispettivamente di Campochiaro e di Baranello. La verità è che S. Polo fu feudo del vescovo di Boiano fino al XV secolo di fatto, in seguito esso fu usurpato da Francesco Pandone che se ne appropriò con le armi, ottenendo da Alfonso I la sanatoria del fatto compiuto mediante ricognizione enfiteutica con il peso di un canone irrisorio a favore del Vescovo.
Nel 1738 risulta titolare di S. Polo il Principe di Colledanchise, pure titolare di Boiano, il quale versa alla mensa vescovile il canone di 50 ducati per S. Polo.
Notizie ecclesiastiche: S. Polo appartiene alla diocesi di Boiano fin dalle origini e comprende una sola parrocchia intitolata a S. Pietro in Vincoli. Le chiese sono:
S.Pietro in Vincoli, posta nel punto più alto dell’abitato presso l’antica torre del castello ed è a una sola navata lunga m 25, larga m 10 e alta m 5, la quale risale al XIII secolo, consacrata nel 1211. Con il terremoto del 1805 cadde la canonica e parte della chiesa facendo 136 vittime.
La chiesa fu riedificata nel 1808, a scapito della sua bellezza architettonica. Conserva il battistero dell’antica chiesa. All’interno una Madonna con Bambino di Paolo Saverio Di Zinno.
S.Antonio, sulla parte piana dell’abitato molto semplice.
S.Michele arcangelo, a qualche chilometro prima dell’abitato, nel cui interno c’è una statua della Madonna Incoronata, cara ai pastori transumanti e, davanti, una bella fontana in pietra.
S. Nicola di Bari, edificata in tempi remoti fu restaurata nel 1887.
Purgatorio, adibita a cimitero nel 1833. Attualmente è un rudere posto a mezza strada tra l’abitato e il cimitero.
Altro: Nel 1861, nei giorni 3 e 4 agosto, S.Polo fu assalita dalla banda Cicchino di Roccamandolfi, al grido Viva Francesco II,che uccise il Sindaco, l’Arciprete e il di lui fratello Vincenzo, Capitano della Guardia Nazionale.
Conserva la Torre longobarda. Si può visitare l’artistico presepe presso il palazzo Rogati.
Molto interessante una visita per le strade e i vicoli del centro storico e le due necropoli sannitiche del VIII e del IV sec. a.C. in contrada Camponi.
Una passeggiata per il suo territorio ricco di una flora vastissima ed eccezionale alla ricerca di reperti fossili marini.
.In occasione del Natale si può ammirare uno dei più bei presepi viventi della regione.
Ad Agosto c’è la sagra della faciolata, e, molto importante la Festa Nazionale della Zampogna, che raduna i moltissimi zampognari del Molise , delle regioni vicine e anche partecipanti stranieri, tra i quali non mancano mai gli irlandesi.
I piatti tipici sono a base di agnelli, capretti, funghi e i famosi tagliolini con gli orapi, ricordando quelli della signora Bruna, e le polpette di orapi.