SANT’AGAPITO (IS) m 547 s.l.m.

Pop.: 1443 nel 2019; Sup. Kmq 15,93; Dens. 91. Patrono Sant’Agapito.
Popolazione negli anni:fuochi: 58 nel 1561; 71 nel 1608; abitanti: 619 nel 1780; 820 nel 1795; 950 nel 1835; 1084 nel 1861; 1213 nel 1881; 1213 nel 1901; 1444 nel 1911; 1327 nel 1931; 1334 nel 1936; 1202 nel 1951; 1108 nel 1961; 1021 nel 1971; 1060 nel 1981; 1187 nel 1991; 1332 nel 2001; 1387 nel 2011; 1431 nel 2018.
Origine e storia: Il nome trae origine da una chiesa dedicata a S. Agapito, martire del III secolo, intorno alla quale si è sviluppato il primo nucleo abitativo.
Nel XII secolo è detto “Sanctum Agapitum”; mentre nella numerazione del 1561 il nome è deformato in “ Santa Capiata” e ancora “Santa Capita” nella numerazione del 1608.
Nel periodo longobardo S. Agapito fa parte della contea d’Isernia
Nel periodo normanno fa parte della Contea di Molise.
Dal XII secolo e fino al XV secolo S. Agapito fu feudo della famiglia che portava lo stesso nome, di cui si ricordano:
Matteo, menzionato nel Catalogo Borrelliano;
Roberto, vivente nel 1326;
Gualtiero, vivente nel 1330;
Nicola, vivente nel 1381;
Leone, che nel 1443 intervenne al Parlamento generale del Reame indetto in Napoli da Alfonso I d’Aragona.
Nella prima metà del XV secolo S. Agapito fu feudo dei Caetani di Fondi e di Morcone e di Baranello.
Giovanni Caetani, signore di Baranello vendette il feudo di S. Agapito nel 1444 ad Antonio d’Afflitto.
Nella prima metà del XVI secolo il feudo è intestato alla famiglia di Storrente, utilista di Castelpetroso, della quale famiglia è noto che Lucrezia de Storrente nel 1555 vendette Sant’Agapito a Gianfrancesco de Angelis di Teano, famiglia che ebbe pure in feudo Campomarino.
Nella prima metà del XVII secolo S.Agapito fu dominio della famiglia Provenzale, per essere stata acquistata da Andrea Provenzale di Trapani, Presidente della R. Camera della Sommaria.
Giuseppe Provenzale ebbe il titolo ducale di S. Agapito nel 1637 e a lui successe il figlio Giovanni, che nel 1775 fece restaurare la sepoltura familiare nella Chiesa dello Spirito Santo in Napoli.
Dai Provenzale nel XVIII secolo S. Agapito passò in feudo ai Caracciolo del ramo Pasquizi, duchi di Avigliano e Principi di Pettoranello.
La famiglia Caracciolo tenne il feudo fino alla eversione della feudalità, comunque anche dopo ha conservato il titolo nobiliare.
Amministrativamente S. Agapito è sempre appartenuta al Molise e al Distretto di Isernia, nel 1811 ebbe anche assegnata la frazione di Castelpizzuto
Notizie ecclesiastiche: S. Agapito appartiene alla diocesi di Isernia e ha una sola parrocchia intitolata a S. Nicola di Bari; il patrono è S. Agapito martire, che si festeggia il 18 agosto. Le chiese sono:
S. Nicola di Bari, edificata su un antico tempio pagano, in stile romanico, ha due ingressi ed è arredata con diversi altari e statue.
Madonna dell’Olmitello, piccola cappella privata, che secondo la leggenda, è stata edificata dopo l’apparizione della Madonna in un boschetto di olmi.
Altro: Da vedere oltre alla chiesa di S. Nicola, c’è la fontana in pietra del XVII secolo, con scolpita una figura rappresentante Bacco. Inoltre il palazzo feudale conserva molti motivi medievali, tra cui una torre.
La croce stazionaria in pietra è degna di attenzione.
Inoltre si può visitare una vecchia fornace e la chiesetta di S. Maria Bambina.
Molte sono le feste che si celebrano in paese. Interessante la Sagra degli arrosticini; ottimi i vini locali e gli arrosti a base di agnello e capretto.
IN ELABORAZIONE
Visite: 858