SANT'ANGELO DEL PESCO (IS)

Categoria: Molise in pillole Pubblicato: Mercoledì, 03 Giugno 2020 Scritto da ugo

SANT’ANGELO DEL PESCO (IS)  m 805 s.l.m.

sant'angelo del pesco stemma

Pop.:359 nel 2019; Sup. Kmq 15,59; Dens. 23. Patrono San Michele Arcangelo.

Popolazione negli anni:fuochi: 32 nel 1452; abitanti: 605 nel 1780; 1149 nel 1835; 930 nel 1848; 1088 nel 1861; 1461 nel 1881; 1260 nel 1901; 1259 nel 1911; 1041 nel 11931; 1063 nel 1936;1021 nel 1951;  958 nel 1961;  877 nel 1971;  564 nel 1981;  461 nel 1991;  416 nel 2001;  368 nel 2011;  355 nel 2018,

Origine e storia: Il luogo è stato abitato sicuramente da tempi molto remoti, ma non è nominato in nessun documento prima del XIV secolo. Dal Mazzella si apprende che nel 1561 non risulta menzionato né come terra del Contado di Molise, né in terra dei due Abruzzo, Citra e Ultra.

Il Galanti, nel 1781 menziona “S. Angelo in Grifone” come casale di Pescopennataro, ma il Masciotta opina che l’aggiunta “ del Pesco” sia anteriore a “in Grifone”, poiché, opina sempre il Masciotta, la dicitura  di ” S. Angelo del Pescolo “  è già menzionata in “ Italia illustrata “ del XV secolo di Flavio Biondo, come territorio di Pescopennataro.

S. Angelo del Pesco, quindi, ebbe le stesse vicende di Pescopennataro e quindi ebbe signori i Borrello, famiglia potentissima di Agnone; poi con gli angioini ebbe i Courtenay ( o Rodolfo di Cortiniaco, italianizzato ), deceduto nel 1271. A lui successe la figlia Matilde, che ebbe per consorte Filippo di Fiandra, i quali morirono senza figli.

Il feudo fu devoluto al fisco che lo assegnò a Guglielmo di Sabrano, proveniente dalla Francia ai tempi del Re Roberto.

Poi passò alla famiglia Cantelmo ed ebbe gli stessi titolari di Trivento e sappiamo che Giorgio d’Afflitto vendette  Pescopennataro e S. Angelo del Pesco al duca di Celenza Giambattista Caracciolo Pignatelli per 124.000 ducati e di questa famiglia ebbe diversi titolari fino al 1747 , quando donna Cosima Caracciolo duchessa di Celenza vendette  i due feudi( Pescopennataro e S. Angelo del P.) a Donatantonio del Monaco, con istrumento dell’8 febbraio  1747, in seguito all’apprezzo del Tavolario Luca Vecchioni.

Questa famiglia tenne il feudo fino alla eversione della feudalità, con l’ultimo titolare Vincenzo.

Amministrativamente Pescopennataro e la sua pertinenza appartennero al Contado di Molise, essendo stata stralciata dall’Abruzzo Citra nel 1320, come asserisce il Minieri Riccio.

Nel 1799 fu assegnata al Dipartimento di Sangro e al Cantone di Castel di Sangro.

Nel 1807  venne compresa nel Distretto di Isernia e nel 1811  fece parte del Circondario e, successivamente Mandamento,  di Capracotta e nel 1816 fu dichiarato Comune , quindi ebbe la sua autonomia.

Durante il secondo conflitto mondiale, trovandosi presso la Linea Gustav , S. Angelo del Pesco fu quasi completamente distrutta e furono poche le abitazioni leggermente danneggiate.

Notizie ecclesiastiche: S. Angelo del Pesco appartiene alla diocesi di Trivento, consta di una sola parrocchia intitolata a S. Michele Arcangelo e il patrono è S. Michele Arcangelo  che si festeggia il 29 settembre. Le chiese sono:

S. Michele Arcangelo, riedificata  nel 1886, si compone di una sola nave  lunga m 25, larga m 20 e alta m 15..All’interno si aprono otto cappelle laterali e arredata di statue e affreschi, tra i quali una “Ultima cena”.

Vergine del Carmelo, presso il cimitero, è a tre navate ed è sede della omonima confraternita, ampliata nel 1880 con aggiunta di navi laterali e restaurata.

All’interno  si aprono cappelle e di ammirevole c’è un Cristo morto e una Madonna con Bambino, tele di ottima fattura.

S. Luca, piccola chiesetta nell’eremo omonimo,  edificata nel bosco. Qui c’è un terrazzamento da cui si apre la vista a degli ameni panorami verso il Sangro e sulla abetaia ed è meta di numerose escursioni di appassionati della natura, per la presenza di una grande varietà di flora arborea ed erbacea, nonché  una ricca fauna.

Altro: oltre alle due belle chiese, a S. Angelo del P., c’è da vedere il bel Monumento ai Caduti, la Croce Stazionaria in pietra, l’eremo di S. Luca.

Nel suo territorio si possono effettuare diverse escursioni anche  per la vicinanza di luoghi noti turisticamente come Capracotta, Pescopennataro, Roccaraso, Pietrabbondante.

L’agro è ricco di funghi e tartufi per cui la gastronomia offre  gustosi piatti  di pasta fresca ( tagliatelle, gnocchi, cavatelli, fusilli ecc), nonché arrosti di agnello e capretto e formaggi freschi e stagionati.

Nel mese di agosto si organizzano serate culturali e ludiche con sagre ed altre attrazioni..   

                 in ELABORAZIONE

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