SANT’ELENA SANNITA (IS) m 780 s.l.m.

Pop.:298 nel 2019; Sup. Kmq 14,08; Dens. 21. Patrono:San Michele Arcangelo.
Popolazione negli anni:fuochi: 84 nel 1628; abitanti:1234 nel 1780; 1426 nel 1795; 1348 nel 1835; 1533 nel 1861; 1677 nel 1881; 1932 nel 1901; 1900 nel 1911; 1843 nel 1931; 1671 nel 1936;1239 nel 1951; 920 nel 1961; 530 nel 1971; 451 nel 1981; 287 nel 1991; 277 nel 2001; 260 nel 2011; 299 nel 2018.
Origine e nome: Il paese risale al XII secolo, ed era chiamato “Cameni” nel XIII secolo e in seguito è citato “li Cameli” o semplicemente “Cameli”; probabilmente si riferisce al cammello, simbolo di una qualche famiglia feudataria del luogo, visto che il Comune reca nello stemma la figura di un cammello e che nella chiesa parrocchiale è scolpito sul pulpito tale stemma.
In epoca angioina signora di S. Elena è la famiglia Santangelo, titolare di S. Angelo in Grotte.
Nel 1419 Filippo Santangelo sposò Caterina di Montagano, che ebbe in dote 400 once e per ipoteca il castello di Cameli, con patto di restituzione della dote in caso di scioglimento del matrimonio.
Caterina di Montagano rimasta vedova e, avendo perso l’unico figlio, passò in seconde nozze con il Conte Orsini di Manoppello ed ebbe figlio primogenito Iacopantonio, che insieme ai fratelli vennero immessi nel possesso di Cameli..
Nel 1450 S. Elena è giacente al demanio e Alfonso I d’Aragona la concesse a Francesco di Montagano, a cui successe il fratello Giacomo
Nel 1524 troviamo titolare Francesco de Bastariis, nipote del barone di Cantalupo, a cui successe il figlio Giulio, nel 1574.
Nel 1589 è titolare di S. Elena Giovan Vincenzo Santomango, nipote di Giulio de Bastariis, figlio di una sua sorella.
Dalla famiglia Santomango S. Elena fu venduta ai Marchesano di Frosolone, nel 1601.
Giovanni Andrea Marchesano vendette S. Elena a Giandomenico Paolella, nel 1617, i cui creditori promossero azione di esproprio per inadempienze.
Nel 1627, dopo l’apprezzo del feudo affidato al Tavolario Giambattista Marino di Napoli, fu aggiudicato, il 15 settembre 1628 ad Antonio Tamburri di Agnone
Questa famiglia ebbe diversi titolari, fino all’eversione della feudalità, di cui citiamo:
Antonio, acquirente;
Pietro, primogenito che sposò Olimpia Coppa della casa baronale di Molise;
Antonio,, che nel 1650 acquistò Molise;
Francesco,;
Pietro, deceduto nel 1746;
Francesco; Michele, in vita fino alla fine della feudalità.
Il palazzo baronale poi è passato in proprietà della famiglia de Capoa.
Notizie ecclesiastiche: Sant’Elena appartiene alla diocesi di Campobasso-Boiano, ha una sola parrocchia intitolata a S. Michele Arcangelo, il quale ne è pure il patrono del Comune e si festeggia il 29 settembre. Le chiese sono:
S. Michele Arcangelo, costruita nel 1748 sull’area della chiesa del SS. Sacramento, esistente nel 1628 e descritta dal Tavolario Marino nel suo apprezzamento; sta sulla parte alta del paese; è ad una sola nave lunga m 28, larga m 10, alta m 11 e contiene sei cappelloni lateraali.
La chiesa ha subito diversi restauri, di cui uno conseguente ai danni del terremoto del 1805, un altro nel 1840, quando fu pure corredata del campanile.
All’interno una pregevole statua del 1679 del pittore Giovanni Merliano da Nola e la statua del titolare di G. Colombo.
Da ammirare anche gli affreschi del pittore Mario De Tollis e una serie di statue dello scultore Francesco De Sivio, che riproducono il martirio di Santa Filomena, statue che una volta venivano portate in processione per il paese, nella ricorrenza del martirio della santa.
Interessanti anche gli affreschi di Arnaldo Del Lisio.
S. Maria delle Grazie, edificata nel 1733 e detta S. Maria in Castellana, sul luogo e con i materiali di risulta delle demolie cappelle dei SS. Angelo, Giacomo e Rocco;è a tre navi.
Danneggiata dal terremoto del 1805, venne ricostruita tra il 1810 e il 1826, anno della sua riconsacrazione e riapertura al culto; restaurata ed ampliata nel 1858 a cura della omonima confraternita.
All’interno si ammirano gli affreschi del pittore Mario De Tollis
SS. Cosma e Damiano, edificata a circa un chilometro dal paese, venne costruita dalla famiglia Verdile; restaurata nel 1895 sempre a cura di detta famiglia. Anche in questa si possono ammirare le pitture del De Tollis.
Altro: Il paese offre innanzitutto delle belle passeggiate nei boschi, specie per chi ama raccogliere funghi e tartufi e le erbe aromatiche presenti in abbondanza nel territorio molisano.
Ammirevoli sono le chiese, specie quella di S. Michele; il palazzo baronale; il Museo del Profumo, voluto dall’Associazione “Il cammino del Profumo”, che ci ricorda che Sant’Elena non solo è la patria dei tantissimi arrotini e fabbricanti di forbici e coltelli sparsi per l’Italia, e, in particolare, a Roma, ma è anche divenuta la patria dei profumieri, poiché tanti di questi arrotini, in seguito, hanno aperto profumerie in tante città e si sono specializzati in quest’arte.
La gastronomia offre piatti a base di agnello e capretto, primi piatti di pasta fatta in casa e conditi sia con ragù, sia con funghi e tartufi; latticini ottimi e formaggi vari.
La sua posizione è ottimale per escursioni sul Matese, sulla montagna di Frosolone, Colle dell’Orso, e vicina pure al Santuario di Castelpetroso, dove ammirevole è la Basilica Minore e l’artistica Via Crucis.
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